Euro 2024, Wimbledon, il Tour | Cosa vedere, cosa leggere, cosa succede | LIVE

 

 

           COSA LEGGERE, COSA SAPERE

  • Le elezioni in Francia e lo sport. Dopo l’appello gauchista di Thuram e quello macronista di Mbappé, è arrivato il giorno del giudizio delle urne. Con il Tour de France passato dal viallaggio di De Gaulle e con Vikash Dhorasoo che dice di avere un dovere: fermare il Rassemblement National di Marine Le Pen. [QUI] – La tappa della fiaccola olimpica si chiude invece nella Cosmetic Valley 
  • RUOTE   La giornata dei motori è cominciata con tre britannici nelle prime tre posizioni sulla griglia della Formula 1 ed è finita con il 39enne Lewis Hamilton di nuovo primo al traguardo dopo quasi tre anni. In MotoGP il 100esimo GP della carriera di Quartararo si è tenuto senza festeggiamenti. Per lui no, per Bagnaia sì  [QUI Le ruote senza motori se ne sono andate a spasso nella polvere delle strade bianche di Troyes, il luogo delle andouillettes care a Maigret [QUI
  • EURO 2024  Caspita sono quasi finiti. La Spagna è arrivata alla quarta semifinale nelle ultime cinque edizioni, per la Francia è solo la seconda volta negli ultimi 20 anni. La stessa Olanda non arrivava così lontano dal 2004, per l’Inghilterra si tratta della seconda di fila dopo un’attesa che era durata dal 1996. Sono sfumate in un solo pomeriggio la seconda semifinale nella storia della Turchia [l’altra è del 2008] e la prima in assoluto della Svizzera I segreti dei rigoristi svizzeri sulla borraccia del portiere inglese Pickford [QUI]
  • PALAZZETTI E DINTORNI L’Italia del basket è fuori dai Giochi ma non c’è stupirsi: è un movimento da Prima Repubblica [QUI] Doncic non andrà alle Olimpiadi, Antetokounmpo sì, per la prima volta [QUI]
  • VITE OLIMPICHE   Mancano 19 giorni alle Olimpiadi e sulla pista della Diamond League di Parigi ci sono stati due primati del mondo: quello dei 1.500 femminili di Kipyegon  e quello del salto in alto che resisteva dal 1987. Yaroslava Mahuchikh ha saltato 2,10. Molte ombre dalle canottiere azzurre in gara: Lorenzo Simonelli, Zayab Dosso e Filippo Tortu [QUI]
  • AMERICHE.  I primi canestri di Bronny James con la maglia dei Lakers. Com’è andato? Mmm, così così, ma lo sapevano tutti  Storia della prima donna su una panchina della NHL – Il mangiatore più famelico di hot dog è stato escluso dalla gara tra mangiatori di hot dog [QUI
  • WIMBLEDON.  Jannik Sinner e Jasmine Paolini ai quarti di finale. Aspettando domani Lorenzo Musetti. La morte di Vic Seixas, il giocatore che con i soldi vinti a Wimbledon poté comprarsi a malapena un maglione [QUI
  •  La guida allo sport in tv, gli orari e i canali delle dirette.
  • Le prime pagine dei giornali sportivi di tutta Europa di stamattina

 

DOMENICA 7 LUGLIO 2024

#19 GIORNI ALLE OLIMPIADI

 

IN CIMA AI PENSIERI

LO SPORT CHE GIRA INTORNO ALLE ELEZIONI IN FRANCIA

Bisognava vederlo passare, il Tour, per la prima volta nel villaggio del generale de Gaulle, Colombey-les-Deux-Eglises, nell’Alta Marna. Bisognava vederlo passare, una scheggia di Francia in movimento in un paese immobile, in attesa di elezioni che possono consegnarlo all’ingovernabilità oppure all’estrema destra, due aghi su una stessa bilancia dello scontento. Succede a meno di 20 giorni dalle Olimpiadi. Se Le Pen, Bardella e le destre non sfondano, andremo alla cerimonia d’apertura senza sussulti, in un paese spaccato in due, dove la moderazione di Macron ha fallito il suo mandato.

Se l’onda nera si sarà presa la maggioranza dei seggi all’Assemblea, possiamo aspettarci una sua zampata sui Giochi, un’unghiata anche solo dimostrativa, come accennò qualche settimana fa Aleksandar Nikolic, membro del consiglio nazionale del Rassemblement National, neo-deputato europeo, una sorta di responsabile dello sport, candidato in pectore alla carica di futuro ministro. «Non ci saranno sconvolgimenti divisivi che potrebbero danneggiare i Giochi. Se poi certe cose potranno essere ulteriormente migliorate, lo faremo». Tipo rimpiazzare Aya Nakamura come interprete dei pezzi di Edith Piaf alla cerimonia, magari con Céline Dion oppure con Slimane perché «offrirebbe una rappresentazione migliore della Francia, dopo la sua grande prestazione all’Eurovision». 

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IL TOUR DE FLAMME

La domenica del sacro fuoco di Olimpia è iniziata da Dreux, al crocevia tra Ile-de-France, Normandia e Beauce, una città di oltre 30.000 abitanti che attira gli amanti di storia per la cappella reale di Saint-Louis (costruita nel 1816) e il Museo d’Arte Marcel Dessal, dove sono conservati Les Glycines de Claude Monet.

