Klopp non ha ancora Alisson
“Di sicuro, martedì non giocherà a Napoli e per gli azzurri è una buona notizia. Il sostituto Adrian è capace di regalare parate spettacolari, ma anche di commettere errori facilmente evitabili, come ha dimostrato nella recente finale di Supercoppa Europea. […] A proposito della trasferta in Campania, sono arrivate anche a Liverpool le polemiche sui ritardi nei lavori agli spogliatoi del San Paolo. «Ho sentito diverse cose, ho visto delle foto ma non ho il live streaming, magari sono foto che risalgono allo scorso maggio, non posso saperlo. Sono comunque fiducioso, credo che riusciremo ad avere una doccia, e uno spazio dove poterci cambiare” [Pier Luigi Giganti, la Gazzetta dello sport]
Quando nessuno voleva Van Dijk
Steve Bruce, manager del Norwich, ha raccontato al Guardian che avrebbe voluto ingaggiare il difensore olandese van Dijk quando giocava in Scozia nel Celtic e lui si trovava alla guida dell’Hull.
“Avrei potuto prenderlo. Ero a cena con Kenny Dalglish e con il proprietario del Celtic, Dermot Desmond, alle Barbados, e Desmond si vantava dei suoi migliori giocatori. Diceva: Larsson è in definitiva il miglior giocatore che io abbia visto giocare per il Celtic durante la mia gestione ma quello che non capisco è perché nessuno viene a chiedermi di comprare van Dijk”. Lo avrebbe poi comprato il Southampton nel 2015
João Félix, un mondo di cose semplici
Rory Smith sul NYT si dedica alla giovane stella portoghese dell’Atlético Madrid, avversario della Juventus in Champions in quella che viene presentata come una sfida tra il passato e il presente del Portogallo (Cristiano Ronaldo) contro il futuro, “il re contro il suo erede”.
Scrive Smith che “João Félix non ha dovuto fare nulla di speciale per colpire. Non è stata una genialità a convincere i suoi allenatori del Benfica che era destinato alla grandezza, nessuna singola prestazione eroica che lo ha segnato. Anche da adolescente – la macchinetta ai denti, i capelli sugli occhi, le spalle strette – Félix non era un giocatore da amore a prima vista. Non c’era nulla di sfacciato nel suo talento. “Non è un dribblomane”, diceva Nuno Gomes, che lavorava alla Seixal, l’accademia del Benfica appena fuori Lisbona, quando Félix arrivò a 15 anni. Ma non c’era bisogno di esserlo. Il suo splendore brillava nelle piccole cose, nelle cose semplici”.
Icardi e Neymar sono di nuovo dei calciatori
Oggi torna in campo il Psg e torna in campo dal primo minuto Neymar. Icardi, secondo L’Équipe, dovrebbe invece partire dalla panchina. In mancanza di Cavani e Mbappé, in fase di recupero, toccherà a loro fare le prove generali per la sfida di Champions di mercoledì con il Real Madrid. Difficile però che i tifosi li accolgano allo stesso modo. Se al Parco dei Principi c’è già fermento per vedere l’argentino all’opera da titolare, il brasiliano rischia di farsi sommergere da fischi punitivi, dopo l’estenuante telenovela estiva. Lo scrive Alessandro Grandesso, la Gazzetta dello sport
L’Équipe si sofferma sul rapporto mai troppo felice tra i tifosi del Psg e Neymar. Scrive Damien Degorre che forse un giorno lo spettatore francesi si renderà conto dell’immensa fortuna che ha avuto per aver visto il fuoriclasse brasiliano calcare i campi della Ligue1. Ma, al momento, tra Neymar e i fan del Psg si è creata una distanza difficilmente colmabile e lui non ha fatto niente per cercare di ridurla, soprattutto per aver dichiarato che uno dei migliori ricordi della sua carriera è stata la remuntada per 6-1 del suo Barcellona proprio ai danni del Psg.