La voglia d’Italia di Lukaku e Insigne che se ne va in Canada

L’arrevuoto per l’intervista di Romelu Lukaku a Sky. Dovevano prenderla male soprattutto al Chelsea (infatti), l’hanno presa male anche nel mondo Inter. Fabrizio Biasin su Libero ha scritto: Aveva tre anni di contratto, ma per restare voleva rinnovare. Il tutto nel momento più complicato della storia recente dei nerazzurri. E meno male che vuole bene all’Inter, pensa se gli volesse male… Lukaku guadagna circa 12 milioni a stagione più bonus. Fine dei discorsi. Nel senso che non potrebbe tornare in Italia neppure se il Chelsea per un qualsiasi motivo decidesse di regalarlo (cosa che non farà mai, ovviamente).  C’è questa cosa che hanno in testa tanti giocatori: «Faccio quello che voglio, vado, torno, decido…». Eh no, troppo comodo: prendere altre strade è legittimo, accettare le conseguenze è un dovere. Hanno scritto così, su uno striscione, i tifosi della Curva Nord nerazzurra: «Non conta chi con la pioggia scappa. Conta chi nella tempesta resta». Loro perfetti, Lukaku quantomeno rivedibile…

Tony Damascelli sul Giornale ha parlato di “Giano Lukaku in quattro mesi ha cambiato idee, vorrebbe anche cambiare squadra, non ha ancora capito che cosa intenda fare da grande. La sua nostalgia di Milano scalda il cuore degli interisti, alcuni si sono commossi, non il popolo vero che respinge al mittente il messaggio nostalgico che emoziona il solito birignao dell’Inter bene. Lukaku, come molti suoi colleghi, dimentica i doveri, avanza soltanto diritti, si nasconde nel canneto delle emozioni e degli affetti. Non so davvero che cosa vogliano dalla vita questi signori che godono di qualunque privilegio, contabile, fiscale, nuotano nella gloria.  La famosa scelta di vita. Ricchi, famosi, furbastri mai sinceri, la fragilità caratteriale di Lukaku è cattivo segno professionale

 

 [S] A noi uno che dice: ho sbagliato, vorrei tornare indietro, fa molta simpatia. Lukaku non sembra volere tutto. Non adesso. Sperare di poter tornare indietro, significa essere disposto a lasciare dei soldi sul tavolo. C’è un uomo, dietro quell’intervista. 

 

Jonathan Wilson sul Guardian sottolinea quanto ci vuol poco a veder ribaltati i percorsi delle squadre e degli uomini di calcio. Tuchel – scrive – è arrivato con la reputazione di essere pungente, uno con la tendenza a litigare con giocatori, direttori e giornalisti, ma per la maggior parte dell’anno passato è stato affascinante. Solo nelle ultime settimane le cose hanno cominciato a cambiare, l’intervista a Lukaku e le sue ricadute hanno mostrato un primo segnale di tensione con la sua squadra. La perdita di Mateo Kovacic, prima per un infortunio al bicipite femorale e poi per Covid, è stata estremamente costosa: il Chelsea ha subito solo quattro gol nelle sue 10 partite da titolare in questa stagione e tre di questi sono arrivati ​​nelle ultime due. La sua assenza, e le continue battaglie di N’Golo Kanté con un infortunio al ginocchio, hanno aumentato la pressione su Jorginho. Il prestito di Saúl Ñíguez, 164 minuti in campionato per il Chelsea, non ha funzionato, e Ross Barkley, 154 minuti in questa stagione, non ha un futuro nel club

 

③  E poi c’è Insigne che se ne va in Canada per un ingaggio che è il triplo di quello attuale al Napoli. Noi che non abbiamo i milioni in banca, siamo spinti a credere che guadagnarne cinque sia uguale che guadagnarne undici. Sempre la stessa vita fai. Ma non deve essere così. Ci tengono nascosto qualcosa. Insigne non mette in gioco nessun grande amore: non è mai esistito con il San Paolo per più motivi (ne parliamo un’altra volta). Mette in gioco la numero 10 della Nazionale. Se ne va in Canada perfino due anni prima di quanto fece il 33enne Roberto Bettega al Toronto Blizzard – e si parla di una cosa del 1983. Se ne va alla stessa età in cui Ruud Krol lasciò l’Ajax per il Vancouver Whitecaps. Bettega dopo smise, Krol ci ripensò nel giro di 16 partite e tornò in Europa: proprio al Napoli. 

Nei giorni scorsi Paolo Maldini ha detto in una intervista a Sette parole definitive sulla scelta fatta da Donnarumma di andare al PSG. «Io credo che in un mondo ideale l’unica vera motivazione di un calciatore dovrebbe essere la passione. Ma se il tuo obiettivo è quello di ottenere un riscatto sociale, e denaro da dare alla tua famiglia, che ha stretto la cinghia per te negli anni della tua infanzia, beh, anche quelle sono motivazioni. Da capire e rispettare. Per raggiungere certi risultati e una certa statura come giocatore, le motivazioni sportive sono fondamentali. Può succedere che le necessità di un giocatore non si combinino con quelle di una società. C’è chi riesce ad aspettare, e chi invece ha fretta. Non sta a me giudicare certe scelte». 