La fiaccola sarà poi portata a Châteaudun, a Bonneval [una delle molteplici piccole Venezie sperse per il mondo] e chiuderà la sua giornata a Chartres. Gianni Mura, la nostra guida in questo Tour de Flamme, nel 2018 ci passò con il Tour e scrisse: Chartres è al centro della Cosmetic Valley (anche i francesi stanno cedendo all’inglese, ed erano l’ultima diga) e la chiamano capitale del profumo. In effetti qui hanno i laboratori Guerlain, Chanel, Paco Rabanne, ma il profumo di ciclismo avventuroso non si è proprio sentito.


    RUOTE..

I TRE BRITANNICI IN POLE POSITION

GP SILVERSTONE

  Una settimana dopo la sua vittoria in Austria, George Russell ha afferrato la sua prima pole a Silverstone, davanti ad altri due inglesi, Lewis Hamilton e Lando Norris, nel giorno dell’orgoglio britannico, con tutt’un fremito da Wimbledon per gli ultimi passi di Andy Murray, i brividi dalla Germania per l’epilogo ai rigori del quarto di finale della Nazionale di calcio.

L’Équipe dice che alcune cose non cambiano mai. Il percorso di Silverstone è assai mutato dal giorno in cui alcuni sergenti della Royal Air Force decisero, per passare del tempo, di organizzare gare di jeep in questo vecchio aeroporto, ma il circuito immerso nella campagna delle Midlands resta il tempio del motorsport. E lo resterà per molto tempo perché l’Inghilterra è senza dubbio il cuore del motore di questa disciplina, divenuta globale grazie a loro, grazie ad alcuni meccanici britannici che negli anni ’50 plasmarono questo sport a modo loro

In sostanza l’invito è a non sorprendersi per questa tripletta in prova. Lewis Hamilton vanta una serie impressionante di podi consecutivi sul circuito di casa dal 2014 e ha il record di vittorie qui [8]. Norris ha vinto il suo primo GP quest’anno a Miami e si sta affermando come il meno improbabile fra i rivali di Max Verstappen. E il poleman di giornata è fresco di gloria per il successo tempestoso della scorsa settimana in Austria. 

Alain Prost torna allora sulla collisione della settimana scorsa tra Verstappen e Norris, su L’Équipe scrive che quando vuoi giudicare un contatto, non bisogna nai dimenticare di mettersi nei panni dei piloti, non di uno, ma di entrambi, e soprattutto non si deve a guardare il nome di chi guida. Non bisogna lasciarsi influenzare dall’etichetta per esprimere la proprio opinione. Oggi le regole sono diventate diabolicamente precise e le sanzioni non dovrebbero essere prese in base alla reputazione di uno o l’altro, ma in base ma ai fatti. Insomma: è chiaro che si aspetta qualche provvedimento contro Verstappen, sebbene Norris – dice – poteva essere più paziente e aspettare un’altra occasione, perché aveva la macchina migliore. 

TITOLI     

▥   Corriere della sera: Passi indietro e caos, la Brexit Ferrari” – Daniele Sparisci ha scritto: La Ferrari aveva firmato per la Brexit ancora prima di arrivare sull’isola, accompagnata da dubbi che ieri sono diventati ombre nere. Facce nervose vicino al garage, stavolta anche Vasseur ha perso l’ottimismo di sempre.

▥   Repubblica: Ferrari, un altro passo indietro. In prima fila c’è Hamilton 

▥   Corriere dello sport-stadio: Antonelli, la vittoria della svolta” – Primo successo in F.2 da deb   e da minorenne. Elogi da Wolff:   «Avrà una grande carriera in F.1»   Il bolognese completa  il sabato perfetto della Stella. Kimi: «Sono  carico, mi sono  tolto un peso  dalle spalle». Gara difficile  tra pioggia,  un’interruzione  e le safety-car  

E POI

IL 100ESIMO GP DI QUARTARARO MA SENZA FESTA

GP SILVERSTONE

    Il tempo passa, e non ce ne accorgiamo. Chi lo sente per intero sulle spalle è Fabio Quartararo, arrivato oggi suo 100esimo GP in carriera, ma in pista sul circuito del Sachsenring nella vecchia DDR senza nessuna voglia di celebrare niente. Ai successi e alla gloria giunti con la Yamaha nel 2021, sono seguiti due anni di vuoti, due anni e 17 vittorie senza più un successo. David Fiou su L’Équipe la chiama una grande occasione per la quale non è stato previsto nessun festeggiamento, nemmeno una citazione sul casco. Quartararo si prepara a raggiungere il traguardo come si infila una lettera nella posta: meccanicamente, senza enfasi

Ha detto che cento è solo un numero e non pensa neppure che quel numero sia il suo portafortuna. In un altro momento della carriera, il francese avrebbe potuto essere più interessato ai simboli. Ma non qui, non adesso, in mezzo a uno squilibrio di potere. All’età di 25 anni, deve destreggiarsi tra ciò che si sente in grado di realizzare e ciò che la sua moto gli consente effettivamente di fare. Un gap che non può permettergli di assaporare tutto.

