
🟨 I record di Alcaraz
Ieri mattina esordio con qualche record per Carlos Alcaraz. Ha battuto in tre set Walton. È stato il suo 85esimo successo in un match dello Slam. Prima dei 23 anni è una soglia raggiunta solo da Boris Becker, Rafa Nadal e Bjorn Borg. Lo spagnolo ora ha un record di 20-0 nei primi turni degli Slam.
🟨 L’impresa sfiorata da Venus
Venus Williams è stata vicina a battere Olga Danilovic e passare un turno all’età di 45 anni, al suo 95esimo torneo dello Slam, primato assoluto di tutti i tempi per uomini e donne. Danilovic è nata a metà Australian Open 2001, quando Venus era al terzo posto del ranking mondiale. L’americana era avanti 4-0 al terzo set. Ha perso 6-4. Quando Venus ha giocato la sua prima partita nel circuito WTA, 112 delle altre 127 giocatrici iscritte a questo Australian Open non erano ancora nate.
🟨 Stan l’irriducibile
A proposito di longevità. Vent’anni dopo aver vinto la sua prima partita a Melbourne e a 12 di distanza dal titolo vinto, Stan Wawrinka ha passato il turno battendo Djere in quattro set. È diventato il secondo più anziano a vincere una partita del Grande Slam dall’inizio degli anni ’80 all’età di 40 anni e 296 giorni. Davanti a lui c’è Karlovic, 40 anni e 326 giorni.
🟨 Perdere 6-0
Marin Cilic ha vinto il primo turno in tre set sul tedesco Altmaier, il giocatore che al Roland-Garros 2023 fece dubitare delle reali prospettive di crescita di Sinner. Cilic lo ha battuto vincendo per 6-0 il primo e il secondo set. È la prima non testa di seria che ci riesce dai tempi di Phillip Petzschner [2012]. Daniel Altmaier è diventato così il quarto Top-100 ad aver perso 6-0 in tre partite consecutive. Gli altri sono stati Sargs Sargsian, Nicolas Kiefer e Potito Starace. Anche Roger Federer ha subito la stessa sorte nel 1999, quando non era ancora nella Top 100.
🟨 Un bilancino della notte
Teste di serie cadute nella notte: la #7 Auger-Aliassime ritirati dopo tre set contro Borges [non lo scrittore argentino], la #15 Navarro battuta da Linette, la #27 Kenin [campionessa nel 2021] battuta da Stearns, la #17 Lehecka fuori per mano di Gea. Acvanti Gauff, Medvedev, De Minaur, Anisimova.
🟨 L’altra partita di Sinner
Nell’analisi di Stefano Semeraro su La Stampa, alla vigilia del debutto di Sinner nel torneo, c’è un passaggio molto interessante sulla prospettiva che Jannik diventi come Djokovic. No, non nel senso di vincitore seriale di Slam. Nel senso di tennista meno considerato del suo rivale.
“Jannik per ora ha passato più settimane in vetta rispetto al rivale, 66 contro 54, e da due anni vince il premio di tennista preferito dai fan; ma Carlitos, che pure ha due anni meno di lui, gli resta avanti per numero di Slam vinti, 6 contro 4, nel montepremi (60 milioni contro 56), nel bilancio degli scontri diretti (11 a 6). E soprattutto nell’indice di gradimento e nell’ammirazione dei grandi. Quello di Sinner è un tennis che non perdona, il suo un’esperienza solare. Jannik apparentemente se ne infischia, e fa benissimo; il business della simpatia distribuisce dividendi discutibili e volatili, e in fondo si è felici quando si è ospiti del proprio cuore, prima che della benevolenza di mille sconosciuti. Ma il complesso da Vincente Sottovalutato che tarla da sempre i pensieri di Djokovic nei confronti di Federer e Nadal, o di Lendl nei confronti di McEnroe, resta in agguato. … Per questo l’anno che verrà, anzi che è già qui, contiene una sfida in più. Forse la più difficile proprio perché impossibile da racchiudere in un numero o una scadenza. Non solo tentare il Grande Slam, riprendersi il numero 1, conquistare il Roland Garros o ripianare il deficit con Alcaraz. Ma anche stupire il mondo, far cadere la mascella agli antenati, scatenare cori di ammirazione pura, al di là del rispetto o della nazionalità. Dimostrare che dentro Sinner c’è più Sinner di quanto sospettiamo”.
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«Metterei Sinner e Alcaraz sullo stesso piano. Carlos è più brillante, nel gioco e nel modo di proporsi al pubblico. Ma anche Jannik ha grande personalità: è più costante, e sa imporre al gioco una velocità che solo lo spagnolo — oggi — può reggere. Però non darei tutto così scontato. Se il tennis fosse una scienza esatta, non avrei raggiunto quello che ho raggiunto. Le variabili possono essere tante: una giornata storta, un piccolo infortunio. Di sicuro, i loro rivali se vogliono vincere non dovranno sbagliare nulla. Ma vedo altri campioni che possono dire la loro, soprattutto a inizio stagione. Il primo della lista è Djokovic».
JOHN MCENROE intervistato da Massimo Calandri, Repubblica