Mappe Mondiali. C’è un problema con la maglia della portiera inglese

I Mondiali femminili di calcio

  IL TORNEO 

Insomma, questo sembra un segnale. Così stanno dicendo in America. Mai la nazionale femminile aveva cominciato un Mondiale nuotando in mezzo a tanti interrogativi. Infortuni, stelle invecchiate, giovani acerbe. Un titolo da difendere in queste condizioni. Bisognava cominciare bene. Ora potremo discutere sul quanto, sul peso da dare ai tre gol – solo tre gol? – segnati contro il Vietnam. Ma la scintilla che rincuora l’America è la doppietta di Sophia Smith, una delle sei titolari all’esordio ai Mondiali. Pare che il primo gol sia nato da un tipo di movimento a cui il ct Andonovski presta parecchia attenzione in allenamento, contro la linea di difesa a sei delle avversarie. La sorpresa più grande della serata è arrivata nel vedere Savannah DeMelo nella posizione della 10, al posto di Rose Lavelle nel ruolo più glamour. Lavelle viene da un’assenza di mesi per un infortunio al ginocchio, al suo posto aveva giocato sempre Ashley Sanchez. DeMelo è diventata la terza giocatrice nella storia della nazionale Usa a debuttare da titolare ai Mondiali senza essere mai stata convocata precedentemente. Non succedeva da vent’anni, con Shannon Boxx. Lavelle è entrata quando mancava all’incirca mezz’ora. Anche Megan Rapinoe ha cominciato dalla panchina il suo ultimo viaggio, l’ultimo grande torneo prima del ritiro. 

L’arretramento di Julie Ertz in difesa era invece già stato annunciato, quando Becky Sauerbrunn si è fatta male a un piede. Quattro anni fa, Ertz era considerata tra le migliori centrocampiste al mondo. Non gioca da difensore centrale da sei anni, a parte un paio di eccezioni nel 2019, sempre per emergenze. Ertz è stata lontana dalla squadra negli ultimi 18 mesi, durante i quali è diventata madre, agosto 2022, prima di rientrare in campo a marzo.

Sintesi: americane arrugginite, ma va bene così. Il vero test arriva la prossima settimana contro l’Olanda, nella riedizione della finale 2019

▥  com’è finita |  3-0 

 

  IL PROGRAMMA

Le partite di queste ore

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ZAMBIA-GIAPPONE

C’è chi guadagna 50 dollari al mese e c’è chi gioca come dipendente a tempo pieno dell’aeronautica, dell’esercito, nei rispettivi club. Il calcio femminile dello Zambia è finanziato in un modo non molto diverso dallo sport italiano. Militari e corpi di stato si fanno carico di garantire uno stipendio alle atlete, correte, sudate, siate libere di prendere a calci un pallone. Le due squadre che offrono la stabilità si chiamano Red Arrows e Green Buffaloes.

L’avvicinamento ai Mondiali è stato tormentato. In coppa d’Africa [semifinale], alla nazionale sono mancate le due attaccanti migliori, Barbra Banda e Racheal Kundananji, escluse dal torneo a causa degli alti livelli di testosterone. In due amichevoli primaverili contro la Corea del sud, sono arrivate due sconfitte con 10 gol subiti. Banda e Kundananji stanno ancora cercando di adattarsi a giocare in coppia, dopo il loro ritorno in squadra con l’allenatore Bruce Mwape, ha scritto Calvin Kaumba Chikenge per Bola News

C’è ancora troppo individualismo, dice lui, troppe giocatrici che pensano di risolvere da sole. Kundananji ha chiuso la stagione come seconda migliore marcatore in Spagna, 25 gol per il Madrid CFF. Banda ne ha fatti 9 in 6 partite per lo Shanghai Shengli, in Cina. È la giocatrice che ha segnato per la prima volta nella storia delle Olimpiadi due triplette consecutive. Fra 2015 e 2017 ha provato la boxe, da professionista. Ha combattuto cinque match, li ha vinti tutti, quattro per ko. Un’altra icona della squadra e del paese si chiama Margaret Belemu, 26 anni, altezza 1 metrio e 52. Uno dei rapper più famosi del paese, Chef 187, la cita in uno dei suoi pezzi. 

Belemu ha dovuto convincere sua madre che il calcio era una buona strada da seguire. «Solo mio padre mi sosteneva – ha raccontato – È stato lui a comprarmi le scarpe e tutto ciò di cui avevo bisogno. Mamma voleva che mi concentrassi di più a scuola».  

