L’esordio al Giro d’Italia
Come fu che Gianni Mura diventò un suiveur, lo raccontò lui stesso in un pezzo per il Venerdì alla vigilia di un Giro d’Italia. Aveva vent’anni, era arrivato in redazione alla Gazzetta dello sport da cinque mesi, compilava regolarmente trafiletti sul girone A della serie C e un paio di volte lo avevano mandato a siglare un paio di piccole interviste volanti a dei calciatori del Milan. Alla Coppa Bernocchi nel mese di aprile aveva fatto una prova intervistando Cribiori a fine corsa. Funzionò. Così alla Gazzetta pensarono di aggiungerlo alla squadra al seguito del Giro d’Italia del ‘65. La corsa partiva da San Marino e stava cambiando pure la strada di Gianni Mura. Il 15 maggio del 65 – oggi sono sessant’anni – firmò il suo primo pezzo per esteso, nome e cognome, non più con la sigla [gi.mu].
Slalom da oggi vi ripropone giorno per giorno il primo Giro d’Italia del giovane Mura. Un Giro d’Italia dove con la maglia della Salvarani debuttava tra i professionisti pure un 23enne bergamasco, un certo Felice Gimondi.
“Orgia cromatica a San Marino e cumulo d’interrogativi: chi vincerà il 48° Giro d’Italia? Sentiamo Baffi, che del Giro è un veterano: questo è il dodicesimo che corre e di esperienza ne ha da vendere.
Il pronostico?
– Dancelli o Zandegù per la tappa di domani; Zilioli o Balmamion per il Giro.
– E Venturelli? – chiede uno.
– Il Romeo ha la febbre – risponde subito un altro.
– Sì, la febbre in testa – brontola il Pierino, che in questi ultimi tempi gli ha fatto da amorosa balia.
Chiediamo a Baffi: – Chi degli esordienti vede meglio piazzato al termine?
– Gimondi. È il più continuo. E serve molto essere continui in un Giro come questo. Per me la media finale non supererà i trentatré, e vedrete se non ho ragione”.
Dopo altri pareri in gruppo, nella parte finale del pezzo alla vigilia della partenza, il giovane Mura racconta il mondo intorno alla corsa.
“C’è un prete che sta scattando fotografie.
– Lei è tifoso, reverendo?
– No – sorride – proprio tifoso no. Mi piace il ciclismo, ecco.
– Ha un pronostico da fare sul possibile vincitore finale?
– Bisogna vedere come si imposterà la corsa …
– I nomi che girano sono i soliti, Zilioli, Adorni, Balmamion, De Rosso …
– Venturelli …
– Allora lei è tifoso di Venturelli?
– Nooo, ma potrebbe vincere anche lui, non crede? Bisogna vedere come si imposta la corsa.
Chiediamo a una guardia della Repubblica: segue solo il calcio.
– Però – aggiunge – se vuol parlare con l’Orlando e il Mami, loro di sport discutono tutto il giorno.
L’Orlando e il Mami sono due simpaticoni che solo a vederli vien voglia di giocarci a tressette con una bella bottiglia di Sangiovese davanti. Il favorito per domani è Taccone, per il Giro Zilioli.
– Sa – spiega il Mami -, a me piacerebbe proprio che Taccone vincesse anche il Giro.
– E perché?
– Appena l’ho visto correre mi è piaciuto, è uno che ci dà dentro, uno dei nostri. È abruzzese, è vero, ma il carattere è da romagnolo purosangue.
– Lei è di Milano? – interviene l’Orlando.
– Sì – rispondiamo.
– Allora è interista.
– Perché?
– Be’, se è di Milano …
– Chi vincerà il Giro, secondo lei?
– Sa, io sono del Bologna. Brucia ancora?
Era logico scivolare sul calcio. San Marino non ha mai avuto un valido ciclista, mentre per il calcio la Serenissima di San Marino è praticamente con un piede in Serle D. Ci hanno pregato di scriverlo: ha segnato 58 gol e ne ha subiti 9. Fatto”