La VAR racconta com’è fatta la vita di tutti noi

Le riflessioni dettate da un editoriale di El Pais

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Che sublime invenzione è stata la VAR. È come una scheggia di ellenismo capitata fra noi. Tiene insieme mondi vasti e differenti. Cominciammo con la poesia, chi non lo ricorda. Avanzò l’ipotesi Beppe Marotta, anzi era una certezza, era convinto che la VAR l’avrebbe uccisa, disse così, la VAR avrebbe ucciso la poesia del calcio, disvelando verità che non conoscevamo, letture segrete di Prévert e García Lorca nei tunnel degli spogliatoi.

Dopo è venuta la scienza a tracciare linee, proiettare ombre, comporre sagome in 3D così da non perderci neppure un fuorigioco. A ben vedere – allo stesso tempo – una forma d’arte. L’economia ha fatto capolino con le prime richieste di risarcimento danni, la religione con le preghiere silenziose dei tifosi in tribuna, stamattina Manuel Jabois su El Pais aggiunge la filosofia, quando scrive che quello è il momento in cui il calcio imita la vita, quando si verifica un fallo evidente e l’arbitro non fischia, allora il gioco continua, con una squadra che fa circolare la palla e l’altra che si difende, entrambe sospettando che sia sbagliato o inutile, anche se qualcuno alla fine dovesse segnare un gol. Si realizza allora un fenomeno fantastico: si attacca ma con scetticismo. Possono passare diversi minuti, eterni per lo spettatore, e può anche succedere che tutti si dimentichino che c’è stato un fallo all’inizio dell’azione. Non so se il regolamento lo preveda, ma potrebbe verificarsi un fuorigioco che l’arbitro non vede nel primo minuto, la palla non esce per 89 minuti, una squadra segna al 90esimo: il gol deve essere annullato?

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Quelli bravi – e Manuel Jabois è molto molto bravo – offrono l’impressione di saper dare una voce corposa anche alle opinioni che non condivideresti. Esistono vite così – scrive – invalidate fin dall’inizio. La cosa normale è che a un certo punto qualcosa va storto e non te ne accorgi, allora vai avanti, o indietro, a seconda dei momenti, senza sapere che tutto è stato cancellato e non ci sarà alcun risultato. Eppure, ecco la lezione cantata da Machado sul viaggio: non ne è forse valsa la pena in qualche modo, la squadra non si è divertita realizzando una giocata spettacolare? Quei minuti, a volte degli anni, in cui tutto continua a funzionare come un simulacro, possono essere più proficui di altri destinati alla trascendenza. Pedro García Cuartango ha una frase al riguardo: – Pochi si rendono conto che il godimento della vita dipende molto più da una conoscenza priva di utilità o di significato pratico che dalla capacità di aumentare il conto corrente. Se lo trasferiamo al calcio pare un’esagerazione: si preferisce sempre ciò che è utile. Ma se le occasioni sprecate da Mbappé, quelle annullate per un fuorigioco precedente, difficilmente danno sollievo al giocatore, i gol annullati sono un deposito di fiducia. Uno pensa: non vale ma ho battuto il portiere, ho saltato il difensore, alla prossima giocata saranno più attenti e nervosi

Jabois ha cuore madridista. Nessuno è perfetto. Così la sua riflessione nasce da alcune circostanze che il Real Madrid avrebbe patito. Succede. Anche lo sceriffo di Nottingham crede di essere nel giusto con Fra Tuck, con il fabbro Otto, con il coniglietto Saetta. Si fa ascoltare quando il particolare diventa generale, quando dice che succede spesso anche nella vita di tutti i giorni: esci dal bar per tornare a casa, e prima di varcare la soglia ti danno un rigore.

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