Lo Slalom del 2 luglio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

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# 3 giorni al Tour de France

 

 

     

►  DOPO L’INTER anche la Juventus è uscita dai Mondiali dei club, battuta per 1-0 negli ottavi di finale dal real Madrid. Il migliore in campo è stato Di Gregorio

◇  Jannik Sinner ha esordito a Wimbledon battendo Luca Nardi nel derby italiano. Lorenzo Musetti ha perso al primo turno come Matteo Berrettini, Sonego e Cobolli avanti, Arnaldi e Zeppieri fuori. Anche Jasmine Paolini al secondo turno, impresa di Elisabetta Cocciaretto contro Jessica Pegula e nuova sorpresa nel tabellone maschile con l’uscita di scena di Zverev. 

◇  Simone Fontecchio ha cambiato squadra in NBA. I Detroit Pistons lo hanno scambiato con il tiratore Duncan Robinson di Miami. 

 

   

La donna sarà davvero uguale all’uomo quando verrà dato un incarico importante a una incompetente

François Giraud

 

 

Le frontiere larghe degli Europei femminili di calcio

La Svizzera è quel posto dove fino alla fine degli anni Sessanta non fu permesso alle donne di organizzare un campionato. Quando finalmente ci riuscirono, la federazione attese fino al 1993 per farlo entrare dentro il perimetro della propria attività ufficiale. Solo tre anni prima il cantone di Appenzell Innerrhoden si era deciso con un certo fastidio a concedere il voto alle donne, ultima provincia svizzera a rassegnarsi. 

La Svizzera è quel posto dove nel 1957 il quotidiano Sport pubblicò un breve editoriale dal titolo Calcio femminile?. Così. Sostantivo, aggettivo, punto interrogativo. Il commentatore era abbastanza furioso per il fatto che a Basilea si stesse giocando un’amichevole tra la Germania e l’Olanda. Questo evento non riguarda il calcio – si leggeva – dovrebbe essere classificato come un’esibizione o uno spettacolo circense

Sport ha chiuso nel 1999 e ventisei anni dopo, a una settantina di distanza dalle quelle parole, eccoci proprio qua – in Svizzera – a giocare gli Europei perché la vita va veloce ha scritto Jonathan Liew sul Guardian con uno slancio d’ottimismo. 

In realtà tutto alle donne pare lentissimo, la loro marcia per il riconoscimento dei diritti e per la cancellazione delle disuguaglianze, le conquiste economiche e democratiche, una parità nelle occasioni di amministrazione e di governo della cosa pubblica e privata. C’erano più donne centoventi anni fa in prima fila nel Quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo che in centodieci alla guida del comitato olimpico italiano, per esempio. 

Ecco perché la cerimonia d’apertura in Svizzera e la prima palla al centro di stasera paiono all’editorialista del Guardian un momento per percepire l’immensa portata del progresso, per rendere omaggio alle innumerevoli donne che hanno lavorato nell’anonimato per renderlo possibile, per ammirare il panorama da quello che il marchio ufficiale UEFA descrive con arguzia come il Vertice delle Emozioni

La Svizzera non è tra le nazioni guida del movimento, eppure senza un Wembley o un Old Trafford, in una nazione con 9 milioni di abitanti, i biglietti venduti hanno già superato quelli di Euro 2022. Ventidue partite su trentuno sono sold-out. Non ce ne potranno essere con in pienone superiore ai 35.689 posti del St. Jakob Park di Basilea, ma si esclude che si possa ripetere la desolazione dei 3.859 spettatori visti a Manchester per Belgio-Islanda. 

Le squadre di base in Svizzera lottano ancora per conquistarsi i loro spazi e l’organizzazione di un grande torneo, la sua rilevante presenza mediatica, può dare nuova linfa dentro settori della società che normalmente sarebbero loro preclusi.

