Buffon e Piccinini, due modi di ricominciare a quarant’anni

I 40 anni sono quell’età

in cui ci si sente finalmente giovani

Ma è troppo tardi

Pablo Picasso

Lui ha vinto un Mondiale in Germania e lei pure. Lui è di Carrara, lei più o meno pure. Lui ha 41 anni, lei ne ha 40. Lui torna in campo oggi, lei annuncia il ritiro. Gianluigi Buffon ritrova la Juventus e il calcio italiano, Francesca Piccinini lascia la pallavolo: “Voglio altre emozioni. Un figlio”. Frammenti di due vite parallele.

Ho deciso di partire da lontano. Da lei, da Buffon e da Carrara, dove sono nati. Lei in una frazione: Castagnola di Sopra. “È in alto, come dice il nome. Sulla strada per il cimitero”. Tutt’e due nati in gennaio, lei il 10 lui il 28, ma del ’78, un anno prima. Capitani della loro squadra e della Nazionale. “Alt, io non più da quando mi sono chiamata fuori, prima di Rio. Non ho condiviso alcune scelte del ct, le ho rispettate ma era chiaro che per coerenza potevo solo tirarmi da parte, e mi è costato molto perché la maglia azzurra dà una carica fortissima”. Si torna a Castagnola: “Gigi non posso dire di conoscerlo bene. Ho giocato a volley con Guendalina e Veronica le sue sorelle. Lui credo fosse già a Parma. Se io e lui abbiamo qualcosa in comune, Carrara a parte, è che molti ci giudicano stravecchi e bolliti. E non è vero: il mio corpo l’ho sempre trattato bene e mi sento più giovane adesso di quando avevo vent’anni”.

Gianni Mura, la Repubblica, 11 maggio 2018

Questione di record

Scendendo in campo a 41 anni e 236 giorni, Gigi supererebbe in un colpo solo sia Dino Zoff, suo predecessore in bianconero, che Roberto Colombo. E si metterebbe nella scia di Alberto Fontana, distante appena 61 giorni. Davanti a lui rimarrebbero solamente Francesco Antonioli (ultima presenza in A a 42 anni e 235 giorni) e il recordman Marco Ballotta, unico in grado di giocare fino a 44 anni. Uno dei record più ambiti è però quello di presenze in Serie A. Al momento appartiene a Paolo Maldini, che si è ritirato nel 2009 con all’attivo 647 partite, tutte con la maglia del Milan, ma Buffon è a 640, divise tra Parma e Juve: oggi con il Verona potrebbe partire la rincorsa all’ex capitano e attuale direttore tecnico rossonero. Inoltre, Gigi ha nel mirino il primato di Alessandro Del Piero, che è lo juventino con più presenze (478) in campionato: Buffon è a quota 472

Gabriele Galluccio, Libero

 

L’addio nell’aria

L’ambiente delle schiacciate aveva capito da qualche settimana, dato che Picci non aveva cercato una nuova squadra, Novara (la sua ultima società) non le aveva tenuto il suo carissimo numero 12 e Francesca, all’Europeo da poco concluso, era già passata «dall’altra parte della barricata», con un microfono in mano, a raccontare le schiacciate delle sue (da poco) ex compagne – Paola Egonu e Cristina Chirichella – dai microfoni Rai.

Gian Luca Pasini, la Gazzetta dello sport

La donna che ama la musica di Ennio Morricone, rilegge la Bibbia e vorrebbe visitare l’Asia, magari meditare.

Eleonora Cozzari, Corriere della sera

Il futuro

Lui. «L’idea, se il Psg sarà d’accordo, è quella. Sono uno strano figuro di 40 anni che va in campo, pensa di averne venti e ha più sogni e ambizioni di quanti ne avesse da ragazzo».

Intervista di Simone Marchetti e Malcom Pagani, Vanity Fair, 8 gennaio 2019

 

Lei. “Ho vissuto un sogno per tanti anni, ma penso che sia arrivato il momento di dire stop a questa vita stupenda e iniziarne una nuova. Esco da vincente perché due mesi fa ho vinto la mia settima Coppa dei Campioni. Mi mancheranno le sensazioni prima delle partite e l’adrenalina dopo le vittorie ma le cercherò in qualcos’altro. Sono ancora un po’ frastornata ma credo sia la decisione più giusta”.

Alla trasmissione tv Verissimo

 

I libri

 

Lui. Libro sul comodino? «In ritardo, perché le autobiografie non mi fanno impazzire, sto leggendo il libro di Agassi. Poi la “Zattera” di Fogar ed “Eskimo in redazione” di Michele Brambilla. Inframmezzando sempre il tutto coi miei autori preferiti».

Che sarebbero?

