Le Giostre della Domenica era uno degli appuntamenti settimanali fissi della newsletter, insieme con L’oroscopo del lunedì, il Meteo del martedì, gli Odori del mercoledì, i Fumetti del giovedì, la Hit Parade del venerdì, il Varietà del sabato. In sostanza un contenitore di microstorie apparse sui quotidiani e raccolte giocosamente sotto un filo conduttore.
Ecco allora: le macchine tozza-tozza per Alcaraz, lo zucchero filato per Arnaldi, il cazzotto per Egonu e Haak, le montagne russe per Pangos, lo scivolo per lo scontro diretto Brescia-Napoli nel basket, i pop corn per il calcio in musica sinfonica, la ruota panoramica per la legge sulla caduta del vincolo spiegata da Mauro Berruto, il dondolo per Paltrinieri, la slot machine per la Cina del nuoto.
TOZZA-TOZZA Il grigio Alcaraz di questi giorni
Qualcosa è cambiato in Carlitos dopo Wimbledon. Sta vivendo una stagione memorabile, sei titoli, un Grande Slam, ma non gioca pià una finale da quando lo ha fatto a Wimbledon contro Novak Djokovic. Ha perso da Tommy Paul, Daniil Medvedev, Jannik Sinner e infine Grigor Dimitrov a Shanghai. Al portale Tennis365 ha parlato di lui Mats Wilander, voce di Eurosport, sostenendo che il momento grigio può essere dovuto a un cambio di esigenze di Alcaraz nei confronti di se stesso, al peso di essere diventato la nuova stella mondiale del tennis. “Ma la cosa più importante – continua Wilander – è che continui a portare il sorriso in campo. Quando la pressione aumenta, si diverte comunque. È una cosa nuova. Nemmeno il grande Roger Federer lo faceva. Sicuramente non lo fa Rafa, Novak di tanto in tanto, ma non allo stesso modo”.
Si rialzerà.
LO ZUCCHERO FILATO Arnaldi guardava Phelps
Il piccolo grande eroe di riserva della Davis italiana stamattina ha parlato con Gaia Piccardi su Corriere della sera del suo momento felice, la scalata alla classifica fino a toccare il numero 43, il picco della carriera. Racconta di essere stato avviato al tennis dal nonno a 5 anni, con i classici palleggi contro il muro del circolo, e di essere stato a lungo indeciso tra nuoto e calcio, prima di lasciare perdere lo sport di papà Fabrizio, che andava in piscina.
«A me – dice Arnaldi – piace la socialità che si crea in campo, sott’acqua ce n’era poca… Ho sempre fatto la mia strada, non è che mi sia mai interessato tanto degli altri. Certo da numero 150 del mondo vedere che gli italiani scalano la classifica fa bene, nel senso che ti ispira, ti fa pensare: beh, allora posso farcela anch’io. Con Passaro, Cobolli, Gigante e tutti gli altri ci siamo sempre spinti a vicenda. È partito tutto così. Con papà seguivamo Michael Phelps alla tv, un tifo sfegatato, di lui sul divano abbiamo parlato tantissimo».
IL CAZZOTTO I colpi di Egonu e Haak
Sono state le due protagoniste degli anticipi nella serie A di pallavolo. Una schiacciante superiorità dai nove metri, con ben 17 ace di squadra, per Conegliano contro Cuneo, di cui 5 della mvp Isabelle Haak [17 punti personali] 4 ace di Squarcini [11 punti] e 3 di Plummer [13 punti]. Solo il 4% di efficienza difensiva per le piemontesi, imprecise dalla seconda linea e con nessuna atleta in doppia cifra. Anna Haak, nel derby con sua sorella Isabelle, si è fermata a 9.
Milano ha avuto una seconda grande partita consecutiva da Paola Egonu, 25 punti, in una serata da mvp per Myriam Sylla, alla sua prima stagionale, 12 punti, il 41% di efficienza difensiva e il 57% in attacco.
Oggi pomeriggio la città di Roma festeggia con la partita di pallavolo della squadra di A femminile contro Chieri la riapertura del Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano, dopo cinque anni. È lo storico impianto pensato per le Olimpiadi del 1960, a lungo chiuso per lavori di ristrutturazione.