Sono concetti che potremmo applicare pure a Insigne, se non ci fossero delle distanze tra le due situazioni. Donnarumma non ha fatto una cosa poi così strana. È andato a giocare con Messi e Neymar nel PSG. . 

In un’altra intervista con Antonio Giordano per il Corriere dello sport-stadio, Ciro Ferrara ha detto: «Riportiamo le questioni nella loro giusta dimensione: c’è una società che, legittimamente, fa delle scelte, guidata da un imprenditore che deve pur far tornare i conti; e poi c’è un giocatore che ne deve fare altre, ha trentuno anni, è un manager di se stesso. I soldi? Ci sono altre motivazioni: la scelta di vita, il desiderio di rimettersi in gioco, la possibilità che i figli crescano imparando le lingue e conoscendo il mondo. È un cambio di vita totale. E comunque, quando è finita, non c’è ragione di trovare colpevoli o di fare del moralismo spicciolo: Lorenzo ha dato e ricevuto e il Napoli anche. Poi, ci sono stati, suppongo, quei silenzi che sono stati decisivi per allontanarsi. Ma nessuno dia lezioni». 

Il condirettore del Corriere dello sport-stadio, Alessandro Barbano, ha scritto nei giorni scorsi in un commento che in questa vicenda non ci sono vincitori. Quando un calciatore come Insigne divorzia nel modo che sta per accadere, il primo sconfitto è il club. L’attaccamento alla maglia è un valore nell’impresa calcistica. È vero che è finito il tempo dei Rivera, degli Antognoni e perfino dei Totti, ma il divorzio di un trentenne all’apice della carriera, che non lascia per la Juve, per il Barça o per il Real, ma per andare a giocare a Toronto, è una figuraccia per il Napoli.

 

 [S] A noi pare che in questa storia esista un punto di partenza: non si possono tenere insieme gli elogi alla sana politica dei bilanci con offerte di ingaggi oltre una certa soglia. Se quattro o cinque all’anno non bastano, pazienza, uno li andrà a guadagnare altrove. Quante parate e quanti gol in più possono giustificare lo scarto da cinque a undici? Insigne in Canada è probabilmente una sconfitta soprattutto di Insigne e del suo procuratore. Significa che non hanno trovato un mercato nel calcio d’élite. Questo è. Niente di grave. Non si è fatto male nessuno. 

 

la classifica Inter 46, Milan 42, Napoli 39, Atalanta 38, Juventus 34, Roma e Fiorentina 32, Lazio 31, Bologna e Empoli 27, Torino 25, Verona e Sassuolo 24, Udinese e Sampdoria 20, Venezia 17, Spezia 16, Genoa 11, Cagliari 10, Salernitana 8

 

    titoli | La Stampa: Intervista a Matteo Darmian. «Il segreto dell’Inter? Ci divertiamo, felice dei ricordi lasciati al Toro»  – L’esterno, già garanzia nello scudetto con Conte, si conferma con Inzaghi. Ed è pronto al rientro | Affare per due La Juve su Icardi per sostituire Morata, diretto al Barcellona. L’ex interista cerca il rilancio in A, dove ha segnato 121 gol. Prestito di sei mesi o 18 con diritto/obbligo di riscatto. C’è il sì di Allegri | Bonucci è ko, Juve-Napoli a forte rischio

La Repubblica: Le regole della serie Asl, non c’è spazio per i rinvii” – Oltre 55 calciatori positivi, almeno 25 No Vax ma la Lega ribadisce: giovedì si torna in campo. Le autorità sanitarie potranno fermare le squadre solo in caso di focolaio nello spogliatoio. Da lunedì servirà il vaccino anche nelle giovanili e fra i dilettanti | Pardo: «La prossima sfida in tv, portare gli arbitri a spiegare. Highlights e interviste brevi sono la formula vincente. Le novità? Cattaneo la domenica sera e un nuovo format a cui sto lavorando» 

Corriere della sera: “Divieto di sosta” – Il Covid, gli infortuni, la Coppa d’Africa e una certezza: non ci si può fermare – La Lega ha parlato chiaro: niente rinvii. Giovedì tutti in campo: il vaccino obbligatorio è la novità. I ritmi forzati sono la regola | Kostic o Digne, l’Inter cerca il vice Perisic – il club nerazzurro vuole completare la rosa, Vecino in partenza. Il Milan a caccia del sostituto di Kjaer ci riprova con Botman

 

in tv domani ore 14.30 Dazn: Roma-Milan (semifinale Supercoppa femminile) | 17.30 Dazn: Juventus-Sassuolo (semifinale Supercoppa femminile) | giovedì ore 12.30 Dazn e Sky: Bologna-Inter e Dazn: Sampdoria-Cagliari | 14.30 Dazn: Lazio-Empoli e Spezia-Verona | 16.30 Dazn: Atalanta-Torino | 16.30 Dazn e Sky: Sassuolo-Genoa | 18.30 Dazn: Milan-Roma e Salernitana-Venezia | 20.45 Dazn e Sky: Fiorentina-Udinese | 20.45 Dazn: Juventus-Napoli

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