«Giornalisti, come Montanelli, la Fallaci, ma anche Giorgio Bocca per avere più punti di vista. Sono persone che sono state anche attaccate duramente, perché in Italia non si riconosce la differenza tra i grandissimi e quelli che hanno meno qualità. 

Intervista di Paolo Tomaselli, Corriere della sera, 31 dicembre 2018

 

Lei. “Siddartha è straordinario. Bisognerebbe leggerlo continuamente. Soprattutto nei momenti difficili, si sente il bisogno di porsi dei riferimenti sul senso della vita, di qualcosa di superiore alla nostra stessa esistenza. Quello di Hesse è un libro che mi dà forti sensazioni, mi fa riflettere. Lo tengo sempre con me per poi rileggerne alcune pagine. Ma, a proposito di certe idee, io dall’aspetto o per sentito dire non giudico mai nessuno. Mi interessa conoscere davvero una persona e poi capire se possiamo avere un rapporto”.

Intervista di Massimo Di Forti, il Messaggero, 21 agosto 2015

 

Il tempo che passa

Lui. Sia sincero. Ricorderà senza dubbio le critiche a Zoff quarantenne. Quanti solchi scava il tempo sui muscoli e i riflessi di un portiere?

«È una risposta che mi crea imbarazzo e disagio. Non voglio passare per un vecchiaccio che mente persino a sé stesso per aggrapparsi con le unghie e i denti al suo monumento e alla pagnotta. In questa stagione ho fatto un’imperfezione contro l’Atalanta e un errore su punizione con la Spagna. Ho giocato partite da fenomeno, altre normali, altre ancora magari modeste, eppure la Fifa mi ha premiato come il miglior portiere del 2017. Mi sento come mi sentivo sei, sette anni fa. È la risposta vera. Se non la convinco chieda un giudizio ai miei allenatori, loro mi valutano in campo ogni giorno».

Intervista di Dario Cresto-Dina, la Repubblica, 26 gennaio 2018

 

Lei. Scusi, ma è almeno dal 2010 che parla di voglia di maternità. Rimanda ancora?

«Quale donna non vuole un figlio e mettere su famiglia? Io, però, adesso ho ancora altre cose importanti da fare».

Francesca Piccinini intervistata da Roberto Condio, la Stampa, 12 aprile 2016

 

Dentro lo spogliatoio

Lui. Come si entra in uno spogliatoio nuovo a 40 anni?

«Avranno pensato che ero un folle o un monumento a cui mancano solo i piccioni addosso. Ma il mio entusiasmo mi rende giovane e se voglio continuare ancora non mi posso rapportare come un vecchio Papa. A volte sono più “stupido” di chi ha vent’anni e nessuno si accorge della mia età».

Intervista di Paolo Tomaselli, Corriere della sera, 31 dicembre 2018

 

Lei. “Io passo per un tipo esuberante, ma da giovane sapevo stare al mio posto, mai risposto a muso duro alla critica di una veterana. Il gruppo, la compattezza dello spogliatoio, i valori positivi della collaborazione, la reciproca comprensione, insomma tutto quello che dovrebbe essere l’anima di una squadra così fa più fatica ad affermarsi”.

Intervista di Gianni Mura, la Repubblica, 7 marzo 2018

 

Lui. A trentasei anni contano più i riflessi o l’esperienza?

“Le motivazioni. I riflessi si appannano. Alla mia età non si migliora più, è meglio ridurre il lavoro tecnico e curare maggiormente la prevenzione degli infortuni, l’alimentazione e l’attività in palestra. Certo, non sarei più in grado di reggere gli allenamenti di vent’anni fa. Oggi però il calcio è soprattutto specializzazione”.

Come vive in campo quell’attimo di paura e sospensione che c’è nel momento di un tiro in porta?

“Lo avvertono gli spettatori, non io. L’ansia sale sulle punizioni e sui corner, in quei dieci secondi in cui il gioco si ferma”.

Intervista di Dario Cresto-Dina, la Repubblica, 1 giugno 2014

 

Lei. Nel 2005 Feltrinelli ha pubblicato un suo libro, intitolato “La melagrana”, biografia e non solo. Non sono riuscito a trovarlo. Mi può spiegare il titolo?

“Mi paragono io alla melagrana, un frutto che esclude la fretta. Non è una mela o una banana, che puoi mangiarle anche camminando per strada. È un frutto che chiede calma e tempo. È dolce ma anche amaro, nella sottile membrana che avvolge i chicchi. Non va giudicato al primo impatto, superficialmente. È buonissimo, ma bisogna sapere come prenderlo. Qual era la mia immagine pubblica? Una ragazzetta carina e stupida che gioca piuttosto bene a volley”.

Intervista di Gianni Mura, la Repubblica, 7 marzo 2018

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