LE MONTAGNE RUSSE Bentrovato, Pangos
Roberto Nardella su Tuttosport racconta così il successo di Milano su Reggio Emilia nell’anticipo della serie A di basket. “A fare la voce grossa è soprattutto Tonut che, entrato a gara già iniziata, mette la sua firma sul match. L’esterno, infatti, è quello che accende la miccia per l’Olimpia, perché è proprio lui a dare il via a un parziale di 17-0 che gira la gara della formazione di coach Ettore Messina che dimentica in fretta un primo quarto molle (10 palle perse con 1-6 dell’arco e appena 9 punti a referto). La nota però forse più lieta di tutte per l’Armani è quella che si chiama Kevin Pangos perché il playmaker dell’EA7 per una sera non è quello spento visto dall’inizio della stagione, ma il regista su cui Milano ha dovuto scommettere la scorsa estate. Il canadese per una sera non sbaglia praticamente nulla in cabina di regia e gioca alla pari con il dirimpettaio Weber, che è l’ultimo ad arrendersi”.
LO SCIVOLO Brescia-Napoli per il primato in A
Venezia ha trascorso una notte da sola in testa alla classifica al campionato di pallacanestro. Oggi verrà raggiunta da una tra Brescia e Napoli, allo scontro diretto dopo due vittorie du due in avvio. “Alzi la mano chi avrebbe pensato che entrambe potessero trovarsi a punteggio pieno”, scrive Basket Magazine. Cosimo Cito su Repubblica ha raccontato di una Napoli “in testa con la rivoluzione: in estate ha cambiato tutti i giocatori”.
Basket Magazine accenna a qualche possibile passaggio chiave della partita: “Dal punto di vista individuale occhio alla sfida tra Miro Bilan e Tariq Owens. Attenzione, a Tariq Owens. L’MVP della scorsa giornata non va ridotto a verticalità e atletismo; contro Milano il suo lavoro in anticipo sulle linee di passaggio ha reso difficile la chiusura dei pick ‘n roll avversari (citofonare Poythress). L’ex Varese sta ripagando Milicic dell’attenzione con cui ne nasconde il difetto di tonnellaggio risparmiandogli molto lavoro in post dove paga dazio contro avversari più grossi fisicamente. Sul perimetro Napoli potrebbe far leva sulle caratteristiche di Della Valle e Christon, giocatori che tendono a creare per sé più che per i compagni, talvolta anche rinunciando a generare vantaggi. Attenzione, infine, sulle ali. Petrucelli e Sokolowski saranno protagonisti di un duello in cui non sarà difficile guardarsi in cagnesco”.
I POP CORN Il calcio in musica sinfonica
Il Corriere della sera racconta che Giorgio Battistelli, da poco alla guida del festival MiTo, “prende di contropiede l’austero mondo della musica contemporanea irrompendo nell’area di rigore del più popolare degli sport, il calcio”. Battistelli spiega il suo progetto di celebrare l’epopea delle squadre delle due città in musica. Il 2024 sarà dedicato a Juventus e Inter, l’anno successivo a Milan e Torino. “Quattro spettacoli di musica e calcio affidati ad altrettanti compositori dei nostri tempi. Già scelti i primi due nomi, Carlo Crivelli, autore delle musiche di molti film di Bellocchio, si occuperà della saga juventina, mentre Fabio Vacchi, reduce dal successo alla Scala con Madina, si dedicherà alla partitura dell’Inter”.
LA RUOTA PANORAMICA Il vincolo spiegato da Mauro Berruto
«Non è solo anacronistico. Da quando è stato modificato l’articolo 33 e il diritto allo sport è riconosciuto nella nostra Carta, il vincolo è anche anticostituzionale perché limita la libertà». Così Mauro Berruto, ex ct della nazionale di pallavolo bronzo olimpico, oggi deputato e responsabile sport del Pd, parla stamattina al Corriere dello Sport-Stadio, dicendo la sua controcorrente, nel pieno di una campagna che il quotidiano sportivo romano sta conducendo contro le novità introdotte dalla legge. Ieri ha ospitato un’intervista a Gianfranco Zola, dirigente della Lega di serie C. Stamattina Berrutio fa chiarezza:
«È un problema di sopravvivenza delle realtà di base. Ma non prendiamoci in giro: sappiamo tutti, da decenni, che sostenere il vincolo è come andare a 140 all’ora contro un muro e poi prendersela con chi l’ha messo».