Nonostante tutti i passi avanti compiuti, il calcio al femminile resta uno sport emergente, ancora vicino all’inizio del suo ciclo creativo, con scarso reclutamento e risorse non uniformi. L’esplosione di talenti – riassume Liew sul Guardian – non è stata accompagnata da un corrispondente miglioramento della qualità delle allenatrici o delle idee. Una buona parte del successo in questo torneo sarà definita dalla forma fisica, da sprazzi di qualità individuale, da rapidi cambi di gioco e dalle squadre meglio attrezzate a sfruttare le vibrazioni. Il divario di ricchezza sempre più pesante a livello di club europei potrebbe fungere paradossalmente da livella nel calcio internazionale. Il dominio del Barcellona in Liga è un vantaggio per la nazionale spagnola, ma anche per la polacca Ewa Pajor e la portoghese Kika Nazareth che hanno potuto sviluppare il loro gioco ai vertici di questo sport. Il Galles non sarebbe presente se non esistesse la Super League inglese e ogni squadra di questo torneo ha una giocatrice in grado di cambiare da sola le sorti di una partita.

Il calcio europeo sta ricalibrando peso e sostanza, sta ridisegnando il centro di gravità a discapito degli Stati Uniti, ci sono alcuni indicatori chiari di questo slittamento di segno. Ai Mondiali del 2019, tredici giocatrici australiane giocavano in America, due anni fa il numero era sceso a due. Un terzo della nazionale USA guidata da Hayes alla SheBelieves Cup di quest’anno è stata reclutata nei campionati stranieri. Il campionato di soccer femminile è stata la prima lega statunitense a cancellare il metodo del Draft, così Crystal Dunn e Naomi Girma se ne sono andate al PSG e al Chelsea. 

Una crescita permanente e inesorabile la definisce il Guardian, ma è pure evidente che non ci sono garanzie e che questi Europei arrivano in un momento critico, si manifestano anzi come un’opportunità per prevenire il declino.

Una ricerca di YouGov uscita questa settimana nelle principali nazioni europee indica che meno persone sono interessate al torneo rispetto alla Coppa del Mondo di due anni fa nonostante il fuso orario favorevole. Oltre l’80% degli adulti europei si definisce “non interessato” al calcio femminile. In Inghilterra l’audience televisiva è calata del 35% e tutto ciò – secondo Liew – sottolinea la precarietà della nuova, coraggiosa frontiera del calcio. Quando raggiungerà il suo limite?

Tuttavia, la tesi sostenuta da qualche tempo dalla ricercatrice e scrittrice attivista Pauline Londeix è che il calcio maschile abbia perso i suoi principi più nobili diventando la rappresentazione delle disuguaglianze, mentre il calcio femminile merita uan riscoperta alla luce del suo significato sociale e politico, la sua funzione di catalizzatore del femminismo. 

Con quel tocco di autobiografia senza la quale ormai non si va più da nessuna parte, Sophie Downey sul Guardian ha scritto che quel mese è stato il più vicino alla perfezione che si possa trovare in questo sport. Il calcio, l’atmosfera, il meteo, il risultato. Tutti sembravano travolti dall’ondata di euforia che si intensificava con l’avanzare del torneo. Persino mia nonna, che non si definirebbe certo una tifosa di calcio, era completamente assorbita. Non sarò l’unica ad avere ancora la pelle d’oca pensando a quel giorno a Wembley. Mi vengono ancora le lacrime agli occhi se oso guardare uno qualsiasi dei documentari realizzati sulla vittoria dell’Inghilterra

Solo otto anni fa, ricordava Emma Hayes sempre sul Guardian qualche giorno fa, non esistevano campionati femminili completamente professionistici in Europa, mentre grazie a maggiori investimenti ora ci sono più di 3.000 calciatrici a tempo pieno in tutto il continente

Il sito specializzato L Football parla di edizione pronta a riscrivere la storia sottolineando la novità rappresentata dalle esordienti Polonia e Galles, frutto del nuovo sistema di qualificazione legato alla Women’s Nations League, che ha coinvolto 51 squadre. Un chiaro segnale che il calcio femminile europeo sta crescendo anche nei paesi emergenti.

Poi c’è posto e posto, poi c’è crescita e crescita. 

