Piccola guida ai Mondiali femminili di pallamano

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Oggi

 

I Mondiali femminili di pallamano

Sono cominciati ieri e su Slalom niente. Imperdonabile. In effetti. Ecco. Ieri mattina. Come dirlo. La sveglia non è suonata. Cioè. È suonata. Però. Insomma ci siamo capiti. Così c’erano un mucchio di appunti che sono rimasti informi sotto il peso del fuoco olimpico e della Champions. I Mondiali femminili di pallamano sono quel posto dove il mondo in realtà passa di rado. Ventiquattro edizioni su ventisei sono state vinte dall’Europa. Solo la pallanuoto maschile e la pallamano maschile sono più eurocentrici. Le due eccezioni sono state la Corea del sud 1995 e il Brasile 2013.  In 68 anni di torneo c’è solo un’altra medaglia uscita dal nostro continente, un bronzo andato ancora alle coreane nel 2003. E basta. 

Europa, poi. Europa significa sostanzialmente la Scandinavia più un asse Francia-Spagna. La Russia è fuori per i noti motivi, l’Olanda ha avuto una fiammata di grandezza fra il 2015 e il 2019, la Germania non vince da 32 anni. Proprio Olanda e Germania sono i paesi che organizzano, si gioca in cinque città, finale a Rotterdam il 14 dicembre. Fra le 32 partecipanti ci sono tre debuttanti: l’Egitto, la Svizzera e le Isole Faroe. 

    Pensare le Faroe ai Mondiali ai dieci anni fa sarebbe stata una follia, come dice Bjarta Osberg Johansen, pivot. Lei c’era già nel 2012 e non si capacita, ancora è incredula ora che viene fermata nei centri commerciali e le chiedono un autografo. Johansen lavora a tempo pieno [40 ore a settimana] come ricercatrice presso la Faroe Islands Environmental Agency, l’agenzia ambientale nazionale. È un impiego civile e scientifico che affianca alla carriera sportiva — completamente non professionistica sulla carta — ma si allena quattro volte a settimana, fa pesi tre volte e gioca nel weekend. Rispetto ai tempi delle pioniere di mezzo secolo fa, oggi alle Faroe ci sono più club, più allenamenti indoor, più strutture, giocatrici che vanno all’estero. L’esordio contro il Montenegro ieri sera è finito 27-37 con 200 tifosi venuti da lontano. Jana Mittun è stata votata come migliore giocatrice nonostante la sconfitta: le Faroe sono andate a sbattere contro le 17 parate di Armelle Attingre. 

▥   Nelle altre partite vittorie della Germania sull’Islanda [7 gol di Alina Grijseels], della Serbia sull’Uruguay [8 parate di Agustina Modernell], della Spagna sul Paraguay. 

▥   Oh, chi bazzica Slalom da tempo, sa già dove andremo a finire. Grace Zaadi-Deuna. Lei. Dai, come sarebbe chi è Grace Zaadi-Deuna? L’innamoramento dei Giochi di Tokyo. Ecco. Si è fatta male. Uff. È infortunata alla coscia sinistra e non partirà con la Francia. E però. Il ct Gardillou spera di recuperarla strada facendo. «Se l’avremo, sarà un raggio di sole per noi». Per sostituirla numericamente è stata convocata Fatou Karamoko, 19 anni. Ma il regolamento consente di cambiare fino a 5 delle convocate iniziali durante il torneo. Mancano anche Laura Flippes, in maternità, e la portiera Laura Glauser, operata ieri a un’ernia discale cervicale comparsa dopo un crac alla nuca durante una partita con il Ferencváros a metà ottobre. Ha provato con otto settimane di riposo, fisioterapia e un’infiltrazione, solo che no, non ha funzionato. Resterà fuori almeno tre mesi. La Francia debutta venerdì.

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