Più alte, più giovani, più massa magra: la selezione per entrare nel Setterosa

 

Come sono cambiate in vent’anni le giocatrici italiane

Sono passati vent’anni più uno dall’oro olimpico della Nazionale femminile di pallanuoto in Atene, due tempi supplementari, tre gol di Miceli, sei parate di Conti sui tiri della Grecia padrona di casa in superiorità numerica, un 10-9 finale per un’impresa analoga a quella del Settebello nel ‘92 in Spagna.

In vent’anni più uno sono arrivati due bronzi mondiali e un argento olimpico, non è tanto, non è poco. L’oro europeo del 2012 sarebbe un tesoro altrettanto prezioso se il panorama femminile non fosse differente da quello maschile. Tra gli uomini fuori dall’Europa non è mai esistita una nazione in grado di piazzarsi sul podio in 21 edizioni dei Mondiali. Tra le donne gli ori delle USA sono stati otto e uno pure dell’Australia. La moneta dell’Europa perde qualcosa su scala larga. 

Così, ora che cominciano i Mondiali di Singapore, c’è grande curiosità per misurare sulla scena mondiale i progressi del Setterosa sotto la gestione di Carlo Silipo, bronzo mondiale due anni fa, sesto posto ai Giochi di Parigi, una squadra che sta cambiando faccia – nel senso che sta cambiando corpo – sta cambiando i corpi di chi gioca perché cambiano i corpi delle ragazze e delle sportive italiane. 

C’è uno studio pubblicato sul Journal of Functional Morphology and Kiniesology che ce lo dice. Lo hanno curato sei fra ricercatrici e ricercatori del dipartimento di medicina all’università di Tor Vergata. Hanno scoperto che nei vent’anni più uno trascorsi dall’oro olimpico di Atene l’età delle giocatrici chiamate in Nazionale [93 in tutto] si è progressivamente abbassata mentre la massa corporea è cresciuta. L’età è calata del 12 percento, la massa magra è salita del 9. Qualcosa sta cambiando. Anche il Setterosa diventa più fisico per reggere l’impatto con il resto del mondo. 

La selezione avviene alla base. Nelle categorie giovanili della pallanuoto per i maschi è da tempo quasi una regola. Nei campionati Under, un ragazzo nato in gennaio fa la differenza rispetto a uno nato in dicembre. Un setaccio che comincia alla base e che resiste in buona parte anche in cima alla piramide.

I dati di Tor Vergata dicono che quest’attenzione comincia a diffondersi anche nella Nazionale femminile. Il 27% delle ragazze convocate a Parigi era nato nel primo trimestre dell’anno. Ai Giochi di Atene del 2004 erano il 14%. Tuttavia la ricerca avverte: È importante individuare il talento al suo livello ottimale per non sprecare o ritardarne la manifestazione. Questo criterio a volte va troppo oltre e porta all’attuazione di una specializzazione troppo precoce, che non tiene conto delle reali esigenze del giovane atleta e può comportare effetti negativi.

Gli ultimi dati ISTAT sulla pratica sportiva dicono che nel 2024 un milione e 560 mila giovani fra i 10 e i 24 anni hanno smesso di fare sport. 

Le ragazze italiane che giocano a pallanuoto sono più alte. In vent’anni sono cresciute di 1,7 centimetri, come dire 0,7 a decennio. La più bassa ad Atene misurava 1,67, la più bassa a Parigi era 1,71. L’incremento medio nei maschi americani che giocano a hockey, baseball e football è stato del 0.9 a decennio. La massa corporea media nella popolazione femminile italiana è di 64,8 chili, tra le atlete del Setterosa sale a 74. L’altezza media di 1,73 va confrontata con l’1,64 medio della popolazione. 

La spiegazione più probabile – si legge nello studio – è la rapida evoluzione della versione giovanile di questo sport al femminile, con migliori strategie di reclutamento e allenamento, una maggiore attenzione all’alimentazione

La prima avversaria è la Nuova Zelanda. Il suo miglior risultato ai Mondiali è un 7° posto che risale agli anni Settanta. L’Italia le ha dato 10 gol di scarto alla Coppa del mondo di due anni fa. Domenica verrà la partita contro l’Australia argento olimpico, due giorni dopo il Sudafrica, e infine si vedrà. 

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