Giorgio Burreddu su Domani ha scritto che gli ultimi dati del report Figc-Deloitte parlano chiaro: il sistema resta fragile. I ricavi medi per club sono attorno a 1,1 milioni di euro, i costi oltre 4,4 milioni, di cui il 60% destinato agli stipendi. Il 65% delle entrate arriva da sponsorizzazioni, mentre i diritti tv (pure in crescita grazie agli accordi con i network) coprono solo una parte del fabbisogno. C’è insomma ancora tanto da fare. E però la nazionale è un traino. Tanto per i maschi (che rischiano di perdere il treno del terzo mondiale) tanto per le femmine. L’Europeo in Svizzera può mettere le azzurre in una nuova posizione che conta. Farsi vedere, mostrare la faccia di quello che sta funzionando, e anche bene, da anni. Nel frattempo la Serie B femminile è ancora dilettantistica. Le società sono perlopiù controllate dai club maschili, che spesso impongono logiche aziendali e poca autonomia al femminile. Nove squadre di A si dividono tra campi comunali e trasferte logistiche continue: la capienza media è sotto i 4.000 posti (in Inghilterra e Germania ci si aggira intorno a valori medi di 11.700 posti disponibili) e nessun club gioca stabilmente nello stadio dei big.

Nelle città inglesi che hanno ospitato il torneo due anni fa, sono stati contati 34 mila tesseramenti in più, 129 mila ragazzine in più hanno giocato regolarmente nelle scuole, 10 mila e 300 in più a livello agonistico. Dopo la lettera aperta scritta al governo dalle Lionesses, la lettera con cui chiedevano che tutte le ragazze avessero accesso al calcio a scuola, Starmer ha lanciato proprio il mese scorso un nuovo approccio all’attività fisica fra studentesse e studenti. Deloitte ha riferito il mese scorso che i ricavi dei club della Super League femminile sono aumentati del 34%, raggiungendo i 65 milioni di sterline e ogni club per la prima volta ha generato entrate superiori a 1 milione di sterline. Ma ci sono pure club che si sono sfilati dall’avventura, cedendo il ramo d’azienda per finanziare l’attività dei maschi [una manovra che usa il movimento delle donne come un asset per restare in regole con le norme del fair play finanziario – Francesco Caremani, Domani]. L’ultimo è stato l’Aston Villa e qui ne ha scritto il Guardian

Anche negli USA c’è chi si incuriosisce allo stato delle cose di noi europei. ESPN si è concesso il tradizionale alfabeto degli Europei, la storia del torneo in 26 lettere e 26 frammenti, dove si scopre che il gol più bello può essere considerato quello di Angelique Roujas per la Francia contro la Russia nel 1997 [626 spettatori a Karlstad in Svezia] e che la tedesca Tina Theune-Meyer è l’allenatrice di maggior successo con 13 vittorie in 15 partite tra il 1997 e il 2005. Quarant’anni fa è diventata la prima donna in Germania a ottenere la licenza di DfB Fußball-Lehrer. Oggi Sarina Wiegman è l’unica allenatrice ad aver vinto gli Europei con due nazionali [Olanda 2017 e Inghilterra 2022], ma si trova a gestire un clima cbe in patria qualcuno ha considerato tossico, per gli addii improvvisi alla nazionale di tre calciatrici. La sua risposta: i miei metodi non cambieranno mai. Ragioneria finale delle panchine: nove uomini e sette donne commissarie tecniche. 

La BBC ha messo la sua squadra a fare previsioni e anche il Guardian ha affidato alle sue firme una sventagliata di pronostici dai quali si evince che la Spagna continua a essere ben vista nonostante la meningite che ha colpito Aitana Bonmati, il suo Pallone d’oro. Per Tom Garry la finale più logica è contro la Germania, Suzanne Wrack vede invece l’Inghilterra fino in fondo e Jonathan Liew punta sul fatto che sia la Svezia a spingersi fino alla partita per il titolo, e allora sarà una finale deludente, a ritmo medio

Le partite di oggi

    L’Islanda è al suo quinto grande torneo internazionale consecutivo e nell’ultimo anno ha ottenuto una storica vittoria per 3-0 contro la Germania. In squadra c’è un’ondata di nuovi talenti che lascia supporre il passaggio del turno e la qualificazione ai quarti di finale. Grande difesa e lancioni lunghi per scavalcare il centrocampo. L’ala Sveindis Jonsdottir è stata la prima nel suo paese a segnare quattro gol in una sola partita di Champions League [con la maglia del Wolfsburg]. La stella è Glodis Viggosdottir, prima islandese a essere candidata al Pallone d’Oro, migliore difensora centrale. La Finlandia ha cambiato tutto, panchina e metodo di gioco, dopo la mancata qualificazione agli ultimi Mondiali. Arriva agli Europei minata da una serie di infortuni. 

