Florentino Pérez ha una motosega ma senza batterie. È la definizione fulminante che arriva dal suo Paese [la Spagna] e dal quotidiano della sua parte progressista [El País]. A pochi giorni dalla sentenza della Corte di giustizia della Ue, il presidente del Real Madrid sembra meno vincitore che nelle ore immediatamente successive. Ad Alfredo Relaño, il decano del giornalismo calcistico, giurato spagnolo al Pallone d’oro, fa l’impressione di un Milei, per la sua intenzione di voler smantellare le strutture esistenti. È un editoriale in alcuni passaggi davvero molto duro, come raramente se ne leggono in Spagna su Florentino.
“La sentenza antitrust FIFA-UEFA – scrive El País – ha consentito al florentinismo sociologico di cantare inni che andranno progressivamente raffreddandosi. La sentenza è stata vista come una motosega che potrebbe essere usata da Florentino per smantellare le strutture del calcio come Milei ha cominciato a fare con lo Stato argentino, entrambi animati dallo stesso furore neoliberista. Ma la motosega di Florentino non ha le batterie. Quella di Milei, sì, perché ha conquistato la maggioranza alle urne elettorali argentine”.
Relaño ricorda che Florentino aveva riunito “in un primo complotto” dodici club, nove dei quali dileguati nel giro di quattro giorni. “Il presidente del decimo che non lo aveva fatto, Agnelli, della Juve, è stato licenziato dalla proprietà del club. Così sono rimasti Florentino e Laporta, e ora solo De Laurentis, cioè il Napoli, ha aderito a questo nuovo tentativo. Gli inglesi delle Big Six hanno ribadito il loro disimpegno, né la Germania né la Francia ne vogliono sapere nulla. Il mondo del calcio confida più in una UEFA che ha stretto una partnership 50-50 con l’ECA per sfruttare i diritti televisivi, che in questo castello in aria proposto da Florentino con la sua truppa ridotta. Madrid, Barça, Napoli… Se chiamano il Recreativo Huelva potrebbero fare un bel Trofeo Colombiano”.
El País sottolinea il ruolo avuto nell’ombra dalla FIFA finora e ipotizza che la sentenza UE spingerà la federazione miondiale a cooperare con quella europea, anziché “farle dispetto”. Secondo il quotidiano spagnolo, “il modello immaginato ridurrebbe molto il peso dei campionati nazionali e vedremmo i grandi club giocarseli con le riserve, come già fanno oggi con le prime fasi della Coppa. Ma continuerebbero a essere al top, visto che avrebbero così tanti soldi che i loro panchinari sarebbero titolari di quasi tutte le avversarie. Nel complesso il nuovo sistema della Superlega non porterebbe più denaro se non alle squadre della classe Star, ecco cosa vogliono, a costo di impoverire i campionati nazionali. Ma è tutto un sogno. Senza l’Inghilterra, dove è in preparazione una legge che impedisca ogni tentazione in tal senso, questo non è possibile”.
E qui arriva un secondo passaggio molto interessante, quasi psicanalitico. Relano sostiene che Florentino Pérez sia ossessionato dall’idea “di camminare nelle orme di Santiago Bernabéu”. Quello aveva ingaggiato Di Stéfano, Rial, Kopa, Santamaría, Puskas e Didí, lui ha risposto con Figo, Zidane, Ronaldo, Beckham, Cristiano, Benzema, Kaká. Bernabéu ha costruito una Città dello sport, Pérez ne ha fatte altre dopo. Bernabéu ha realizzato il miglior stadio dell’epoca, adesso Pérez lo ha ristrutturato. Bernabéu è stato protagonista nella creazione della Coppa dei Campioni, Pérez vorrebbe fare lo stesso e inventare un nuovo torneo, approfittando della “presunta crisi del settore”. Relano lo definisce “fumo” e chiama Bernd Reichart “manichino ventriloquo mandato in giro a predicare. Un’altra cosa – conclude – li infastidisce, qualsiasi Girona nella loro vita gli dà sui nervi. Ma questo è il calcio, papà, come direbbe Bordalás. E questo è il suo fascino”.