Chelsea-Liverpool. Le filosofie sui giovani si sono ribaltate
I giovani del Chelsea restano al centro delle attenzioni anche alla vigilia della partita con il Liverpool capolista. Il Daily Mail ha accostato il lavoro di Lampard a quello che Klopp portò avanti al Borussia Dortmund: “Trasformarli in campioni sviluppando quel calcio veloce e intenso che ora è in mostra a Liverpool”. James Pearce ha scritto per The Athletic che le filosofie recenti per la costruzione della due squadre si sono ribaltate a causa del bando sul mercato subito dal Chelsea. In una squadra dai traguardi così cresciuti come il Liverpool non è facile per un giovane trovare spazio. Scrive Pearce: “Klopp ha fatto debutarre 15 ragazzi dalle giovanili durante la sua gestione ad Anfield. Il solo Alexander-Arnold è riuscito a spingersi oltre le 20 presenze. Arrivare in prima squadra è un conto, restarci è un altro”.
~ La partita alle 17.30. Su Sky
Le prime 4 Liverpool 15, Manchester City 13, Leicester 11, Bournemouth 10.
Tottenham, Manchester United, Chelsea e Arsenal con 8 punti al 5° posto
Il VAR è senza pace
La video assistenza per gli arbitri non riesce proprio a farsi amare dagli inglesi. Ieri è stato annullato per fuorigioco un gol ad Aurier: sarebbe stato il 2-0 del Tottenham in casa del Leicester. Il Leicester ha invece rimontato e vinto. Sebbene l’intervento sia stato tecnicamente ineccepibile, l’opinione pubblica si è scatenata. Aurier era in fuorigioco di uno o due millimetri. Gary Lineker ha scritto su Twitter che “il modo in cui viene usato il VAR è una schifezza. Potrebbe e dovrebbe portare benefici al gioco ma al momento ne sta succhiando la vita”.
Come ci si sente a prendere 8 gol da Guardiola
Sam Wallace del Telegraph ragiona con ironia sulla vittoria per 8-0 del Manchester City sul Watford e sulle conseguenze di un risultato simile su un allenatore che lo subisce. “Ci devono essere stati momenti – scrive – in cui Quique Sanchez Flores si sarà chiesto che cosa avrebbe potuto fare in questo fine settimana se non avesse avuto la chiamata in panchina dal proprietario del Watford, Gino Pozzo: poteva starsene seduto in spiaggia, incontrare amici, poteva sottoporsi a una dolorosa chirurgia dentale. Qualsiasi cosa sarebbe stata preferibile a questa umiliazione professionale che si è svolta di fronte a lui, una catastrofe per la quale non c’è una risposta adeguata”.