  UNA MAGLIA, UNA DONNA   Linda Sällström  [Finlandia 18]

Una leggenda vivente del calcio femminile finlandese. Con 62 gol è la migliore marcatrice di tutti i tempi. È nota anche per il suo coraggio fuori dal campo dice la guida del Guardian in riferimento alle sue denunce di violazioni dei diritti umani. È stata una delle oltre cento calciatrici professioniste che hanno chiesto alla FIFA con una lettera di rescindere il contratto di sponsorizzazione con la compagnia petrolifera saudita Aramco. «I soldi di Aramco sono soldi sporchi – ha detto – ma voglio sottolineare che le critiche sono rivolte a Saudi Aramco e allo Stato saudita, non ai sauditi»

    La Svizzera è nel pieno di una campagna di ringiovanimento della squadra a cui resiste la trentaduenne capitana Lia Wälti, motore dell’Arsenal. In panchina siede la semileggendaria Pia Sundhage [svedese, capocannoniera dell’edizione 1984], ma stasera la Norvegia assomiglia a un Everest: alla vigilia del torneo la stella Ramona Bachmann si è infortunata al ginocchio sinistro in allenamento. 

La Norvegia è una delle formazioni candidate almeno a un posto in semifinale con una generazione di calciatrici al suo passo d’addio. Se riusciranno a evitare i drammi interni che le hanno afflitte in passato – scrive il Telegraph nella sua guida al torneo – saranno difficili da contenere. In effetti hanno perso sei delle ultime sette partite giocate nel torneo. 

La Norvegia somma tre delle migliori 12 marcatrici della Super League 2024-25: Elisabeth Terland, Guro Reiten e Frida Maanum, oltre alla capocannoniera UEFA di sempre  per club, Ada Hegerberg. Caroline Graham Hansen del Barcellona è stata forse la migliore in stagione con 11 gol e 10 assist in 22 partite. È la calciatrice che tocca più palloni di tutte nell’area di rigore avversaria. 

  UNA MAGLIA, UNA DONNA   Viola Calligaris  [Svizzera 18]

Ha due passaporti, quello svizzero e quello italiano. Il nonno era un tifoso della Juventus e da bambina la riempiva di maglie bianconere. Adesso ne indossa una vera con il suo nome sopra. Ha viaggiato molto e ha giocato con Atlético Madrid, Valencia e PSG. Parla italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese. La sua forza è nel gioco aereo, anche quando scende in attacco. Durante il lockdown in pandemia teneva corsi di fitness domestico per la tv nazionale. 

POST-IT   Nessuno dei tre quotidiani sportivi italiani ha in prima pagina l’inizio degli Europei femminili di calcio.


  

 Che cosa stanno leggendo in Europa

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I temi del giorno

 

Il nuovo pubblico della F1

Secondo la redazione motori di Sky Sport esiste una trattativa in fase avanzata tra Max Verstappen e la Mercedes. L’olandese avrebbe detto sì all’offerta di Toto Wolff, ma una parte del board non ha ancora dato l’ok. Un ritorno di fiamma a dieci anni di distanza: Vista la rivoluzione regolamentare che entrerà in vigore a partire dal 2026, le Frecce d’Argento potrebbero comunque disporre – a prescindere del tandem di piloti – della vettura migliore in griglia dice Sky.

Il Corriere della sera riferisce invece di un sondaggio realizzato dalla Formula 1 insieme con Motorsport sulla mutazione genetica del pubblico. È stato realizzato fra 100 mila persone di 186 Paesi diversi. Su quattro nuovi appassionati tre sono donne, quasi tutte nate fra la metà degli anni 90 e il 2010. Giovanissime che si nutrono di contenuti social, di streaming video, app e serie tv scrive Daniele Sparisci: il 61% si informa quotidianamente, vuole essere coinvolto ed è propenso a spendere. Rispetto al passato c’è un cambio: il 40% segue il pilota preferito piuttosto che il team.

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Le analisi

   

UPenn si piega a Trump: Lia Thomas è cancellata

Se cede Mark Carney che si era fatto eleggere in Canada con una piattaforma di proposte e di valori anti-trumpiane, se anche lui accetta di far cadere la tassa sui giganti USA della tecnologia in cambio del disinteresse del presidente alla smargiassata dell’annessione, perché mai non dovrebbe arrendersi l’Università della Pennsylvania? 