E POI 

     TOUR DE FRANCE

LA TAPPA DI OGGI

IL TOUR SULLE STRADE BIANCHE DELLE ANDOUILLETTES CARE A MAIGRET

Nulla si crea e nulla si distrugge, tranne forse oggi il Tour de France. Trentadue km di strade bianche hanno il potenziale di accenderlo o di spegnerlo definitivamente. Con partenza e arrivo nella città medievale di Troyes, il gruppo affronterà 14 segmenti di terreno sterrato, 200 km complessivi e 2000 metri di dislivello. Obiettivo secondo Rachel Jary della rivista Rouleur: Avere le gambe per non staccarsi quando le strade ondulate andranno su e giù, ma la sfida più grande sarà superare indenni la tappa. Il rischio di problemi meccanici e incidenti è accresciuto in modo preoccupante dalla ghiaia. L’inclusione di questa tappa nel Tour de France ha comprensibilmente acceso il dibattito. Corridori e squadre si preparano per mesi per lottare per la classifica generale del Tour e tutto quel lavoro potrebbe essere annullato in una frazione di secondo di sfortuna. Sarebbe giusto se il vincitore della maglia gialla fosse deciso da una caduta o da un problema meccanico sulla ghiaia?

Corridori come Jai Hindley e Tom Pidcock non vedono l’ora di sentirla sotto la ruote, sarà stressante, sarà caotico, ci sarà vento, ma a un grande Giro bisogna affrontare ogni insidia, mentre Stevie Williams pensa che bello è bello, ma per chi guarda, per i divaneur, per chi se ne sta seduto in poltrona davanti alla tv. Come lui la pensa Geraint Thomas, così Rouleur sintetizza che forature e battaglie sporche per restare in testa aspettano i ciclisti, e forse non sarà molto divertente, ma noi: prepariamo i popcorn

Le strade sterrate sono focolai di forature, come ricordano le partecipanti al Tour del 2022. Su strade simili a quelle di oggi, bucarono una dietro l’altra tutte le favorite: Annemiek van Vleuten, Elisa Longo Borghini, Kasia Niewiadoma, Cecilie Uttrup Ludwig, tutte riuscirono a rientrare nel gruppo delle prime-20 tranne Mavi García, uscita di classifica per due problemi meccanici, e addirittura investita dalla macchina della sua squadra. Se nessun diavolo ci mette le sue corna, aspettiamoci qualcosa da Mathieu van der Poel, dice Rouleur – che spesso ci prende. Se bisogna aspettarsi qualcosa da MvdP, vale lo stesso per Wout van Aert e Tom Pidcock: come in una classica del Nord. Altre figurine da tener d’occhio: Alberto Bettiol, Matej Mohorič, Gianni Vermeersch, Maxim Van Gils, Valentin Madouas, Stefan Küng, Oliver Naesen, Fred Wright e Oier Lazkano. 

Alexander Roos su L’Équipe sottolinea che queste avventure lontane dall’asfalto non sempre producono i fuochi d’artificio attesi, perché molti corrono con il freno a mano. È la differenza fra il Tour e una classica. Ma il massimo livello di allerta scatterà in una tappa che molti riassumono con la famosa formula: qui non si può vincere la corsa, ma si può perderla. Un aforisma traballante, poiché ciò che perde uno sarà vinto da un altro. In effetti. 

La guida scelta da L’Équipe per spiegare ai suoi lettori come sono fatte queste strade è sorprendente. Si chiama Jean-Paul Richardot, ha 56 anni, ed è un viticoltore a Loches-sur-Ource, un villaggio di 350 anime che questa domenica vedrà il gruppo due volte a intervalli di trentacinque minuti. Il signor Jean-Paul percorre le strade bianche ogni giorno per potare le sue viti in inverno o per lavorare ai tralicci nella bella stagione, tirando dei fili tra un palo e l’altro. Ha una bici elettrica con cui fa da guida guida ai clienti che vengono ad assaggiare o comprare una delle 80.000 bottiglie di champagne che la sua azienda agricola produce ogni anno. Richardot dice che «appena togliamo 15 o 20 cm di terreno, ci imbattiamo in roccia, tufo, ciottoli, calcare, una volta spogliato e frantumato tutto, otteniamo i nostri sentieri. Non ci impantaniamo mai. Possono cadere anche 30 millimetri d’acqua, il sentiero non si smuove»

Eugène Richardot, 28 anni, figlio di Jean-Paul, è stato un ciclista con un’onesta carriera da dilettante nella categoria Elite, prima di raggiungere il padre in azienda. Ha corso la Classique des Alpes, il Tour du Val d’Aoste, il Tour du Beaujolais e la Ronde de l’Isard. Eugène conosce a memoria le strade bianche. È salito in bici e ha fatto il percorso del Tour due volte con alcuni amici. Dice al giornale: «Quel che mi spaventa è che prima di ogni sentiero ci sono spesso dei restringimenti delle strade e delle svolte a 90 gradi. Se sei mal posizionato in fondo al gruppo, ti ritroverai irrimediabilmente staccato». 

Gianni Mura ha spesso ricordato che una delle passioni di una delle sue passioni – vale a dire una delle passioni del Maigret di Simenon – sono le frattaglie, le animelle, le trippe, i fegati, in particolare le andouillettes. Si tratta di salsicce composte da tratti d’ intestino e stomaco del maiale – ha scritto – in genere servite con una salsa alla senape o grigliate. Due località si disputano l’appellativo di patria dell’andouillette: Troyes, nell’Aube, dove si fa risalire l’invenzione all’anno 878, per l’incoronazione a re di Francia di Luigi II detto il Balbuziente, e Vire, in Normandia, dove il disciplinare prevede l’affumicatura delle trippe con legno di faggio. Capisco che una salsiccia di trippe di maiale possa non rappresentare il massimo, ma si tratta di uno dei piatti che si servono non solo nei bistrots ma in tutti gli autogrill di Francia. Lo dico per il morale della trippa e perché Maigret nasce da un contrasto. Il cognome è quasi identico a una specialità (magret de canard) e Maigret significa magrolino. Invece il commissario è massiccio, anche se non grasso, facciamo 110 chili per 1.80 di statura. In tempi di sushi e sashimi non si sa perché imperanti e per conto degli amanti del quinto quarto, lasciatemi chiudere dicendo che a tavola Maigret è vivo e lotta insieme a noi.

