L’ascesa della seconda squadra di Parigi

I ricconi di Francia passano a due

  Si è aperta l’era della coabitazione, così dice l’Équipe a proposito di PSG e PFC, dove PFC sta per Paris Football Club, la squadra tornata nella serie A francese a distanza di 46 anni dall’ultima volta e destinata a sfruculiare la creatura qatarina di Nasser al-Khelaifi.

Non hanno l’aria di essere passeggeri in transizione. Il proprietario è Antoine Arnault, figlio di Bernard, amministratore delegato di Berluti, presidente di Loro Piana, entrato nel mondo del lusso governato da suo padre una ventina d’anni fa come capo della comunicazione di Louis Vuitton, quando una lista del World Economic Forum inserì il suo nome tra i giovani decisionisti mondiali. 

È la prima volta dopo 35 anni che Parigi avrà due squadre, la prima volta dopo la retrocessione del vecchio Racing. A dieci giorni dall’inizio della Ligue, dice il giornale francese, il derby deve ancora cominciare. La lingua ufficiale parla di “sana competizione”, monsieur NAK ha accolto con favore l’ingresso nel mondo del calcio di un club che possa promuovere bla bla bla.

Le relazioni sono molto amichevoli in superficie. Le proprietà di parlano spesso ma il PSG ha le antenne dritte. “Fin dal suo arrivo, quattordici anni fa, il PSG del Qatar si è impegnato ad allineare il suo approccio commerciale a un’identità parigina. Più in generale alla sua identità suburbana. Non c’è dubbio che non abbia intenzione di cederlo al nuovo concorrente”.

Anche loro hanno stilizzato la Tour Eiffel e l’hanno messa nel marchio, sebbene Arnault sia molto attento a non turbare certi equilibri. Ripete spesso di essere cresciuto da tifoso del PSG e nulla cambia neppure adesso, resta tifoso del PSG – questa è la formula – tranne due volte all’anno. 

In realtà cambia, e cambia pure tanto. Non solo il Paris FC è tra le mani della famiglia più ricca al mondo. Alle spalle soffia pure il vento di Red Bull – che ha preso una quota del club. Il PFC è arrivato per fare la rivoluzione, forse non subito, forse non sarà ancora pronto per ribaltare il tavolo il 4 gennaio e il 16 maggio, i giorni dei primi due derby con il PSG, ma qualcosa significa la scelta di Jurgen Klopp di fare la prima uscita da capo del calcio della Red Bull proprio in quella tribuna.

Il club è partito con un investimento sul mercato da 130 milioni di euro e ha stanziato per gli ingaggi una cifra tra 60 e 70 milioni di euro. Hanno già preso Moses Simon dal Nantes, il giovane giocatore del Reims Nhoa Sangui e il brasiliano Otavio dal Porto. Stanno cercando un portiere, un terzino, un attaccante e un centrocampista. Non possono offrire una maglia del PSG ma possono offrire Parigi. La casa madre potrebbe dirottare in Francia Amadou Haidara del Lipsia, lui ha detto che va bene, per qualche anno potrebbe anche fare questo sacrificio di andare a vivere e lavorare là.

Secondo le informazioni di l’Équipe, un dirigente di LVMH dovrebbe arrivare presto a ricoprire una posizione di vertice in rappresentanza della proprietà. Sono previste anche altre assunzioni nell’area amministrativa e si fa il nome di Marco Neppe, ex direttore del reclutamento al Bayern Monaco, 39 anni. Poterebbe essere il prossimo direttore tecnico. 

A settembre il club conta di annunciare un accordo con le città di Orly, Choisy-le-Roi, Villeneuve-le-Roi e il dipartimento della Val-de-Marne per avviare la costruzione di altre due strutture per l’allenamento.

E la città che dice? – chiederebbe al cronista il bravo caporedattore. La città dice che il tetto dei 7.000 abbonati sta per essere raggiunto. I 2.200 posti VIP previsti in tribuna hanno attirato le prenotazioni di Google, Havas, Groupama, Eiffage e Banque Populaire.

Se presto verranno a prendersi il vostro centravanti, non vi meravigliate. 

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