Infatti. È arrivata la marcia indietro. L’università ha accettato di escludere le donne transgender dalle sue squadre sportive femminili per chiudere così la causa federale intentata dal Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti sulla violazione da parte dell’istituto della nuova norma sui diritti delle atlete.

È l’università di Lia Thomas, la nuotatrice transgender diventata il pretesto per una battaglia ideologica, dipinta come l’orco che approfittava di un vantaggio sleale e che anticipava la calata nello sport femminile di schiere di corpi come i suoi, corpi spaventevoli e difformi che avrebbero sbaragliato il campo. 

Su Lia Thomas e sul caso scatenato intorno a lei, Slalom si è messo un po’ a studiare per capire e distinguere il palco dalla realtà [l’archivio si trova qui], insospettito dall’enorme polvere sollevata per dei tempi mediocri e una gara vinta, una, anzi una su tre. L’ultima volta che Lia Thomas ha gareggiato è stato nel 2022. 

Nel quadro dell’accordo, la Penn ha accettato di ripristinare i record precedenti la gara di Lia Thomas e assegnare il titolo alle atlete che hanno perso contro Thomas dice la ESPN, in realtà una. Non ci sono altri titoli NCAA nazionali vinti da Thomas. 

La Penn ha anche accettato di inviare una lettera di scuse personalizzata a ciascuna di queste nuotatrici. Non è chiaro se Thomas sarà privata dei suoi premi e delle onorificenze. L’università ha dovuto accettare di dichiarare che non permetterà agli uomini di competere nei programmi sportivi femminili e che adotterà la definizione di maschile e femminile basate sulla biologia, ha detto il Dipartimento. 

La Segretaria all’Istruzione Linda McMahon l’ha definita una vittoria per le donne e per le ragazze, ringraziando la UPenn per aver rimediato ai danni arrecati in passato. L’indagine del Dipartimento è cominciata a febbraio e si è concluso in aprile con la certezza che la Penn aveva violato il Titolo IX, la legge del 1972 che proibisce la discriminazione sessuale nell’istruzione. Se Penn avesse contestato la sentenza, il dipartimento avrebbe potuto deferire il caso al Dipartimento di Giustizia o intraprendere una procedura di taglio dei finanziamenti federali dell’università. La NCAA si è adeguata, non lo ha fatto la NFSHSA delle high school perché determinare a quali eventi abbia partecipato un’atleta transgender anni dopo sarebbe difficile.

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Dai campi

 

      

Finalmente comincia l’estate

  È un mondiale senza Italia sintetizza in prima pagina QS con l’uscita di scena della Juventus dopo l’eliminazione dell’Inter. Ma sono state due partite diverse, come riconosce Tuttosport che ha titolato: Juve, su la testa perché Tudor può ripartire con fiducia. La sconfitta dell’Inter contro o Fluminense ha invece prodotto uno sconquasso che la metà bastava. Lautaro ha lanciato un trac dentro lo spogliatoio dicendo che chi vuole restare resta e chi se ne vuole andare quella è la porta. Marotta è corso a mettere le mani sulla falla da cui veniva fuori l’acqua dicendo che il riferimento era alla situazione di Calhanoglu, tentato dall’idea di tornare in Turchia. Deve aver ragionato che era preferibile mettere sulla pubblica piazza il nome di uno che va via, anziché lasciare che l’accusa restasse nel mucchio, certamente riferita a qualcun altro. 

Ma Calhanoglu si è risentito, e prima di lui sua moglie. Hanno risposto. Chi scrolla i social s’è accorto che Thuram ha messo un pollice in alto sui social e come riassume Tuttosport in prima pagina quel like è il segno che in casa Inter volano gli stracci. Mai che decolli una pezzuola, uno strofinaccio, una mappina. 

La formula deve essere imparabile. Si trova dal Manzanarre al Reno, volano stracci anche su Il Giornale, La Stampa, il Resto del Carlino con il Giorno e La Nazione, il Giornale di Sicilia, la Gazzetta di Modena e di Reggio, la Nuova Ferrara e il Corriere della sera.

Tuttavia a Milano la città è matura, quando succedono certe cose tende a conservare una visione rosea delle cose, così la Gazzetta parla di strappo Inter, come quelle salitelle del Giro d’Italia su cui Adriano De Zan vedeva scatti e controscatti, una rampa che sulla cartina non è segnalata manco come GP della Montagna. Eduardo faceva dire al personaggio di Peppino Girella che è cosa ‘e niente [il memorabile  monologo si trova qui]. 