TITOLI     

Corriere della sera: Discesa mortale per il giovane Drege. Il ciclismo piange un altro talento” – Il 25enne norvegese cade nel Giro d’Austria, inutile il soccorso in elicottero. Marco Bonarrigo ha scritto: I dettagli dell’incidente non sono ancora stati chiariti: Drege avrebbe perso il controllo della bicicletta sulla discesa velocissima del Grossglockner Pass, vetta molto nota agli appassionati, che la gara affrontava dopo 70 dei 150 km previsti

E POI
EURO 2024

CASPITA, SIAMO GIA’ ALLE SEMIFINALI

La Spagna è alla quarta semifinale nelle ultime cinque edizioni, per la Francia è solo la seconda volta negli ultimi 20 anni. La stessa Olanda non arrivava così lontano dal 2004, per l’Inghilterra si tratta della seconda di fila dopo un’attesa che era durata dal 1996. Sono sfumate in un solo pomeriggio la seconda semifinale nella storia della Turchia [l’altra è del 2008] e la prima in assoluto della Svizzera. 

LE PARTITE DI IERI

QUARTI DI FINALE

          CHE CONFUSIONE SOUTHGATE: TANTO VALE IMITARE L’ITALIA

Jonathan Liew sul Guardian ha scritto che i piani di Southgate sono in pezzi, ma la sua squadra è in semifinale e niente di tutto ciò ha il minimo senso. Non ha senso, dice, perché l’Inghilterra è rumore, un vortice di vapore, fumi, inerzia, rabbia da podcast e palloni immaginati da Jude Bellingham. È il punto di arrivo logico, dice, di una confusione che porta Bukayo Saka a fare il terzino destro e la Nazionale a giocare con quello che sembra un 5-1-1-2-1 asimmetrico. 

Un altro spettacolo serale pieno di difetti e pieno di dramma, da parte di una squadra fatalmente disconnessa dal suo pubblico, fatalmente disconnessa da se stessa. È stata probabilmente la migliore prestazione dell’Inghilterra nel torneo, e tuttavia si fa fatica a definirla un progresso. Questa macchina delicata, costruita con tanta fatica in otto anni, si è completamente disintegrata. Probabilmente non sarà più la squadra di Southgate dopo la prossima settimana, in un certo senso non è quasi più la sua squadra sin da ora. È solo un mucchio di frammenti e vibrazioni, ma – colpo di scena – i frammenti e le vibrazioni sono geniali. L’Inghilterra è stata pessima per circa 90 minuti, buona per circa 30 minuti in otto periodi distinti, Saka ha segnato con un tiro da lontano, Jordan Pickford ha parato un rigore e Southgate ha raggiunto tante semifinali di un grande torneo quante tutti i suoi predecessori messi assieme. Non cercate di individuare una ragione in tutto questo. Non ce n’è una. La verità del calcio è che individui eccezionali che fanno cose eccezionale non sono una squadra. La verità dei grandi tornei internazionali è che, ogni tanto, questa cosa non ci importa.

Così, mentre in continuazione qui da noi ci diciamo che va seguito il modello inglese, in Inghilterra dicono che bisogna seguire il modello italiano. In che senso? Nel senso indicato da Fred Garratt-Stanley, scrittore londinese, sulla rivista The Ringer: Jude Bellingham. Harry Kane. Phil Foden. In qualche modo, con tutto questo talento, l’Inghilterra sembra senza vita agli Europei. Ma come dimostrano i vincitori dell’ultimo torneo, ci sono molte ragioni per essere ottimisti. The Ringer ricorda la botta di cubo della monetina di Facchetti datata 1968 e pure l’Italia di Bearzot nella sua declinazione iniziale in Galizia, nel girone di Vigo, al Mundial 82.

Abbiate pazienza, sopportate che si parli degli italiani per un altro minuto: gli azzurri sono più rinomati per la loro durezza difensiva che per il loro talento offensivo, la loro vittoria ai Mondiali del 1982 ha contribuito a consolidare questa reputazione. L’Inghilterra può darsi coraggio. Una solida spina dorsale difensiva è stata il segno distintivo di molte campagne guidate da Southgate, Euro ’24 non è diverso. I Leoni hanno segnato solo due volte nei tempi regolamentari finora, ma ne hanno anche subiti solo due. È monotono, ma può portare al successo.

