Come se non ci fossero altri tornei nei paraggi, comincia pure la Gold Cup, come dire gli Europei dei centro-nordamericani. Da qualche tempo hanno preso il vizio di invitare anche squadre fuori contesto geografico, in questo caso gli amici dell’Arabia Saudita con i quali ci si può sempre mettere a tavola la sera e discutere di un buon investimento. Gli Stati Uniti debuttano con Trinidad & Tobago, poi giocheranno proprio con Arabia Saudita e alla fine Haiti, “il che mette l’asticella piuttosto in basso – considera il Los Angeles Times – per superare la fase a gironi”.
Il Messico affronterà Suriname e Costa Rica dopo la partita d’esordio con la Repubblica Dominicana. Due squadre accedono ai quarti di finale da ciascuno dei quattro gironi da quattro squadre, anche il Messico è praticamente certo di passare il turno.
Il giornale californiano allora scrive che “se tutto questo aiuterà le squadre ospiti dei prossimi Mondiali a prepararsi l’estate del 2026 non lo sapremo prima di un anno. Ma esistono collegamenti tra la Coppa del Mondo e la Gold Cup fin dal primo torneo del 1991” quando gli USA aprirono per la prima volta al soccer il leggendario Rose Bowl di Pasadena. “La Gold Cup rappresentava una sfida all’epoca, oggi non lo è più”.
USA e Messico si sono spartiti ogni torneo del Duemila e si sono incontrati in finale sette volte. “Tutto ciò porta a dire – si legge sul Los Angeles Times – che se Stati Uniti, Messico e Canada non riescono a trovare nessuno con cui giocare mentre il resto del mondo è impegnato nelle qualificazioni, forse fanno bene semplicemente a giocare tra loro”.