L’Inter si è rotta dice Repubblica, Maurizio Crosetti parla di meteorite che ha incenerito i dinosauri. Paolo Tomaselli sul Corriere della sera usa i termini polveriera e Lautarocrazia per un quadro opaco al quale non sembra far parte Cristian Chivu, che ha usato queste tre settimane per rigenerare la squadra nel corpo e nello spirito, ma lunedì sera aveva l’aria di qualcuno finito dentro a un temporale estivo senza l’abbigliamento adatto.

Fatto sta che la vita continua anche senza di noi: questo è Vasco oppure Shakespeare [For the rain it raineth wery day, la pioggia cade ogni giorno – Feste, La dodicesima notte]. Così il Corriere dello sport-stadio stampa in prima la solenne verità che Voi Mondiale noi Ibiza, dove noi sta per i calciatori delle italiane finalmente tutti in vacanza proprio in coincidenza della scadenza sindacale del 1° luglio e voi sta per altre cinque squadre europee, due brasiliane, una saudita. Tra le cinque europee spiccano due tedesche, cioè quella Bundesliga che non aveva portato nemmeno una squadra in semifinale di Coppa, dalla Champions alla Conference. Così vanno le cose, ho scritto calcio sulla sabbia. E fra sei giorni si ricomincia con i turni preliminari dei tornei in Europa. 

 |   Nella sua analisi per il Corriere della sera, Paolo Condò parla di un mese che ci ha inchiodato ai nostri limiti, ma che almeno si chiude con una sconfitta dignitosa. Tudor e la Juve – scrive – rientrano in Italia consapevoli che il loro giovane numero 10 merita il contratto importante che firmerà all’atterraggio, perché Yildiz possiede strappi rari nei quali salta avversari come birilli, ed è lecito attendersi che crescendo li moltiplichi. Dando per imminente il rientro di un difensore decisivo come Bremer, la Juve ha un tronco sul quale costruire: anche ieri le parate di Di Gregorio sono state molte e convincenti. L’ultimo mistero da chiarire resta Koopmeiners, amletico anche in America. Ma c’è una strada tracciata con maggiore chiarezza rispetto al passato, e questo porterà frutti.

Il gol decisivo è stato segnato da Gonzalo Garcia, una discreta notorietà già acquisita come pronipote di Rita Hayworth. Titolo suggerito: Seduzione, oppure Fascino, o anche La fiesta

 |   Se esce Yildiz non c’è storia, dice Repubblica, ed Emanuele Gamba riconosce che laJuve stavolta non ha avuto soggezione e ne ha anzi messa al Real, che forse non sospettava un avversario così disinvolto e per niente impaurito al pensiero di farsi prendere a schiaffi da un altro gigante.


 

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I protocolli per la sicurezza e per il caldo

Trentadue anni dopo l’accoltellamento di Monica Seles, si può ancora andare a giocare una partita di tennis senza sentirsi al sicuro. Gli anni passano, gli stalker evolvono, le tecniche si fanno più raffinate come ha sperimentato Emma Raducanu a Dubai. All’uomo che nel mese di febbraio l’aveva perseguitata è stato impedito di acquistare i biglietti per il torneo di Wimbledon.

Ma non si sente al sicuro neppure Yulia Putintseva, numero 33 del mondo. Lunedì ha confessato la sua preoccupazione all’arbitro per la presenza di uno spettatore descritto come pazzo e pericoloso. Ha chiesto che fosse espulso. «Portatelo fuori, perché forse ha un coltello e dopo mi attaccherà, che ne posso sapere» ha detto durante la partita contro Amanda Anisimova. 