TITOLI      

▥  Corriere della sera: Liberata dall’incubo – Dopo 28 anni l’Inghilterra vince ai rigori all’Europeo La Svizzera si illude con Embolo ma resta a mani vuote. Paolo Tomaselli ha scritto: Se chiedete, come ha fatto una tv per l’ennesima volta pochi giorni fa, a Manuel Akanji di calcolare 65 per 23, vi risponderà in tre secondi. Ma sul dischetto del rigore non c’è genio matematico che regga: il maestoso difensore del Manchester City fa male i conti e si fa parare da Pickford (che sulla borraccia magica ha scritto dove tuffarsi a ogni tiro) il rigore che condanna la Svizzera fermarsi ancora al confine dei quarti. Del resto la Nati è l’unica peggiore degli inglesi nei penalty, con appena una vittoria in sei occasioni fra Mondiali ed Europei

OGGETTI DI SCENA

LA BORRACCIA DI PICKFORD

Cole Palmer aveva appena segnato il primo rigore dell’Inghilterra e Manuel Akanji stava avanzando lentamente per provare a pareggiare. Anche Jordan Pickford ha iniziato a camminicchiare, prima di fermarsi all’improvviso. Aveva dimenticato qualcosa: la borraccia, stranamente avvolta in un asciugamano. L’ha raccolta, è tornato in porta e l’ha messa di fianco alla rete. Dopo aver fatto aspettare Akanji un po’, spostandosi in avanti per ispezionare il dischetto del rigore, Pickford si è sistemato sulla linea di porta. Akanji ha preso una breve rincorsa, Pickford si è buttato sulla sinistra e ha parato il rigore. Con il sotterfugio. Un fotografo ha scattato una foto alla borraccia. Il segreto è tutto là. Non una primizia, eh. C’è una lunga storia di bigliettini incollati sulle bottiglie, ma qui hanno fatto le cose per bene, una cosa raffinata. 

Solo che. Avendo avuto ragione la prima volta, è sorprendente che Pickford non abbia seguito il pizzino per tutti i rigori. Fabian Schar ha segnato il secondo, ma anziché fingere di tuffarsi a destra prima di gettarsi effettivamente alla sinistra, come gli aveva suggerito la bottiglia, Pickford ha fatto il contrario, fingendo di andare a sinistra e saltando a destra. Boh, chi lo sa. Pickford ha seguito le indicazioni della borraccia per gli ultimi due tiri. Su quello di Xherdan Shaqiri quasi ci arrivava. Su quello di Zeki Amdouni, la cassandra della bottiglia ha mancato del tutto la previsione.

    LA DISTANZA TRA WEGHORST E IL 1974

Quando gli olandesi erano sull’orlo della disperazione, hanno scelto il piano-B, il più distante dal calcio totale. Hanno chiamato Wout Weghorst, definito da The Athletic un centravanti volenteroso ma limitato, il numero 9 che racconta la differenza tra la percezione popolare del calcio olandese e la realtà della squadra di Ronald Koeman

In effetti, a ogni torneo l’Olanda si trova prigioniera di riferimenti ai passaggi di Cruyff, alla volée di Van Basten e a tutta l’altra altezzosa nostalgia dei tempi in cui la squadra in arancione veniva elogiata per la sua apparente convinzione che perdere il possesso palla fosse un peccato. La realtà – dice la rivista americana – è che la squadra attuale sta cercando di trovare gloria con un tipo diverso di gioco. Quanti giocatori di Koeman sarebbero all’altezza di quella squadra? Virgil van Dijk, sì. Anche Xavi Simons, probabilmente. 

Koeman ha fatto notare dopo la vittoria per 2-1 sulla Turchia che lui gestisce le forze di un piccolo paese rispetto alle altre nazioni (Inghilterra, Spagna e Francia) arrivate in semifinale. Una nazione da 17,6 milioni di persone contro un Regno Unito da 67,7 milioni. Un argomento che sarebbe piaciuto molto a Vujadin Boskov, che durante la sua esperienza napoletana non si capacitava del fatto che si potesse perdere 3-0 a Vicenza, se in Napoli hay 1 milioni di abitanti y in Vicenza centocinkvantamila. 

Giulia Zonca su La Stampa racconta della processione del popolo turco verso la stadio, dopo le polemiche per la qualifica di Demiral, e il suo gesto del lupo. Ci sono quasi 300 mila persone di discendenza turca che vivono a Berlino, ma il censimento comprende radici armene, origini greche, legami albanesi. L’identità è questione sempre più complessa o semplicissima, perché ognuno si costruisce la propria, fatta di caratteristiche comuni e di multiculturalismo che ognuno declina al singolare. Proprio quello che il nazionalismo nega e allora è difficile contare le mani messe a lupo dentro il gigantesco corteo che accompagna la Turchia alla partita. La Turchia di Germania si riversa in strada e pure nella moltitudine è difficile da fotografare per intero. C’è un immenso amore per la squadra di Montella che viene diffuso e a tratti strumentalizzato. All’inizio, verso le quattro del pomeriggio, alla testa del corteo ci sono moltissime donne, velate, colorate, sorridenti. Un’ora dopo, alla guida della processione si vedono solo uomini in nero: sono arrivati insieme, tengono le braccia in alto con il gesto del lupo e invitano la folla a replicarlo. Sono ultras, secondo la polizia non sono residenti a Berlino, si sono infiltrati per dare un passo e una cifra che la massa non avrebbe e allora gli agenti antisommossa parlano con i leader dei quartieri, chiedono di interrompere la marcia e succede.

