0-3 È finita. Non per i numeri, ma per la logica. La corsa dell’Arsenal al primo titolo dopo vent’anni s’è consumata strada facendo dopo i Mondiali, sotto l’insistenza della rimonta del Manchester City. Sam Dean per il Telegraph dice che “anche il più ottimista dei tifosi deve ora accettare la realtà. Logorati da una lunga stagione, prosciugati dall’emozione, messi a nudo dalla brillante mente tattica di Roberto De Zerbi, i giocatori dell’Arsenal sembravano dei fantasmi in biancorosso. Le gambe sembravano aver esaurito l’energia, le idee prosciugate. Quando il Brighton ha segnato il terzo gol, grazie al terzino Pervis Estupinan, c’erano ormai dei posti vuoti in tutto l’Emirates Stadium”.
Barney Ronay sul Guardian spende il suo editoriale in difesa della stagione dell’Arsenal e del lavoro di Arteta. “Questo probabilmente passerà per il pomeriggio in cui l’Arsenal ha perso il titolo, se non altro perché raccontare di chi perde qualcosa pare più divertente, più brutale, più cinematografico del racconto dell’altro che lo vince. È il modo giusto di leggere quanto sta accadendo? Non credo. Non lo è se riusciamo a superare il piacere di giocare alla Schadenfreude. Perdere il campionato non deve essere giudicato un collasso o un fallimento del carattere di una squadra. Il Manchester City ha semplicemente una squadra migliore, uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi, una ricchezza da Stato nazionale. L’Arsenal non è il primo avversario a essersi sciolto nel tentativo di stargli dietro. C’è una costante in questa storia: il Manchester City che travolge tutto ciò che vede. Gli basterà il Chelsea domenica prossima per vincere il campionato. Potrebbe succedere prima, se l’Arsenal perdesse a Nottingham con ventiquattr’ore di anticipo.
Possiamo chiamarlo davvero collasso? L’Arsenal ha perso/sta perdendo/perderà il campionato perché ha gettato nove punti in quattro partite, in 17 giorni nel mese di aprile, quando continuava a segnare ma non riusciva a non prenderne. È crollato perché la squadra non era abbastanza profonda da permettere di assorbire la perdita di un difensore chiave, perché i suoi migliori attaccanti non hanno riserve all’altezza ed erano stanchi, nella coda di una stagione senza fine. Lo standard del calcio contemporaneo è la quasi perfezione. Il City ha completato la sua undicesima vittoria consecutiva, facendo tutto questo in un momento della stagione in cui una squadra campioni è in genere tesa, vacilla, inizia a sentire la fatica”.
TITOLI
Times: “Pochettino firmerà un contratto triennale con il Chelsea” – Il 51enne sarà presto annunciato dal club londinese come successore di Graham Potter, assunto a settembre con un accordo quinquennale ma licenziato in aprile
Tony Cascarino scrive: “Nessuno può sostenere che i nuovi proprietari del Chelsea, il consorzio guidato da Todd Boehly e Clearlake Capital, non abbiano commesso gravi errori, ma assumere l’argentino come capo allenatore è di gran lunga la decisione migliore che abbiano mai preso”
Sette anni dopo il titolo, il Leicester rischia la B
▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
Telegraph: “La crisi del Leicester si aggrava, la cena di fine stagione del club con i premi annuali è stata cancellata e i giocatori potrebbero affrontare dei tagli agli stipendi del 50 percento, in caso di retrocessione”
John Percy scrive: “I dirigenti ritengono che la celebrazione di fine stagione sarebbe inappropriata. Dopo aver registrato perdite record per 92,5 milioni di sterline all’inizio dell’anno, i tifosi temono ulteriori problemi finanziari. Non sono previste riduzioni agli ingaggi nei contratti, in caso di caduta in B. Tuttavia, tagliare i compensi fra il 35 e il 50% è una procedura normale per la maggior parte dei club della Premier League”
Guardian: “La battaglia del Leicester per non retrocedere è una dura lezione di matematica per i club di metà classifica”.
Jonathan Wilson scrive: “Ci sono molte ragioni a breve termine per spiegare il declino dei campioni 2016. Quando il Leicester ha mancato due volte la qualificazione alla Champions League all’ultima giornata della stagione, alcuni hanno criticato Brendan Rodgers per non essere stato all’altezza della sfida, ma la maggior parte sembrava accettare che il quinto posto fosse un ottimo traguardo, considerate le risorse. Tra la conquista della promozione nel 2014 e la fine della scorsa stagione, il Leicester si è tenuto intorno a una media di 56 punti a stagione. Nella scorsa sarebbe bastato per piazzarsi all’ottavo posto, dove in effetti sono finiti. Secondo il rapporto Deloitte 2023 sulla finanza del calcio, il Leicester è proprio l’ottava squadra in Premier League per fatturato. In sette di queste otto stagioni di Premier League, il Leicester è stato a meno di 12 punti da quel punteggio di 56. Nell’altra ne ha fatti 81 e ha vinto il campionato. Se il Leicester prendesse un punto nelle prossime tre giornate – una proiezione plausibile avendo per avversarie Liverpool, Newcastle e West Ham – sarebbe sotto la famosa media di 56 con lo stesso margine di 25 punti che superò quando vinse il titolo nel 2016. È ovviamente una coincidenza, ma illustra in modo chiaro come i club di medio livello hanno un numero totale di punti che varia entro certi limiti”.
“L’inizio della recessione è stata probabilmente la pandemia, che ha avuto un terribile impatto economico sulla famiglia Srivaddhanaprabha, proprietari del Leicester. La loro attività principale sono i negozi duty-free negli aeroporti. Ci sono state preoccupazioni per la crescita degli stipendi più rapida dei ricavi, il rapporto tra ingaggi e fatturato è salito all’85% per il 2020-21, quando le norme sul controllo dei costi impongono di tenere la cifra entro l’80% fino al 2024-25 e al 70% per la stagione dopo. È stato necessario stringere la cintura. Non è che i soldi non siano stati spesi. È che sono stati spesi male. Se il Leicester dovesse subire un gol contro il Liverpool, saranno 21 partite senza porta inviolata”.