La direttrice operativa di Wimbledon, la signora Michelle Dite, ha ieri ha detto che quando le giocatrici hanno delle preoccupazioni, fanno bene a manifestarle. «Preferiamo essere informati. Il giudice di sedia ha avuto un’ottima reazione» aggiungendo però che non si è trattato di un episodio di stalking. I portavoce del torneo non hanno voluto rivelare neppure se lo spettatore sia stato alla fine espulso dal circolo. Si sa che la sicurezza era presente nell’area e che la questione è stata risolta. Dite ha detto che «sono stati seguiti i protocolli»

Esistono protocolli anche per il meteo. Una volta maltempo era sinonimo di nubifragi e piogge, oggi maltempo può essere anche una giornata cha scavalla i 90 gradi Fahrenheit. Ieri mattina c’erano oltre 10.000 spettatori in coda sotto il sole e dentro lo stadio sono stati in tutto 42.756, rispetto ai 40.514 dell’anno scorso. Alcuni hanno manifestato contro Barclays, partner bancario del torneo, a causa dei suoi legami con la guerra di Israele contro Gaza. Gli spettatori sono stati invitati a idratarsi, una donna è collassata mentre assisteva a una partita, altri sono stati soccorsi con del ghiaccio. Lo stesso Carlos Alcaraz contro Fognini ha interrotto il gioco per porgere una bottiglia d’acqua a uno spettatore in difficoltà. 

Sono stati attrezzati 100 punti di distribuzione dell’acqua e l’allerta meteo viene annunciata anche sui maxi schermi. I centri di primo soccorso accolgono persone in preda a qualche malore e nel caso c’è sempre un’ambulanza pronta a partire per l’ospedale più vicino. 

La demografia a Wimbledon – scrive il Guardian – è sbilanciata. Gli anziani sono soggetti più facilmente a colpi di calore e i tifosi sono costretti a essere creativi

Il signor George, 65 anni, racconta che lui non va a comprare cibo e bibite per non fare file. Ogni tanto casomai si rifugia in qualche shop con l’aria condizionata. Un suo amico è andato a prendersi della crema solare e gli ha mandato un WhatsApp per dirgli che non si sarebbe più mosso di lì. 

Cosa c’è di più raro di un biglietto per il Campo Centrale? Il ghiaccio, a quanto pare. Quest’anno, un impacco è oro colato, a giocatori e giocatrici è stato concesso il lusso di usarlo durante le pause delle partite, tifosi e staff non sono altrettanto fortunati

Wimbledon sta invece applicando quello che chiamano il protocollo Beau Geste per i raccattapalle che indossano cappellini con copricollo in stile Legione Straniera francese, simili a quelli usati nel romanzo e nel film. Sotto il peso emotivo di tale clima, ci sono giocatrici che stanno respingendo il dibattito sul prolungamento a cinque set anche dei match femminili, mentre si fa ironia sul fatto che i britannici siano avanzati al secondo turno in massa, dieci in tutto. L’americano Tommy Paul dice che sono favoriti perché sono abituati a dormire senza aria condizionata, lui no. Nella sua stanza a Wimbledon non c’è. 

 

▥   Sembra la Rivoluzione francese. È arrivata la ExGen

Per la prima volta dall’inizio dell’era Open, otto delle prime 10 teste di serie maschili e femminili hanno perso alla partita d’esordio: Tra le donne sono rotolate quelle di Coco Gauff [2], Jessica Pegula [3], Qinwen Zheng [5]  e Paula Badosa [9]. La campionessa in carica del singolare femminile del Roland-Garros ha perso al primo turno di Wimbledon per la terza volta nell’era Open. Prima che a Gauff contro Yastremska era successo a Justine Henin nel 2005 contro Daniilidou, a Francesca Schiavone nel 2010 contro Dushevina. 

Per la seconda volta dal 2001 sono invece cadute 13 delle 32 teste di serie maschili. La lista: Zverev [3], Musetti [7],  Rune [8], Medvedev [9],  Cerundolo [16],  Humbert [18],  Popyrin [20],  Tsitsipas [24],  Shapovalov [27], Bublik [28], Michelsen [30], Griekspoor [31], Berrettini [32].

Non sfuggirà che nell’elenco ci sono in pratica tutti i tennisti che per anni hanno atteso si facessero da parte i Tre Re Maghi per prendersi qualcosa, i vari Zverev Medvedev Tsitsipas e Shapovalov. Erano la NextGen, adesso hanno perso due lettere e sono diventati la ExGen.

