Il francese che gioca con il morbo di Crohn
Il titolo a Hong Kong di Alexandre Müller pare la riproduzione esatta della sua maniera di stare al mondo e nel tennis. Lo dice Eurosport France facendo notare che il primo successo ATP in carriera è arrivato dopo una finale in cui ha dovuto rimontare un set di svantaggio al ritrovato Kei Nishikori, la quarta rimonta in quattro partite, “segnale di un grande combattente, un giocatore speciale che non si arrende mai, come nella sua lotta quotidiana contro il morbo di Crohn. All’età di 27 anni confida che il meglio debba ancora venire”.
In un post sul social che un tempo si chiamava Twitter, Alexandre Müller ha ripreso quella famosa citazione dalla favola sulla tartaruga di La Fontaine, non ha senso correre, basta iniziare in tempo. Dopo Arthur Ashe nel 1975 e Alexander Bublik nel 2024, il francese è diventato il terzo giocatore della storia a vincere un torneo partendo in ogni turno, sistematicamente, un set sotto. Lui alla fine ha fatto un po’ il marpione e ha scherzato, dice che se una tattica funziona non si deve cambiare, ma “tale serenità – scrive Maxime Battistella – è sorprendente. Soprattutto perché Müller non è abituato alle finali, non nel circuito ATP. Era solo la sua seconda esperienza, poco meno di due anni dopo aver perso la prima a Marrakech per entrare fra i primi-100 al mondo”.
Nella prima parte della sua carriera, Müller è stato soprattutto un giocatore da challenger, il circuito nel quale aveva vinto tre titoli. “Raggiungere una finale nel tour ATP è un’altra cosa e avrebbe potuto rimanere paralizzato dalla posta in gioco, da questa rara opportunità”. Il morbo di Crohn con cui Müller convive è una infiammazione cronica dell’intestino che gli fa perdere molte energie. “Un inferno per un atleta di punta – dice Eurosport France – che tuttavia Müller ha imparato a domare. Se la presunta debolezza mentale dei tennisti francesi è un luogo comune che comporta un prezzo da pagare, Alexandre Müller è il perfetto controesempio”.
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