serie A | Il programma. Ieri: Cagliari-Genoa 3-1 | Oggi: Udinese-Brescia, Juventus-Verona, Milan-Inter | Domani: Sassuolo-Spal, Lecce-Napoli, Bologna-Roma, Sampdoria-Torino, Atalanta-Fiorentina, Lazio-Parma – Classifica: Inter 9, Bologna e Juventus 7, Torino Napoli Milan Atalanta e Cagliari 6, Roma 5, Lazio Verona e Genoa 4, Parma Sassuolo Brescia Spal Lecce e Udinese 3, Fiorentina 1, Sampdoria 0.
L’iniziativa del Milan
I giocatori delle due squadre entreranno in campo mescolati. È la prima di una lunga serie di iniziative contro il razzismo voluta dall’a.d. Gazidis, che ha allestito una vera e propria task force permanente sul tema delle discriminazioni. L’episodio di Verona, con gli ululati a Kessie che hanno sentito tutti tranne arbitro e commissari di campo, ha fatto male. Quante similitudini con la vicenda di Lukaku a Cagliari. La verità è che siamo drammaticamente indietro. Un derby è un buon momento per iniziare a recuperare il tempo perduto.
Carlos Passerini, Corriere della sera
Ivan Gazidis è figlio di un attivista che ha pagato con il carcere la sua opposizione all’apartheid. Le parole del manager sul tema: «Il calcio italiano deve prendere coscienza e assumere una posizione forte contro i comportamenti razzisti. Abbiamo l’obbligo morale di fare tutto il possibile per affrontare questo problema».
«Sono tornato in Italia dopo tre anni e ho trovato una situazione peggiorata, all’ennesima potenza. Negli stadi entrano odio e rancore. In Inghilterra se qualcuno va allo stadio per insultare viene allontanato, o messo in prigione. Qui da noi non succede». | Antonio Conte
«Fecero entrare mio figlio in campo nel giorno della sconfitta col Cagliari, fra gli insulti della curva a Icardi. È inconcepibile. Il razzismo lo è ancor di più. Il calcio è spettacolo, come il teatro. Eppure nessuno insulta gli attori di colore che interpretano l’Otello. Perché col calcio succede? È illogico, ancor prima che vergognoso». | Gianfelice Facchetti a la Repubblica
L’Inter dal buco della serratura
Adesso tutti a guardare se Brozovic passerà il pallone a Lukaku, e viceversa. Perché partito un croato, se ne fa un altro, e partito un centravanti, se ne fa un altro. In una spirale di chiacchiere senza fine che trasformano un’offesa in dieci pugnalate, una lucertola in Godzilla. Con il fluido letale del pettegolezzo che filtra dalla porta dello spogliatoio, e avvolge tutto. La gente, invece di scappare davanti a questa massa gelatinosa, ci s’imbeve, nuota soddisfatta, felice di aver guardato dal buco della serratura e scoperto quanto sia povero il mondo anche quando è ricco. Povero come lo siamo tutti. Il calcio come un reality, L’isola dei famosi, dove si discute per una noce di cocco dimenticata sulla spiaggia.
Alessandro Bonan, il Foglio sportivo
Per i gol bisogna avere pazienza
Da cinque campionati i derby vengono decisi quasi sempre nel secondo tempo. Nei primi 45 minuti sono arrivati solamente 7 gol, mentre nella ripresa ben 18.
Carlo Angioni, la Gazzetta dello sport
Juventus-Verona
Dopo l’inchiesta. La questione delle curve
Per la prima volta nelle curve italiane entreranno gli steward a far rispettare i diritti di ogni tifoso e ad evitare che si ammassi gente lungo le vie di fuga: «Torna la legalità», fanno sapere dalla polizia. [Filippo Conticello, la Gazzetta dello sport]
Sono possibili picchetti di protesta fuori dallo stadio, mentre dentro potrebbe regnare il silenzio della parte più calda del tifo, sempre ammesso che la curva si riempia, eventualità tutt’altro che scontata. [Paolo Tomaselli, Corriere della sera]
Persone che hanno scritto la storia
«Ancora non ci credo, la società per cui abbiamo riposto fiducia per anni appena ne ha avuto l’occasione ci ha pugnalato alle spalle, scelta a mio parere sbagliata con accuse che non esistono a persone che hanno scritto la storia di questa curva se non di questa società».
Inizia così un messaggio diffuso ieri tra gli ultrà di Tradizione, il gruppo della tifoseria bianconera che occupa il primo anello della Curva Sud e il cui leader, Umberto Toia, è stato arrestato nei giorni scorsi nell’ambito dell’operazione Last Banner della Digos di Torino, con l’accusa di aver partecipato anche lui a intimidire e i ricattare la società per «ottenere biglietti e altre agevolazioni».
Massimiliano Peggio, La Stampa
Raccontare le curve
Sul Foglio sportivo Piero Vietti intervista il giornalista britannico Tobias Jones autore del libro “Ultra – The underworld of Italian football”. Libro che, scrive Vietti, “andrebbe letto da chi in Italia parla e scrive di ultrà e curve, e lo fa spesso generalizzando, appigliandosi a luoghi comuni o utilizzando un lessico che semplifica un mondo molto complesso”.
“L’unico modo di raccontare un mondo clandestino è entrarci dentro – racconta Tobias Jones al Foglio Sportivo – altrimenti è come fare un libro di storia in cui la realtà è solamente sentita a distanza. Entrarci vuol dire che si deve sentire l’euforia, l’esuberanza, l’umorismo, la fratellanza, i canti, gli scherzi, sentire il fumo e gli schiaffi, ma intravedere anche l’indivisibilità, l’impunibilità, quasi l’assolutismo o il fondamentalismo, dell’essere gruppo. Entrarci dentro, ovviamente, porta problemi: uno scrittore serio non deve mai essere acritico, e fare giornalismo immersivo – o ‘gonzo’, come faceva Hunter S. Thompson – non vuole dire assecondare o giustificare. Ci vuole distanza critica, ma mai retorica e polemica. I fatti sono molto più eloquenti delle opinioni. Io ho cercato semplicemente di presentare fatti, e lasciare che sia il lettore a decidere se gli piacerebbe fare parte di questo mondo”.
Cagliari-Genoa
Il Cagliari ha battuto 3-1 il Genoa nell’anticipo della quarta giornata. Gol di Simeone, Kouame, autorete di Zapata e Joao Pedro.
Come Inzaghi e Barone
Lo scatto finale di Joao Pedro e Ionita nella deserta metà campo del Genoa ha ricordato
quello di Inzaghi e Barone contro la Repubblica Ceca al Mondiale 2006: due contro nessuno e gol della buonanotte. È anche la giusta fotografia della partita: la corsa del Cagliari verso la vittoria.
G. B. Olivero, Gazzetta dello sport