
GLI ANNI CON IL TRE
La prima domenica di ottobre è il giorno che il mondo dell’ippica consacra da sempre all’Arc de Triomphe, la corsa più prestigiosa del galoppo. Il cantore di questo sport, il giornalista Mario Fossati, lo chiamava il paradiso equestre, non soltanto per il sangue blu e per l’alta borghesia che arrivano in tribuna, ma per il popolo di Parigi, che ama Longchamp quanto il Tour de France.
Corrono i più forti cavalli dai tre anni in su. L’ippodromo di Longchamp è stato costruito nel 1857 e inaugurato davanti all’imperatore Napoleone III e all’imperatrice Eugenia. Il primo vincitore si chiamava Éclaireur. E’ un posto così simbolico che per due volte in guerra è stato bombardato, nel 1943 addirittura durante una riunione. I cannoni anti-aerei sulla pista risposero, ci furono sei morti. Longchamp è stato utilizzato come deposito per il bestiame nel 1914, vi riunirono le mandrie di bovini e di ovini delle regioni settentrionali invase dal nemico. I soldati portavano all’interno delle grosse cataste di paglia e fieno. La Croce Rossa americana ne fece un campo di soccorso per i feriti. Longchamp è stato un campo di aviazione e anche il perfetto teatro per una manifestazione femminista, nel giugno del 1936, quando le attiviste manifestarono durante il Gran Premio, portando cartelli con la scritta: “La donna francese deve votare”. Dall’alto della tribuna principale si vede la Torre Eiffel. Le corse di Longchamp sono finite in un quadro di Édouard Manet e in uno di Edgar Degas. Insomma: vincere qui non è la stessa cosa che altrove. Neppure per il più grande fantino della storia.
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SU RIMBALZI
▻ Il 7 ottobre del 73 Lester Piggott riusciva finalmente a vincere per la prima volta l’Arc de Triomphe. Era stata una maledizione. Alla sua carriera e a quella corsa speciale è dedicato l’85esimo episodio di Rimbalzi, il podcast prodotto e realizzato con Chora Media | Su Spotify a questo link la serie completa | Rimbalzi è disponibile su tutte le principali piattaforme.