Bruce Mwape ha assunto la carica di Ct nel 2018, il suo mandato è stato scosso da accuse di cattiva condotta sessuale. Non c’è ancora stato un verdetto, Mwape nega qualsiasi addebito. 

  quando |  oggi ore 9 Zambia-Giappone

 

INGHILTERRA-HAITI

La maglia da portiera dell’Inghilterra è un caso

Mary Earps voleva regalare una delle sue maglie a casa. A una sorella, a una cugina, non si sa. Si sa che lei è la portiera dell’Inghilterra, cercava una replica della divisa che indossa e non l’ha trovata. Non l’ha trovata perché non esiste. Non esiste in commercio. All’inizio ha pensato a un equivoco. Allora ha chiamato la Nike. La Nike ha sponsorizzato più di 130 calciatori nel corso degli anni, i portieri sono in minoranza. Kasper e Peter Schmeichel, padre e figlio; Fabien Barthez e Alisson. Comunque. Con Nike la federazione inglese ha firmato un’estensione del contratto fino al 2030. Vale per tutte le 24 nazionali, maschili, femminili, giovanili. È un accordo da 400 milioni di sterline. Eerps aveva in tasca il numero di telefono giusto.

Pronto, sono Mary, scusate. Non trovo in giro una maglia come la mia, una replica, vorrei fare un regalo. Me la mandate? Ehm, no. Come no? Eh, no. Non è cattiveria. La maglia di Mary Earps non ce l’hanno nemmeno in Nike. Non ne fanno. Non ne producono. Non è in vendita al pubblico. Diamine, ha pensato Mary Earps, forse senza pensare esattamente alla parola diamine. Sono la portiera del Manchester United e della nazionale campione d’Europa, la Fifa mi ha votato come la migliore nel mio ruolo per l’anno 2022. E non c’è una maglia. Possibile? 

Ne ha parlato allora con la sua capitana, Leah Williamson, per scoprire che avrebbe potuto anche parlare con una generale, non sarebbe cambiato niente. Nike non fa abbastanza soldi con le maglie dei portieri, figuriamoci una portiera. Si arrangi, signora Earps. Da Nike può avere al massimo delle maglie pensate per lei.

Oddio, per lei. Earps preferisce portarle a maniche lunghe, al Manchester United si regola così. Invece in nazionale gliene hanno mandate a maniche corte. Lei racconta di non essere stata mai consultata, nessuno le ha chiesto: scusa Mary [non scusa Ameri], ma tu di preciso come la preferiresti? Ha dovuto mettere le maniche corte in tutte e tre le amichevoli dell’Inghilterra nel mese di aprile. Ora pare che la questione sia stata risolta. Così almeno si deduce da un servizio fotografico promozionale pubblicato pochi giorni fa. Forse conviene una, metterla da parte, dire che l’ha smarrita, e regalare quella. 

La storia è stata raccontata da The Athletic con i suoi successivi aggiornamenti

 

MAPPE

Le haitiane ai Mondiali dopo l’inchiesta sugli abusi

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Roberto Brambilla su Avvenire ha raccontato mercoledì scorso l’avvicinamento della nazionale di Haiti ai Mondiali. Gli uomini c’erano stati nel 1974. Quando Sanon fece gol all’Italia e spezzò la imbattibilità di Zoff andata sopra il muro dei mille minuti. 

Un risultato straordinario, soprattutto se si guarda il contesto in cui è maturato. A causa della precaria situazione politica e dell’alto tasso di criminalità la Nazionale caraibica disputa le partite casalinghe nella vicina Repubblica Dominicana. Non ha sponsor ed è stata scossa nel recente passato da un gravissimo scandalo

Il riferimento è all’inchiesta del Guardian pubblicata nel 2020, ripetuti abusi sessuali ai danni delle giovani calciatrici all’interno del centro Federale di Croix-des-Bouquets, alla periferia della capitale Port-au-Prince. Un centro chiuso per violenze e rapimenti avvenuti nei paraggi. Tra gli accusati c’è Yves Jean-Bart, il presidente della federcalcio, radiato dalla Fifa, graziato dal Tas di Losanna. 

Nonostante la situazione complicata – raccontava Brambilla su Avvenire – ad Haiti è fiorita la miglior generazione calcistica della sua storia recente, capace già nel 2018 di conquistare un altro traguardo storico, la qualificazione al Mondiale Under 20

Le ragazze giocano quasi tutte all’estero, tra Francia, Stati Uniti e Russia. Nérilia Mondesir, 24 anni, è al Montpellier, attaccante. Melchie Dumornay, centrocampista, è stata ingaggiata dal Lione. Ha firmato un contratto di sponsorizzazione personalizzato con Adidas.

  quando |  oggi ore 11.30 Inghilterra-Haiti

 

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