Virtus-Milano è il meglio. Ma senza solisti eccellenti

  Le ultime due le ha vinte la Virtus, in Supercoppa e in Eurolega. Quattro delle precedenti sei partite, tra 8 e 18 giugno, le ha vinte Milano, e valevano lo scudetto. Sedici scontri diretti nelle ultime due stagioni, in tutto i precedenti sono 192, incluse le altre tre finali scudetto del 1979, del 1984 e del 2021. Sono le due squadre italiane più internazionali, fanno a dire a qualcuno che giocano in un campionato poco allenante. Eppure, secondo i dati di Legabasket – chissà se significa qualcosa, e cosa – né Bologna né Milano hanno un proprio giocatore fra i primi cinque di tutte le statistiche individuali della serie A: punti, valutazione, rimbalzi, assist, palle recuperate, stoppate, falli subiti, tiri liberi. Il deserto, copn una sola eccezione: Billy Baron secondo miglior tiratore di triple con il 50 percento, Kyle Weems dall’altra parte con il 48.5% al quinto posto. In Eurolega, Bologna ha vinto il derby italiano senza di lui. 

Non bisogna aspettarsi fuochi d’artificio degli attacchi, scrive Walter Fuochi su Repubblica perché di solito le due sorelle si fermano prima, tanto più quando s’incrociano e si può vincere pure coi punti della briscola. La sfida offre il meglio del basket e tenta il traino di uno sport che ha vissuto anni migliori, si rinfaccia astiosamente le colpe dell’avaro seguito odierno e spia con ansia ogni segnale di risalita

Sergio Scariolo guida 8-7 nei confronti su Ettore Messina. A Marco Belinelli mancano 2 punti per arrivare a 2500 in campionato. Bologna è senza Abass, Ojeleye, Cordinier e Menalo. A Milano mancano Shields, Datome e Pangos.

| SCARIOLO Di infortuni e assenze ha parlato l’allenatore della Virtus in una intervista con Daniele Labanti per il Corriere della sera. «La saturazione del calendario è evidente, come lo è la necessità di armonizzare gli impegni dei club e le finestre Fiba delle Nazionali. Non sono certo, però, che sia altrettanto chiaro nella testa di chi deve decidere. Noi non siamo mai stati al completo una volta in questa stagione. È una questione anche di business: puoi organizzare tutti gli Archi di Trionfo che vuoi, ma se ammazzi i cavalli chi verrà a vederli? Da fuori si percepisce poco il livello di esigenza che questo torneo richiede. Lo sforzo non è avere un picco di rendimento, quanto ripetere quella prestazione giocando ogni tre giorni. Ci sono categorie di giocatori che possono farlo, altri no. Andrebbero veicolate meglio le informazioni sulla loro salute: si fanno critiche feroci e ingiuste senza sapere, magari, che un atleta ha giocato in cattive condizioni».

Scariolo ha anche risposto indirettamente alla richiesta garbata di Belinelli, artefice della vittoria in Eurolega contro il Fenerbahçe, desideroso di più minuti in campo. Anche Mannion peraltro sta giocando poco. 

«Abbiamo 8 giocatori per due ruoli. Ero davanti a una scelta: o sminuzzare i minutaggi per tentare di accontentare tutti, oppure creare delle rotazioni diverse per campionato ed Eurolega. Tutti devono farsi trovare pronti ma non mischierò le cose di nuovo. La serie A non è il torneo dei Giardini: giocarla con un ruolo da protagonista significa avere la fiducia piena dell’allenatore».

 

in tv oggi ore 20.30 Nove: Virtus-Milano

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