La NBA e lo sport di casa Disney

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La NBA e lo sport di casa Disney

 

  Dunque sì. La NBA ha iniziato conversazioni esplorative con la Disney per l’uso del complesso sportivo a Orlando, dove far ripartire il campionato a luglio in isolamento. Erano indiscrezioni, ora c’è la conferma. Il 12 maggio Adam Silver si era preso da 2 a 4 settimane per una decisione. Deve aver impresso un’accelerata la richiesta di molte franchigie di non allenarsi nelle proprie città ma direttamente nella “bolla sanitaria” dove si terrà l’ultima fase della stagione. Un incontro pare fissato per venerdì prossimo, giorno in cui il resto del piano sarà probabilmente svelato per consentire allenamenti a partire dal 1° giugno. Non è ancora chiaro se si proseguirà con la stagione regolare o direttamente con i play-off. 

 

  Il primo ad accostare la NBA alla Disney fu David Stern quando disse: «Siamo uguali. Loro hanno dei parchi a tema e anche noi, ma li chiamiamo palazzetti. Loro hanno Topolino e Pippo, i nostri personaggi si chiamano Magic e Michael». 
Ma molto prima, già nel 1946, nel cortometraggio Double Dribble di Jack Hannah, Pippo giocava a basket. Evoluzioni, goffaggini, colpi proibiti. Era il nuovo episodio di una serie in cui Pippo si era già messo alla prova con baseball, football e hockey. In Double Dribble viene sostanzialmente presa in giro l’altezza dei giocatori, presentati come montagne di carne e contrapposti a un Pippo in miniatura, costretto per quasi tutta la partita in panchina e poi eroe per caso nel finale. Con un pallone da basket in diverse strisce sarebbe apparso pure Topolino. 
Cinquant’anni dopo sarà la volta di Space Jam ma prodotto dalla Warner Bros, con Michael Jordan che palleggia, arresta, tira, e qualche volta schiaccia, insieme ai Looney Tunes. Peraltro il film si concede qualche sfottò ai rivali della Disney con riferimenti ironici a una squadra che si chiama The Ducks. Curioso che proprio l’anno prossimo arrivi Space Jam 2 con LeBron James. Il basket salvato dai cartoon. 
Nel 2002 uscì invece un gioco per Game Boy che mescolava il basket e i personaggi Disney. 


 

| le origini Disney e lo sport hanno flirtato presto. Mickey Mouse aveva solo 4 anni quando finì alle Olimpiadi. Nei Giochi di Los Angeles 1932, condizionati dalla Grande Depressione e con sole 37 nazioni partecipanti, Walt Disney vide un’opportunità di promozione per la sua piccola creatura. Quattro anni dopo il primo cortometraggio animato, piazzò il pupazzo del topo in posa per una foto davanti al Coliseum vuoto. Poi produsse e distribuì nei cinema un cortometraggio di 7 minuti dal titolo Barnyard Olympics, le Olimpiadi nell’aia, durante le quali Topolino vinceva l’oro nella corsa campestre battendo Peter il Cattivo, una specie di Gambadilegno prima di Gambadilegno. Quando nel giugno 2012 Vittorio Zucconi ricordò la storia su la Repubblica scrisse: “Zio Walt aveva capito che lo sport sta ai soldi, come il formaggio sta ai topi”.

 

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