Come sarà il Real Madrid di Xabi Alonso

Come sarà il Real Madrid di Xabi Alonso

  Oggi è il giorno del primo Cherki con la maglia del Manchester City e del primo Real Madrid di Xabi Alonso. L’Èquipe parla di ultima chance per Mbappé di vincere qualcosa in Spagna nella prima stagione, sempre che questa finestra sia l’appendice della prima stagione e non il prologo della seconda. Anche il Real ha la sua discontinuità in panchina. La figura di Xabi Alonso spicca sulla prima pagina di Marca, il giornale lo invita a mangiarsi il mondo. il battesimo del fuoco, lo definisce L’Equipe, così, in generale, non tanto per la prima partita di stasera contro l’Al-Hilal. 

Xabi Alonso vuol dire madridismo, dicono dal Guardian, e lo dice quel campione di Jonathan Liew, scrivendo che il suo ritorno alla Casa Blanca coincide con il recupero di una postura tossica in un club arrabbiato, caotico e senza punti di riferimento. Dice che Liew che prima Ancelotti, poi Zidane, e di nuovo Ancelotti hanno imposto una specie di archetipo sulla panchina del Madrid, la percezione – se non sempre la realtà – che il compito sia in definitiva quello di fare il meno possibile. Che la funzione essenziale dell’allenatore sia quella di imporre non la dottrina, ma l’ordine. Di certo sono stati gli allenatori con le idee più dogmatiche su come giocare – mi viene in mente Rafa Benítez – ad aver spesso avuto meno successo. Il Real Madrid è un club strutturalmente resistente alle influenze esterne, a qualsiasi credo che sia più complesso del semplice essere il Real Madrid, in attesa che l’arco dell’universo intero si pieghi verso di loro e vedere come va a finire.

  Alonso non è Ancelotti e non è Zidane. È fatto di un’altra pasta, per tono e temperamento. Non è un allenatore passivo. Non è un supervisore. Ha idee di gioco definite, unite alla reputazione, al curriculum e al dovere di cambiare le cose. Altri aspetti dell’approccio di Alonso si riveleranno solo col tempo. Da ex giocatore e amico di Pérez, sarà ben consapevole delle correnti politiche in gioco a Madrid. Ma la conoscenza è solo metà dell’opera. Negli ultimi mesi il Madrid è apparso sempre più angosciato e arrabbiato, fra teorie cospirazionistiche vaghe e minacce velate. L’impressione è quella di un club slegato da se stesso. La grande anomalia di Xabi Alonso durante questa stagione è aver permesso che circolasse presto la voce della sua partenza dal Bayer Leverkusen, così la sua squadra ha iniziato a perdere la concentrazione. Beh, al Real Madrid tutto è rumore, tutto è destabilizzazione. Cosa succede quando un allenatore interventista adotta una cultura del laissez-faire? Cosa succede quando un devoto dei piccoli dettagli si assume l’incarico più disordinato e caotico del calcio? Cosa succede quando un allenatore con idee e valori si assume la responsabilità di una società senza idee e valori?.

Essendo Slalom il posto meno adatto dove trovare le risposte, stasera ci guardiamo la partita. E magari pure le prossime. 

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