ITALIA-MALTA
Che si fa? La chiamiamo o non la chiamiamo Bettingopoli? Calcioscommesse pare improprio, con tutta la buona volontà. Ma va così. Anche L’Équipe mette le foto di Paolo Rossi e di Albertosi per dire che “l’Italia vede riaffiorare il fantasma del Totonero”.
Il Corriere dello Sport-Stadio si sforza di titolare su Bonaventura-Raspadori, Lucio cala il doppio Jack. Ma con Zaniolo che ha ammesso di aver giocato a poker, la faccenda si fa sdrucciolevole. Comunque.
Ivan Zazzaroni si domanda: “Chi ha dato la notizia a Corona? La procura federale sportiva aveva interrogato Fagioli nei giorni scorsi, e il verbale contenente i nomi dei due colleghi era stato inviato appena 24 ore prima alla procura di Torino. Chi ha passato le informazioni al più famoso dei gossipmaker? La fuga di notizie comporta il reato di “rivelazione di segreto istruttorio”, punito dal codice penale con un anno di reclusione. A cui potrebbe perfino aggiungersi il reato ben più grave di favoreggiamento, poiché l’anticipazione dell’indagine potrebbe aver agevolato i due calciatori nell’occultamento delle prove. Propenderemmo per informatori noti allo stesso Corona, gli stessi che in queste ore stanno riempiendo la rete di liste con nomi importantissimi”.
Due editoriali stamattina chiamano in causa l’ipocrisia del calcio. Giulia Zonca su la Stampa ricorda le parole del presidente federale Gravina [“La ludopatia corrode”] e scrive: “Corrode, però paga e lo ha fatto notare proprio lui, giusto qualche mese fa, quando il ministro Abodi, la stessa persona che oggi invoca «la carta dei doveri», sostenne la necessità di andare oltre il Decreto dignità e così riammettere apertamente i siti di scommesse tra gli sponsor. Gravina ha chiesto la liberalizzazione totale, indignato: «È un diritto sacrosanto». Il capo del pallone può pensare alla bottega, solo che sarebbe meglio non far girare la morale a seconda del vento. Quello gira malissimo e rimette in circolo tutti i limiti di un sistema che promuove le puntate sportive e nasconde le proprie stelle tra le piaghe sociali. Pubblicizzate dalle maglie che portano, dalle tv che li mostrano, dagli errori che fanno”.
Guido Vaciago su Tuttosport: “Ci si domanda il perché dei ragazzi baciati dal talento, buttino via quantità enormi di denaro e una vita nella quale guadagnano tantissimo, hanno un sacco di tempo libero e uno stile di vita scimmiottato qua e là. Il tutto fingendo di non sapere che la ludopatia è una piaga sociale che colpisce una percentuale sempre maggiore della popolazione. E sorvolando vergognosamente sul fatto che le grandi agenzie di scommesse sono tra gli sponsor di alcune delle più grandi squadre italiane e alimentano il flusso di denaro indispensabile alla vita del calcio. Che il gioco, da una parte viene demonizzato. dall’altra viene invitato negli stadi, compare nella cartellonistica, negli elenchi dei partner e delle aziende che aiutano la società a vivere o sopravvivere. È una questione di panico, sì, ma anche di clamorosa incoerenza”.
oggi ore 20.45 in tv su Rai 1
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