ZIBALDEURO 

▥   L’Équipe: Una vittoria che cambia tutto” –  L’Europeo francese non è stato spettacolare, tutt’altro, e ne sono tutti ben consapevoli: la carenza di gol non impedisce di vivere serate di euforia che saranno ricordate a lungo [QUI]

▥   Le Monde: Didier Deschamps, solo contro tutti, ha centrato il suo obiettivo qualificando la Francia alle semifinali” – Il tecnico dei Blues ha esaudito il desiderio della Federazione. Dovrebbero placarsi i dibattiti sul futuro del basco, ma non quelli sulla partita giocata dalla sua squadra. [QUI]

▥   Corriere della sera: Il mondo di Ronaldo ai titoli di coda. L’ex re sceglie Mbappé come erede” –  Foto col francese per i familiari di CR7, che ai suoi tifosi dice: «Andiamo avanti insieme»

▥   Nella sua rubrica domenicale per Repubblica, lo scrittore Gabriele Romagnoli lancia una proposta per le panchine delle Nazionali in disarmo, senza far nomi: gli USA e soprattutto l’Italia. Chiamate Klopp. Quando il gioco si fa molle i duri insegnano a giocare. C’è chi si è dichiarato disponibile ad andarlo a prendere a nuoto in Spagna dove si sta rilassando. La giusta rivoluzione comincia dal manico. Klopp accetterebbe? Aveva detto che si sarebbe preso un sabbatico. Lo aveva detto anche Spalletti… E qui si voleva arrivare. Se per gli Usa un Mondiale sbagliato sarebbe una sentenza di condanna per l’Italia lo sarebbe in cassazione, dopo due eliminazioni al primo turno e due mancate qualificazioni. Confrontando il curriculum e l’esito recente stiamo peggio noi. Abbiamo più bisogno noi di Klopp o di qualcuno che gli somigli. Parere personale: per la Nazionale è meglio un allenatore federale (come furono Bearzot e Vicini) oppure un maestro internazionale (in parte perfino Mancini lo era diventato). Niente in mezzo. Spalletti, spesso ottimo allenatore di club, era dannato prima di cominciare. Uno che provenga da una squadra del campionato difficilmente può funzionare. Ha troppi pregiudizi, nel bene e nel male. Esempio? Il trattamento “filiale” assicurato a Di Lorenzo. Si sono maturate opinioni e avversioni verso società, giocatori, media. Non si ha la mente libera. Si è affogati in una realtà che non si vede con il necessario distacco.

PALAZZETTI E DINTORNI

LE MIGLIORI RÉCLAME DEL BASKET

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L’ITALIA DEL BASKET FUORI DAI GIOCHI, MA NON C’E’ DA STUPIRSI

Un podio agli Europei manca dal 2003, negli ultimi 6 Mondiali per tre volte non ci siamo qualificati, alle Olimpiadi siamo andati una sola volta dopo il 2004. Il basket italiano è naufrago da 20 anni, una prima repubblica che non finisce mai. Questa condizione da naufraghi per abitudine vive in un mare aperto nel quale molti altri sport hanno invece aperto le vele, mostrando moderne capacità di reclutamento e di formazione. È arrivato il momento di aprire una riflessione sulla presidenza di Gianni Petrucci. 

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MA COSA MI DICI MAI Il sito della FIBA infatti se lo aspettava. Scrive che Lituania vs Porto Rico è la finale che tutti si attendevano, la partita fra le due favorite del concentramento, con il duello atteso fra Domantas Sabonis e José Alvarado. La sfida di fermare il primo tocca a George Conditt IV, mentre Alvarado sarà abbinato a Rokas Jokubaitis. Sabonis porta fisico, dimensioni e rimbalzi, Alvarado  un basket di velocità, difesa e tiri da fuori dalla posizione di playmaker, oltre che una personalità focosa.

ANCHE IO HO COMMESSO UN ERRORE | Lo scontro fra titani non c’è stato. Uno, Luka Doncic, è stato disinnescato da una difesa greca micidiale, guidata da Vassilis Toliopoulos (peraltro 17 punti in 17 minuti con il 100% al tiro), un tipo poco noto nel giro internazionale, un anno fa a Boulazac nella serie B francese. Lukone è stato tenuto a 21 punti e 7 rimbalzi, molti ottenuti quando ormai era chiaro che stesse giocando solo per le statistiche. La Grecia è andata subito sul 13-0 e aveva 18 punti di vantaggio [32-14)] al 10’ minuto. L’altro titano, Giannis Antetokounmpo, finora mai ai Giochi, non ha dovuto esagerare – 13 punti e 4 rimbalzi – tre canestri di fila iniziali e poi molta saggezza, non c’era bisogno di strafare, meglio risparmiare le energie per la partita decisiva di stasera contro la Croazia

Sono fuori dunque i semifinalisti delle Olimpiadi 2021, quella Slovenia andata a un passo dalla finale contro gli USA; battuta dalla Francia dopo una celebre stoppata di Nicolas Batum a tabellone su Klemen Prepelic. 

 E POI


SI COMPRA A SCATOLA CHIUSA | Le altre due partite che assegneranno un posto ai Giochi sono Spagna-Bahamas e Lettonia-Brasile, con due cittì italiani che ai Giochi possono andarci, loro, e sono gli ultimi due coach di quella Virtus Bologna con cui il presidente federale ha interrotto le relazioni diplomatiche – così per inciso.

Scariolo ha portato i suoi dove era previsto che fossero, in un torneo organizzato in casa, a Valencia. Le Bahamas sono la sorpresa, la nuova bella storia del basket internazionale dice il sito della FIBA. Una squadra trascinata da Deandre Ayton. «È una cosa più grande di qualsiasi finale della Western Conference’» ha detto centro dei Portland Trailblazers alla sua miglior partita del torneo nella semifinale di ieri contro il Libano, 24 punti, 11 su 15 al tiro e 15 rimbalzi. Ha portato le sue medie nel torneo a 20,3 punti e 11 rimbalzi, con il 67 percento al tiro. 

