La prima Croazia ai Mondiali
Il colpo di scena arriva dai Balcani, una delle terre centrali per la pallanuoto. Per la prima volta nella storia si è qualificata per i Mondiali la Nazionale femminile della Croazia. La disparità nei risultati tra uomini e donne è una piccola grande ossessione di Slalom. Qualche settimana fa se ne parlava qui cercando ragioni sociali e culturali per questo mistero.
La pubblicazione croata Dance già da tempo dice che la pallanuoto femminile è importante per tutto il movimento del paese e per l’intera società.
“Sembra che la nostra strada – si legge – sia già stata tracciata per noi da coloro che l’hanno percorsa prima, e che a noi spetti solo percorrere lo stesso cammino per coloro che verranno dopo di noi. Non è la possibilità di una vita mediocre e precostituita che ci spaventa, ma la mancanza di opportunità di cambiare qualcosa. Avere sogni significa invece ignorare quel che la società pensa di noi, quel che sente e ammette come possibile. I sogni provengono da quel luogo privato in cui siamo noi gli eroi. Provengono da quello stesso luogo da cui provengono tutte le nostre preghiere. Provengono da quel luogo in cui la nostra storia ha un lieto fine, o almeno una possibilità di lieto fine. Lo sport è una piattaforma dove i sogni esistono. Lo sport ci permette di intravedere un mondo equo, un mondo nel quale viene accettato il principio che nessuno è al di sopra delle regole. Forse c’è stato un tempo in cui anche le tenniste hanno attraversato questa stessa difficoltà, ma non si può dire che Roger Federer sia stato una superstar più grande di Serena Williams. Credo che la prima giocatrice di pallanuoto ad avere 1 milione di follower sarà una donna. Chi lavora nel commercio al dettaglio come me, sa quanto siano importanti le donne. Se non lo sapete, non voglio rovinarvi la sorpresa. Le aziende che operano nel settore della pallanuoto dovranno modernizzarsi di conseguenza, oppure ci sarà la possibilità che la concorrenza si aggiudichi una fetta della torta. Accettare le donne come parte del panorama scuote le fondamenta stesse del nostro sport. Le donne saranno le principali creatrici di contenuti per il futuro del nostro sport. Non importa se vinceranno o se perderanno. Le donne creeranno storie in cui tutte noi ci identificheremo. Il cambiamento è una cosa meravigliosa se non viene combattuto. Quindi, abbracciatelo”.
Buon Mondiale, ragazze.