Un appello dal Belgio per Van Aert: “L’UCI anticipi i Mondiali di ciclocross”

Un appello dal Belgio per Van Aert

“L’UCI anticipi i Mondiali di ciclocross”

 

    Nove giri di dominio, un’ora di corsa. Wout Van Aert ha vinto il titolo di ciclocross del Belgio chiudendo la sua stagione sul ganfo con sette successi in otto corse. Ha perso solo a Hulst, dove gli si è rotta la catena. Wim Vos su Het Nieuwsblad ha scritto un intervento nel quale chiede all’Unione ciclistica internazionale di riconsiderare la collocazione in calendario dei Mondiali, anticipandoli da fine gennaio a inizio gennaio. Né van Aert né van der Poel parteciperanno alla prossima edizione, a Fayetteville. 

La maglia iridata – scrive – non andrà al miglior ciclista. Non si può incolpare Van Aert per questo. Chi può vincere su strada una Classica in primavera, una tappa al Tour in estate e anche in autunno, deve semplicemente stabilire delle priorità. Un quarto titolo mondiale nel ciclocross ingolosisce comprensibilmente di meno rispetto a una prima Classica sulle pietre. Ma questo non rende il problema meno acuto per l’UCI. In che modo può garantire che in futuro sia compatibile brillare in un campionato mondiale di ciclocross e prepararsi in condizioni ideali per una classica di primavera? Stybar ha sperimentato questo dilemma anni fa. Cosa farà Van der Poel ora che diventa chiaro che il suo corpo non è indistruttibile e che dovrà scegliere le corse? O cosa farà Pidcock? È così folle piazzare la Coppa del Mondo solo un po’ prima nella stagione? Consentirebbe ai migliori corridori della strada di acquisire un buon ritmo nel cross a dicembre e di apparire al top della forma ai Mondiali, per poi avere tutto il tempo e lo spazio per prepararsi alla primavera. Per anni l’UCI ha lottato contro la carenza di stelle ai Mondiali di cross. Ora che ci sono, l’UCI non gli sta facilitando le cose. C’è qualcosa che non va

 

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