Anche a Riga la finale sarà la più pronosticata, tra la Lettonia del ct Banchi e l Brasile, Arturs Zagars e Marcelinho Huertas in regia, uno scontro generazionale, il primo è nato quando il secondo [41enne] stava debuttando da professionista. Banchi ha la squadra che fa girare meglio la palla [20 assist a partita], ma qualcosa sta pagando nel tiro da tre, con 30,7% di percentuale.

  VITE OLIMPICHE.. 

LA DIAMOND LEAGUE A PARIGI

IL PROGRAMMA MINUTO PER MINUTO

▥  ORE 14:35: Salto in alto femminile  

▥  15:07: SALTO CON L’ASTA MASCHILE [con Armand Duplantis]

▥  15:08 e 15.16: 110 METRI OSTACOLI  – batterie con 8 dei primi 13 al mondo [con Lorenzo Simonelli, Enrique Llopis, lo svizzero Jason Joseph, il francese Raphael Mohamed, lo spagnolo Asier Martinez, il belga Michael Obasuyi, il francese Sasha Zhoya, gli americani Cordell Tinch e Trey Cunningham, Jamal Britt e Dylan Beard, i giapponesi Rachid Muratake e Shunsuke Izumiya

Lorenzo Simonelli ha corso la sua batteria in 13.33, un tempo insufficiente a qualificarsi per la finale. 


▥  15:15: Lancio del DISCO femminile

Valarie Allman prima con 68.07. Sette dei 10 migliori lanci nel 2024 sono stati suoi. Gli altri tre di Yaimé Pérez


▥  16:04: 400 metri ostacoli maschili


▥  16:15: 800 metri maschili

La corsa che ha fatto registrare quattro dei dieci migliori tempi della storia: 8 primati personali, 4 record nazionali, un fotofinish a tre: Sedjati in 1:41.56 col miglior tempo del 2024, Wanyonyi in 1:41.58, in Tual 1:41.61, Cheminingwa quarto e decimo di tutti i tempi in 1:42.08. Solo a Londra 2012 ci fu un 800 migliore, con 6 corridori sotto 1.42. 

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▥  16:19: SALTO IN LUNGO FEMMINILE  [con  la campionessa olimpica Malaika Mihambo, la campionessa del mondo Ivana Spanovic, con Larissa Iapichino, la nigeriana Ese Brume, la statunitense Quanesha Burks, la spagnola Fatima Diame, la francese Hilary Kpatcha

▥  16:23: 3.000 m siepi maschili

▥  16:40: Lancio del giavellotto maschile

▥  16:42: 110 metri ostacoli maschili – finale

▥  16:51: 400 metri femminili 

▥  17:00: 100 METRI FEMMINILI  [con Zaynab Dosso, la gambiana Gina Bass, l’americana Tamara Clark, la polacca Ewa Swoboda, la lussemburghese Patrizia Van der Weken, la francese Gemima Joseph e la svizzera Mujinga Kambundji]

▥  17:21: 200 METRI MASCHILI  [con Filippo Tortu, l’ugandese Tarsis Orogot, l’ivoriano Cheickna Traore, il dominicano Alexander Ogando, il francese Pablo Mateo, il canadese Jerome Blake, il francese Ryan Zeze e lo svizzero Williams Reais] 

▥  17:31: 3.000 m siepi femminili

▥  17:50: 1.500 FEMMINILI  [con Faith Kipyegon sulla pista che l’anno passato l’ha spinta al primato mondiale dei 5000]

 


AMERICHE.. 

IL PRIMO BRONNY JAMES? MMM, COSI’ COSI’. MA NESSUNO SI ASPETTAVA DI PIU’

LA SUMMER LEAGUE IN NBA

Il primo Bronny James con la maglia dei Lakers è andato in scena stanotte in Summer League. LA ha perso dai Sacramento Kings per 108-94, lui ha segnato 4 punti con 2 su 9. I primi punti sono arrivati a metà del secondo quarto con un sottomano, è rimasto in campo per 21 minuti, ha rubato una palla che ha favorito un canestro in contropiede. Jamesino ha aggiunto due assist e due rimbalzi. Cosa è saltato all’occhio e cosa possiamo aspettarci, si domandano allora gli esperti di ESPN.

Secondo Kendra Andrews, il debutto è stato tranquillo, e non è una brutta cosa. James e il suo compagno esordiente Dalton Knecht hanno entrambi avuto difficoltà. Non è stata una sorpresa che James non abbia avuto un debutto stellare, sarà più importante vedere piccoli miglioramenti nelle prossime partite. Baxter Holmes ritiene che dovrà ambientarsi per giocare insieme e contro giocatori NBA, ed è per questo che esiste la Summer League. I suoi numeri non significano niente. Nel 2012, ricorda, la guardia dei Memphis Grizzlies Josh Selby, seconda scelta al Draft, venne nominato co-MVP della Summer League dopo aver segnato una media di 24,2 punti in cinque partite. Ma la sua carriera in NBA è limitata a 38 presenze. Nel 2009, Anthony Randolph dei Warriors, 13esima scelta assoluta al Draft 2008, segnava una media di 26,8 punti e prendeva 8,5 rimbalzi a partita. Ma in sei stagioni NBA ha segnato una media di 7,1 punti prima di andarsene a giocare in Russia e Spagna. La lezione, come i dirigenti NBA raccomandano da tempo, è non caricare di significati la Summer League, nel bene e nel male. Le future star hanno arrancato, i futuri fallimenti hanno spiccato.

