Il campione di freccette è il Braveheart Wright. Un’altra sconfitta mondiale per l’Inghilterra

DI ROBERTO LIBERALE

 

Dopo 94 partite ad eliminazione diretta, a giocarsi il titolo erano rimasti i giocatori di due nazioni la cui rivalità risale ai tempi di William Wallace e Edoardo I. Però, contrariamente al film “Braveheart”, stavolta a vincere è stato lo scozzese, il 52enne Peter Wright, già campione del mondo due anni fa e riconoscibile per la sua cresta stile mohicano colorata ad ogni partita in modo diverso. Ancora una volta l’Inghilterra non ce l’ha fatta a vincere quel titolo mondiale di freccette che nelle ultime 9 edizioni è arrivato solo una volta. Eppure in finale ci era arrivata col miglior giocatore visto finora in questi mondiali, il 31enne Michael Smith, capace di centrare in finale per ben 24 volte il mitico 180 (il massimo punteggio possibile con tre freccette).

L’Inghilterra ci sperava. In questa edizione aveva piazzato ben cinque giocatori tra i primi otto. L’ultima volta era stata 3 anni fa, poi si deve tornare addirittura al 2008 per vederne di più. Come se non bastasse i temutissimi olandesi erano tutti fuori sin dai quarti, anche per l’uscita della stella Michael van Gerwen causa positività al Covid-19. E poi proprio Michael Smith era stato capace di battere ai quarti il campione uscente “The Iceman” Gerwyn Price dopo una partita quasi perfetta. Smith non ha potuto trattenere le lacrime a fine partita. Il titolo sembrava a portata di mano quando è passato in vantaggio per 5 set a 4 e due leg a zero, ad appena un leg e un set dalla vittoria finale.

Alla fine l’inglese ha mantenuto una media punti addirittura superiore al campione scozzese (99,22 contro 98,34), ma nelle freccette conta chiudere con il punteggio esatto (checkout) restante dopo aver scalato da 501, e bisogna farlo con un punto doppio (mettendo la freccia nel settore più esterno, in uno spazio di 8 x 70 mm). Quella è roba per gente dai nervi saldissimi, oltre che dalla mira infallibile. E ad un certo punto Smith è crollato in questo fondamentale, quello che non ti fa restare al palo con le frecce in mano.

Il pittoresco tifo a favore dell’Alexandra Palace di Londra non è bastato per riportare il titolo in Inghilterra. Anche se il pubblico (spesso alterato dai fumi dell’alcool) in tutti questi giorni si è fatto notare non tanto per il tifo a favore, quanto per gli ululati e i fischi contro gli avversari degli inglesi e soprattutto per i frequentissimi insulti ai danni dell’odiatissimo ex-campione gallese Gerwyn Price, preso letteralmente di mira dalla folla. Dicono per suoi presunti atteggiamenti provocatori, ma più realisticamente in quanto gallese e numero uno dei Darts.

L’Inghilterra è arrivata a un passo dal ritrovare quella gloria che negli ultimi anni è mancata in uno sport tra i più popolari e praticati oltremanica. Il futuro inglese sembra però roseo, soprattutto per il ricambio generazionale in corso che ha messo in evidenza non solo Smith, ma anche il 23 enne Callan Rydz, eliminato nei quarti proprio dal neo-campione Wright in una partita all’ultimo sangue, e che fino a quel momento aveva lasciato per strada appena un set, con la migliore differenza set tra gli aspiranti al titolo.

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