Il calciatore del Luton che mangia zampe di gallina

   Un divieto è un divieto. Nel calcio è una faccenda abituale. Antonio Conte, per esempio. Arrivò al Tottenham e mise al bando ketchup e maionese. Nelle sue squadre Steven Gerrard non vuole vedere a tavola bibite gassate, salse e budini. Ma come la mettiamo con l’altra faccia dell’alimentazione? Come la mettiamo con i gusti e le preferenze personali? Prendiamo Andros Townsend, l’ala del Luton Town, un tipo con un percorso bizzarro, movimentato, 14 club diversi nei suoi 14 anni di carriera. Attualmente sta mostrando segnali di ritrovata effervescenza all’età di 32 anni. 

All’inizio della settimana ha raccontato alla stampa inglese del suo nuovo stile di vita e dei cambiamenti che lo fanno sentire nel pieno di una nuova freschezza atletica. Le camere iperbariche, naturalente. Ma anche il menù della cena. Ogni sera, Townsend si sgranocchia cinque o sei zampe di gallina. Lo ha detto al Monday Night Club di 5 Live. Si cuociono in 20 minuti nel forno a vapore, dice. Facendo qualche ricerca su Google, Townsend è stato preso da molti dubbi sugli integratori, compresse, iniezioni, quella roba là. Così per compensare la carenza di collagene, utile al recupero muscolare, è andato alla ricerca di qualche cibo naturale che ne contenesse in abbondanza. Zampe di gallina, eccole qua. 

Se qualcuno fa lo schizzinoso, Townsend risponde che non capisce, mangiamo il petto del tacchino, mangiamo l’ala del pollo, perché bisogna storcere il naso con la zampa della gallina? E su. Ha scopero che ne fanno di eccezionali al Fowl, un ristorante di pollo a sud di Piccadilly Circus. Nella loro ricetta la cottura a vapore dura tre ore, dopo la zampa passa alla frittura in olio bollente e viene resa croccante da una fiammata. Cosa distingue una zampa buona da una mediocre? Essenzialmente il cattivo odore e se ci sono troppe piume ancora nei paraggi. Se state cenando, perdonate. Ma Thom Gibbs del Telegraph ha fatto un salto per andare ad assaggiare. Ebbene, pare di capire che la pelle sia piacevolmente croccante e quando si arriva a metà del secondo dito, la carne cede e diventa rosicchiabile. Dice Gibbs che se fosse l’unico snack disponibile durante una lunga vacanza, lo mangerebbe perfino con una certa continuità. Come Townsend. 

 

Gli sporcaccioni del Chelsea

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Il Chelsea rischia una penalizzazione in classifica. È la conclusione a cui giunge il Guardian nella sua inchiesta su alcune manovre spericolate che emergono dai conti della precedente gestione. L’inchiesta di Rob Davies e Simon Lock ha svelato una serie di pagamenti criptati, tutti filtrati dalle società offshore collegate a Roman Abramovich. Anche intorno all’arrivo di Antonio Conte ci sono sospetti di manovre finanziariamente opache. Il procuratore di Eden Hazard, Federico Pastorello – storicamente vicino all’allenatore – ha negato che Conte sia un cliente e al Telegraph non ha voluto rilasciare commenti. Solo che l’annuncio del rinnovo del contratto a Conte coincide con la data di un versamento – 18 luglio 2017 – secondo il Guardian e il Bureau of Investigative Journalism. Ci sono dubbi anche sugli acquisti di Willian e di Samuel Eto’o, roba di 10 anni fa. 

Il consorzio formato da Behdad Eghbali e Todd Boehly aveva negoziato una riduzione del prezzo di 2 miliardi e mezzo di sterline all’atto dell’acquisto del club nel maggio 2022, quando la due diligence aveva appunto rilevato possibili irregolarità che avrebbero richiesto accordi finanziari in futuro. Ora che lo scudo legale protettivo di Roman Abramovich è scomparso, i documenti arrivati da Cipro portano alla luce una verità perfino più sorprendente. 

Sam Wallace sul Telegraph scrive: Per la nuova proprietà del Chelsea, le accuse provengono da documenti che il club deve ancora vedere. Nessuna delle persone presenti nel club all’epoca dei fatti fa più parte del club.

 

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