Anche Dave McMenamin spiega che è finita proprio come ci si aspettava. La sua produzione non è stata troppo lontana da quella vista alla USC come matricola. La parte più significativa della sua giornata è l’impegno dei Lakers nel farlo partire titolare e nel dargli una buona quantità di minuti di gioco, nonostante le difficoltà al tiro. Può far male misurare certe difficoltà nella crescita sotto gli occhi di migliaia di tifosi sugli spalti, ma è una parte necessaria del processo se James vuole diventare il giocatore che lui e i Lakers sperano diventi. È lontano dall’essere un prodotto finito, ma la partita ha dimostrato che LA è davvero impegnata nella sua formazione. La sua dote migliore? Sa trasformare la difesa in attacco

Bronny ha detto di essere rimasto piacevolmente sorpreso dall’affetto del Chase Center. All’inizio della partita, ogni volta che tirava, il pubblico si entusiasmava e ogni volta che sbagliava emetteva un gridoracconta il Los Angeles Times – che ovviamente ha seguito la partita e la definisce altalenante

UNA STORICA TRIPLA DOPPIA PER CAITLIN CLARK

The Athletic: Caitlin Clark ha segnato la prima tripla doppia da rookie nella storia della WNBA durante la vittoria delle Fever su Liberty: 19 punti, 13 assist e 12 rimbalzi. La leggenda di Caitlin Clark cresce ancora.  Lei ha commentato con la solita aria sua: «Ovviamente 13 assist significa che le mie compagne di squadra hanno fatto 13 canestri sui miei passaggi, quindi il merito è tutto loro».  Questo è il rimbalzo storico che valeva la tripla doppia.

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   LA PRIMA DONNA SU UNA PANCHINA DELLA NHL

Loro sono i Seattle Kraken, lei è Jessica Campbell. Insieme si avviano a fare qualcosa che nel mondo dell’hockey su ghiaccio professionistico non si era visto ancora. Arriva la prima donna su una panchina della  NHL. I Washington Capitals avevano affidato a Emily Engel-Natzke il ruolo di video coach nel 2022, ma non è l stessa cosa. Seattle ha assunto Campbell nello staff di Dan Bylsma per impiegarla nelle ultime due stagioni in una lega minore locale, anche in quel caso prima donna a vedersi assegnato il compito. Campbell ha un passato da giocatrice in NCAA e nella Canadian Women’s Hockey League, con la Nazionale canadese ha vinto l’argento ai Mondiali del 2015. Ha 32 anni e ha trascorso le ultime due stagioni lavorando con Bylsma per la lega minore di Seattle nella Coachella Valley, dove è stata la prima donna dietro la panchina dell’American Hockey League. Prima di ciò, Campbell Come ricorda la CBC, i Kraken hanno una consolidata fama di pari opportunità nelle operazioni di hockey. L’attuale assistente del direttore generale Alexandra Mandrycky è stata una tra le prime donne assunte in un front-office: sei anni fa venne chiamata a fare la direttrice dell’amministrazione. Namita Nandakumar era stata assunta un anno prima come analista senior e nel 2019 era arrivata come scout la Hall of Famer Cammi Granato.

HANNO ESCLUSO IL PIU’ GRANDE MANGIATORE DI HOT DOG DALLE GARE DI MANGIATORI DI HOT DOG

C’è un grosso colpo di scena nello sport americano, un grosso shock si può dire nei titoli perché la parola è breve e ci sta benissimo. Succede proprio il 4 luglio e tutti i risvolti umani, profondi e intimi sono in questa intervista del diretto interessato con Emma Baccellieri di Sports Ilustrated. Insomma: Joey Chestnut è stato escluso dal Nathan’s Famous International Hot Dog Eating Contest a Coney Island, un grande evento, un classico dell’orgoglio nazionale, come i film di Tom Cruise, tanto che Sports Illustrated si spinge a dire che non c’è nessuno che sia così legato al 4 luglio nella mentalità americana moderna come Joey Chestnut

Dal 2005 è un punto fermo della manifestazione, in sostanza una gara a chi si magna più panini. Ha vinto l’evento 16 volte , comprese le ultime otto anni di fila. È una specie di Bayner Monaco. Ma senza i crauti e la birra. Detiene il record mondiale di 76 fra hot dog e panini mangiati in 10 minuti. Sarebbe il terrore di tutte le madri. Ma quest’estate la gara ha apportato un cambiamento radicale. La Major League Eating ha sorpreso tutti. Intanto perché ci porta a conoscenza del fatto che esiste una Major League Eating, secondo perché ha stabilito che Chestnut è fuori, non può partecipare [uno scoop del New York Post], meglio che non si faccia vedere a Coney Island. È un traditore. Si è messo a far pubblicità alla Impossible Foods, che vende hot dog a base vegetale. È stato bandito. Se ne occupa pure il serioso Wall Street Journal. Jason Gay scrive, ehm, che si sono permessi di tenere fuori il Rutto più forte del mondo. Non è il primo escluso della storia. Un altro bandito si chiama Takeru Kobayashi, ci fu una discordia contrattuale simile nel 2010. Lui non si rassegnò alla squalifica, cercò di salire ugualmente sul palco della gara e lo fecero arrestare. Adesso a Chestnut è venuta in mente una grande idea, una meravigliosa sfida con Kobayashi, i due banditi contro, una grande magnata per vedere chi è il più veloce bandito dell’hot dog nel West. 

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