Abbes Mouhiidine ha perso la finale dei Mondiali dilettanti con un verdetto contestato, 3-2 per Gamzatovic Gadzhimagomedov. Un verdetto andato a revisione e stamattina assai discusso. Sul suo blog Storie di Boxe, Dario Torromeo scrive: “Ancora una volta. Ancora una volta. Ancora una volta. Il rap del pugilato usa sempre le stesse parole, proprio come i giudici che continuano a stilare improbabili cartellini. Gamzatovic Gadzhimagomedov è un uomo fortunato. Ha potuto godere anche di una giornata di riposo in più, dopo la semifinale dura e dispendiosa contro l’uzbeko Lazibek Mullajonov. Oro a un russo, in uno sport che ha al comando un russo e vive sui soldi di uno sponsor russo. Il match ha onorato la boxe per esclusivo merito di Aziz Abbes Moudhiine. Tutte le volte che è riuscito a boxare in velocità, ha evidenziato la differenza di valori. Colpi dritti, precisi, accompagnati da qualche gancio tirato per dare maggiore concretezza al concetto. L’altro ha praticato un pugilato brutto esteticamente e privo di risultati eclatanti. L’IBA si affida da tempo a un gruppo di ufficiali di gara con poca esperienza. Con poca competenza, aggiungo io. Ne vengono fuori verdetti imbarazzanti. Aziz Abbes Mouhiidine aveva vinto, meritava l’oro e i 200.000 dollari del premio. Appuntamento al prossimo torneo IBA, nella speranza che il CIO non faccia mai marcia indietro e continui a tenerli a debita distanza dalle Olimpiadi. Sempre che la boxe, ai Giochi, continui ad esserci”.
Flavio D’Ambrosi, presidente della federazione parla di vergogna. Federico Militello su Oa Sport dice che parliamo di uno sport che ha perso (da tempo) anche il minimo barlume di credibilità. Oggi è stato eletto campione del mondo un pugile che tutti, giudici compresi, sanno non essere il migliore. Gli addetti ai lavori sono consapevoli di come Mouhiidine non solo sia il migliore tra i pesi massimi, ma probabilmente va considerato il n.1 in assoluto pound for pound a livello dilettantistico. Ha un talento straordinario, a cui ha abbinato negli anni una forza fisica importante. Insomma, ha tutto per spiccare il volo tra i professionisti, ovvero laddove quasi sempre i risultati rispecchiano i reali valori del ring (poi può capitare anche lì il verdetto discusso, ma è l’eccezione, non la regola). Nella farsa (non possiamo chiamarla in altro modo) contro Gadzhimagomedov, Aziz ha dimostrato la sua superiorità: il mondo intero ha assistito ad uno scempio inaccettabile e persino il pubblico locale ha fischiato sonoramente lo sconcertante verdetto dei giudici”