  Piovono ace

Che razza di partita è stata quella fra Taylor Fritz e Giovanni Mpetshi Perricard. È durata cinque set e il francese l’ha protratta così a lungo quasi solo grazie al servizio, senza aver mai avuto una palla break in tutta la partita. Ha perso alla fine 6-4. È stato un duello tra grandi battitori con 66 ace complessivi: 37-29 per Mpetshi Perricard. Uno dei suoi servizi è planato sull’erba alla velocità di 246 km/h, il servizio più veloce di sempre a Wimbledon, almeno da quando esistono gli autovelox. Taylor Dent una volta si era fermato a 238. 

Giovanni ne ha tirato anche un secondo a 235 e ha previsto che in futuro si possa arrivare a 260  o 270. Così potremmo forse avere qualcuno, qualcosa, che vada più veloce di Marc Marquez. Sean Ingle sul Guardian confessa di essere rimasto sotto alla botta impressionato. Il servizio di Mpetshi Perricard ha suscitato un’emozione simile a quella suscitata dai vulcanici montanti di Mike Tyson, da Jonah Lomu che travolge gli avversari e da Usain Bolt che distrugge il record del mondo dei 100 metri rallentando sulla linea del traguardo. È stato davvero speciale.

L’altro dato sensazionale è che Taylor Fritz ha segnato 66 vincenti, Giovanni Mpetshi Perricard 86 ma Taylor Fritz ha messo in campo l’85% delle prime di servizio. Così alla fine si è sentito in diritto di dare un consiglio al francese. Gli ha detto, scusa Giova’, ma perché tiri così forte? Se puoi scaraventare la pallina dall’altra parte a 246 km/h, allora puoi farlo anche a 220. Senti a me, a 220 ti conviene di più. Così magari abbassi pure il numero degli errori gratuiti. Sono stati 63 per il francese. Per Fritz invece soltanto 15. Non ci sono statistiche in giro sul numero di tiri registrato nello scambio più lungo della partita. 

▥   Le palle break di Djokovic

Palle break ne ha conquistate in quantità industriale Novak Djokovic. Sono state 27 contro Muller, solo una in meno del suo massimo in carriera: contro Karatsev a Belgrado nel 2021. Ha vinto la sua 74esima partita consecutiva al primo turno di uno Slam, nove in più di Roger Federer e 18 in più di Chris Evert. Muller ha vinto un set mettendo a segno più punti in risposta nel tie-break [4] che in tutti gli altri game messi assieme. Uno dei casi più estremi di questo tipo si è verificato durante il primo set tra Tommy Haas e Roger Federer al Roland-Garros 2009: il tedesco non aveva vinto nemmeno un punto in risposta nei 6 game di servizio di Federer [0 su 24]. Ma alla fine vinse il set al tie-break [7-4] facendo i primi due punti sul servizio dello svizzero. Questa e altre voci sono di Jeu, Set et Maths – di cui Slalom ha parlato ieri. 

▥   Parla più forte

Come se la stanno cavando i giudici di linea elettronici? Bene, ci mancherebbe altro. Non possono sbagliare, il loro occhio è infallibile. Ma i sensi sono cinque e non si risolve ogni cosa con la vista. Alcuni giocatori dicono che le chiamate sono flebili, la voce che dice out non si sente bene. Lo scrive la BBC. Sull’olfatto niente da dire. 

Jannik Sinner ha confermato la sua imbattibilità contro altri tennisti italiani. Ha battuto Luca Nardi in tre set, 6-0 al terzo, quindicesima vittoria in 15 confronti diretti. Implacabile come lui contro dei connazionali sono stati nei primi 15 confronti diretti solo Bob Hewitt fra gli australiani e Guillermo Vilas fra gli argentini. Ora Sinner è il primo giocatore in assoluto nato dopo il 2000 ad aver vinto 75 partite di singolare maschile in tornei del Grande Slam.

 

Elisabetta Cocciaretto è stata invece la prima italiana a battere una delle prime tre teste di serie nel singolare femminile di uno Slam dai tempi dello US Open 2015, quello in cui Flavia Pennetta fece fuori Simona Halep e Roberta Vinci batté Serena Williams in semifinale. 

CARRELLATA   Il Corriere della sera dedica una pagina a Fognini & Pennettal’amore, i figli, le emozioni. Lei, talent per Sky, ha raccontato su Insider di aver detto al marito le parole che avrebbe voluto qualcuno avesse usato con lei, che questo cioè è il momento giusto per smettere, anche se poi alla fine Fognini farà di testa sua. 

 

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Oggi

 


     

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Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30. 

Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link 

Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico. 

           

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