Il Kairat si è goduto a lungo la prima partita di Champions nel suo stadio, e per giunta con il Real Madrid. C’era la brace intorno al campo e molte faville le ha fatte finanche la squadra. Il numero e Damir Kasabulat farebbe comodo a una decina di squadre della serie A italiana, forse anche dodici, forse anche quindici. Ma le due scintille più calde del Kairat sono state spente entrambe da un signore di anni 33, così precoce nei suoi successi da sembrare che ne abbia dieci in più. Thibaut Courtois ha raggelato la prima incursione dei kazaki dopo una decina di secondi, ma soprattutto al minuto 52 è uscito con i piedi per arginare un’azione che ambiva al gol dell’1-1. Quel rilancio lungo è diventato un assist. Courtois ha innescato la corsa di Mbappé verso la porta e solo due tocchi di palla dopo uno scavetto è diventato il colpo del 2-0. Fine della brace. I gol sono diventati cinque e adesso si parla della manita più a est nella storia della Champions.
Anche Stanek dello Slavia Praga ha segnato un assist, solo che l’ha fatto per Lautaro. Chissà che cosa gli passava per i piedi in quel momento. Ha lisciato uno spitoffio e ha messo il pallone davanti alle suole di Lautaro Martinez, per giunta con la porta spalancata. Non lo avrebbero sbagliato né Egidio Calloni né Stefano Chiodi. Una Pavona bell’e buona, dove la Pavona è la Papera dei nostri tempi, un errore cioè che fa la ruota, un errore ornamentale e piumato, sfarzoso e vanesio.
Il Corriere della sera si è fatto prendere dal morbo de L’Equipe e al portiere ceco ha dato 3 in pagella. Insieme alla Pavona di Stanek, l’Inter ha segnato gli altri due gol da dentro l’area piccola. Qualcosa significa. Paolo Tomaselli ha scritto che “se fosse un po’ meno leziosa, la squadra di Chivu segnerebbe di più contro un avversario che in A farebbe fatica a salvarsi”.
Da Pulisic a Pasalic ci vuole un attimo. Sono i giorni in cui avere un c alla fine del cognome, nel calcio italiano aiuta. Se n’è giovato Juric – che poco prima del gol-rimonta aveva pure raccolto un pareggio da Samardzic. Così per l’Atalanta tutto è bene quel che finisce benec. Pierfrancesco Archetti sulla Gazzetta ha visto Pasalic “in versione maxi soprattutto quando la partita diventa più imprevedibile, quando stanchezza e disattenzioni anche tattiche possono diventare decisive”.
Alla seconda partita piena di pasticci, il sospetto è che l’Ajax sia una scatola vuota che porta solo lo stesso nome di un gioiello del passato. Una scatola calpestata da un Marsiglia che Eurosport France vede perfettamente padrone del De Zerbi-ball e che L’Equipe definisce esaltato da “una doppietta supersonica e un assist per Aubameyang nella serata di gala di Paixao, il nuovo acquisto estivo che ha finalmente messo in mostra il suo talento”. Una vittoria che ha prodotto al Velodrome “una felicità senza sfumature”.
“La Baviera balla il sirtaki su un gamba sola” titola la Suddeutsche Zeitung aggiungendo che Olise “cammina come sulle spiagge di Cipro” e che Kane “brilla sia come numero 10 sia come numero 9”.