➣ Si riferisce alle tante storie di giovani rimasti bloccati per anni poiché le società non liberavano i cartellini?
«Negli anni è successo di tutto, la situazione stava diventando insostenibile».
➣ I club, però, non hanno più programmazione.
«E questo mi preoccupa enormemente. Le federazioni però non hanno mosso un dito e sui premi di formazione si deve fare di più… È in atto un meccanismo predatorio da parte delle società di Serie A e direi più in generale di alto livello. Risolviamo questo, poi discutiamo se è la legge il problema o se lo è il modello che stiamo adottando».
➣ Zola ha evidenziato anche le problematiche del lavoro sportivo.
«Ho una stima totale e incondizionata nei confronti di Gianfranco Zola e Matteo Marani, persone di qualità e visione, ma sul tema c’è troppa confusione. Se c’è un risultato che i correttivi di questa riforma hanno prodotto è stato mettere in sicurezza coloro i quali hanno un rapporto economico inferiore ai 5mila euro l’anno, proprio i volontari di cui parla Zola, sui quali la legge dice che c’è impatto pari a zero dal punto di vista economico e burocratico. Non servono i contratti Co.co.co e neppure i cedolini, non c’è Inail. E a chi guadagna più di 15mila euro faccio il mio esempio: per 25 anni ho lavorato, allenando anche in A1 e in Nazionale, senza che il mio lavoro subordinato fosse riconosciuto. Oggi i lavoratori dello sport hanno dei diritti, è una questione di dignità».
IL DONDOLO Greg cerca l’acqua
«Nonostante le ultime vittorie con la staffetta a Fukuoka, non sono ancora qualificato per la gara olimpica: decideranno i Mondiali di febbraio. Però i test sono andati abbastanza bene e ho intenzione di provare. Senza rinunciare a 800 e 1500 sl ovviamente. Il programma olimpico mi incoraggia: a Parigi si gareggerà prima in piscina e poi in mare». Così parla Gregorio Paltrinieri a Paolo Vannini, stamattina, in una intervista sul Corriere dello Sport-Stadio, illustrando i suoi programmi olimpici. Quanto all’incognita della Senna, Paltrinieri dice: «Due anni fa a Parigi abbiamo già svolto un test: giocarsi l’oro nuotando nella Senna sarebbe molto scenografico, gli organizzatori vogliono puntare sulla spettacolarità. Pensate ad una gara che la gente osserva passeggiando a fianco della riva e con l’arrivo sotto la Tour Eiffel. Ma le acque di un fiume sono molto diverse, grigie e limacciose: stanno provando a ripulire il fondo e poi bisognerebbe nuotare al centro per avere la spinta giusta. Sarebbe molto più difficile allenarsi in maniera specifica. La soluzione alternativa è il lago, dove l’acqua è più piatta. Sapete quale sarebbe la location ideale? (sorride; ndc.). La Mondello di stamattina, un mare cristallino, meraviglioso per una gara».
LA SLOT MACHINE I campioni della pis-Cina
Sedici medaglie ai Mondiali di Fukuoka, con 5 ori, 3 argenti e 8 bronzi. Ventotto ori ai Giochi asiatici, più 21 argenti e 9 bronzi. Giandomenico Tiseo su Tuttosport sottolinea stamattina il totale di 58 podi della Cina, “da far fischiare le orecchie” a meno di un anno da Parigi. Uno scenario nel quale spicca Qin Haiyang, con il “suo incedere regale. Si pensava che la presenza nella Coppa del Mondo evidenziasse qualche segnale di fatica, ma il cinese ha proseguito da Berlino ad Atene, dove ieri si è tenuta la seconda giornata di gare. Il ranista, dopo aver fatto suoi i 100 in 58”44, ha replicato nell’unica vasca in 26”52. Il messaggio ai rivali presenti in corsia è chiaro: in vista di Parigi, l’uomo da battere sarà lui”. Non Martinenghi, non Peaty.