Che peccato che il Parma non giochi in Inghilterra: non lo avrebbero mandato a perdere a Udine

Che peccato che il Parma non giochi in Inghilterra

 

  rinviata  Everton-Manchester City non si è giocata. Pioveva? Nevicava? Sono sbarcati i marziani di Orson Welles a Liverpool? No, no.

È successa una cosa ancora più incredibile. In pandemia – c’è questa cosa, se ne parla da un po’ – in pandemia, in un Paese in lockdown, si sono ammalati alcuni calciatori del Manchester City, pare cinque, e avendo gli inglesi un’organizzazione, ma proprio un’organizzazione, una vera, un’associazione che questo fa: organizza – e avendo quest’associazione lo scopo di far riuscire al meglio le cose, tipo un campionato di calcio che fa girare dei soldini – allora gli inglesi che cos’hanno pensato. Cosa si sono inventati. Hanno pensato che forse, boh, vuoi vedere che la cosa migliore da fare quasi quasi sarebbe rinviarla ‘sta partita? Gli è venuto un dubbio: come gioca una squadra senza cinque giocatori? 

 

Quattro positività nel Manchester City erano emerse a Natale (Walker, Jesus e due componenti dello staff), i controlli successivi hanno rilevato altri tre casi. Il centro tecnico è stato chiuso per la sanificazione e gli allenamenti sono stati cancellati. Oggi faranno nuovi tamponi, sembrano a rischio sia la partita di domenica con il Chelsea sia quella del 6 gennaio con il Manchester United per la prima semifinale di Coppa di Lega

La Premier League non ha ritenuto ininfluenti i pareri dei sanitari. Ha consultato un medico e poi ha dato il suo assenso al rinvio. La data del recupero è incerta ma non è un affare di Stato. Gli inglesi hanno una Coppa in più di noi. La troveranno. 

Il City sospetta che sia stato il viaggio a Londra della scorsa settimana, per i quarti di Coppa di Lega contro l’Arsenal, ad aver generato il cluster. Hanno sospetti sull’hotel. 

Stefano Boldrini sulla Gazzetta dello sport sottolinea che la nuova impennata del Covid sta facendo traballare le categorie inferiori. Sei gare di League One – la terza serie -, in calendario oggi, sono state rinviate: Peterborough-Charlton, Accrington-Sunderland, Bristol Rovers-Portsmouth, Hull-Lincoln City, Wimbledon-Ipswich e Rochdale-Crewe. In League Two, posticipata Bolton-Morecambe, mentre in Championship è saltata Millwall-Watford. Secondo l’allenatore del glorioso Ipswich, lo scozzese Paul Lambert, nei campionati di categoria inferiore la situazione sta mettendo a rischio la salute dei calciatori.

In Gran Bretagna ieri ci sono stati 41.385 nuovi contagi, per la prima volta si è superata la soglia dei 40 mila. I decessi sono stati 357, per un totale di 71.109. 

Tony Damascelli sul Giornale stamattina commenta: Le parti hanno trovato l’accordo in minuti due, il board della Premier ha accolto la richiesta sottolineando che prima di tutto venga la salvaguardia della salute dei calciatori e dei componenti dello staff. Non ha rinviato la decisione ad altre commissioni, non ha sentenziato la sconfitta a tavolino, non è stato necessario convocare le parti o aprire un’inchiesta, l’intelligenza e la saggezza, insieme con la logica, hanno avuto la prevalenza sulla burocrazia e sul bizantinismo che invece hanno reso ridicole alcune vicende italiane. Nessuna polemica, nessuna sommossa di popolo, nessuna rissa televisiva. Una lezione di civiltà sportiva e di rispetto delle parti. Per chi ha voglia e capacità di comprenderle.

Damascelli ha una posizione evidentemente opposta a quella di Franco Ordine, che sempre sul Giornale solo ieri firmava l’editoriale scrivendo che esiste una via maestra. Il protocollo. Giocare. Giocare sempre. 

 

A guardare la storia da vicino. I giornali inglesi stamattina scrivono che l’Everton è furibondo e pretenderà che la Premier spieghi in pubblico come si è giunti alla decisione, passo dopo passo. La decisione di fermare il viaggio del Manchester City è stata presa su consiglio medico come misura precauzionale. Allo stesso modo – spiega il Daily Mail con Dominic King, Jack Gaughan e Matt Barlow – la partita del Newcastle contro l’Aston Villa non si era svolta per la positività di cinque giocatori. L’Everton è infastidito dal fatto di essere stato informato a decisione già presa, a poche ore dalla partita. L’Everton voleva giocare e aveva iniziato i preparativi all’Hilton Hotel di Livere, Liverpool, la loro base abituale racconta il Daily Mail

Paul Joyce, Paul Hirst e Pol Ballus sul Times ricordano che il regolamento prevede che una partita si giochi se ogni squadra ha 14 giocatori disponibili ma rivelano pure che una fonte della Premier League ha chiarito che la regola consente di valutare caso per caso, come già successo per Newcastle-Aston Villa. L’obiettivo principale è la minimizzazione del rischio. Poiché i test non sono accurati al 100%, è possibile che più giocatori del City abbiano il virus anche se non sono risultati positivi.

Chris Bascombe sul Telegraph sottolinea che tutte le decisioni sono in definitva a discrezione del consiglio di amministrazione della Premier League, che nel clima attuale è improbabile possa ignorare i pressanti consigli medici”.

 

È chiarissima la posizione della Premier

Flessibilità. Il rinvio di ieri forse non ci sarebbe stato il mese scorso. 

Prudenza e interpretazione della realtà. Di volta in volta. 

Questo si chiedeva e si chiede anche a Federcalcio e Lega. 

Anche se molti in Italia già da ieri confrontano quanto accaduto in Inghilterra con il caso di Juventus-Napoli, è forse più proprio leggere i fatti di Liverpool e paragonarli alle tante nostre Everton-Manchester City che Federcalcio e Lega hanno voluto che si giocassero. 

Se il Parma fosse stato in Premier, per esempio, non sarebbe stato costretto dalla Lega di De Siervo ad andare a perdere la sua partita a Udine per obbedire a un protocollo UEFA scritto 6 mesi prima, in un Paese che andare liberamente in spiaggia, un protocollo dietro il quale invece l’Italia si è barricata come l’avesse portato Mosé dal Sinai, si è fatta scudo con quello, aggiungendo l’insensato jolly e due specchietti per le allodole offerti al governo e al comitato tecnico scientifico per avere via libera: i tamponi ogni 4 giorni (spariti a settembre) e l’isolamento fiduciario per i contatti diretti in una struttura concordata (di fatto violato da molte squadre). 

In Inghilterra i 17 positivi del Genoa dopo la trasferta a Napoli non sarebbero finiti con una scrollata di spalle. Genoa-Verona non si sarebbe giocata con nove assenti, né l’Inter avrebbe forse giocato il suo derby contro il Milan senza 6 giocatori. La Reggiana non avrebbe perso a tavolino con la Salernitana. La Casertana non avrebbe dovuto giocare in nove contro la Viterbese. Il Cittadella non avrebbe giocato come un cluster contro il Frosinone, che come un cluster giocò contro il Pordenone, che al mercato mio padre portò.

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