
Era giugno e Max Verstappen aveva vinto 7 dei primi 10 GP della stagione. Suspense: inesistente. Nelle ultime 7 corse hanno invece vinto 5 piloti diversi. In mezzo c’è stata la separazione tra la Red Bull e l’ingegnere Adrian Newey. Se ancora rifiutate l’idea che esista uno sport in cui un ingegnere conti quanto o più di un pilota, ce ne sono molti altri da guardare al posto della F1. Sul circuito cittadino di Baku, Max Verstappen ha chiuso il settimo GP consecutivo senza champagne. Non succedeva da 4 anni, quando infilò 11 corse lontano dal primo posto, fra Silverstone e Abu Dhabi.
La McLaren non era mai salita sul podio in Azerbaijan. Oscar Piastri l’ha portata al traguardo davanti a tutti 56 giorni dopo il suo primo successo personale in Ungheria e nella settimana in cui l’azienda aveva detto che Lando Norris era diventato il cocco del team, il pilota da favorire ai box e in pista per la sua migliore posizione in classifica. È il 48esimo circuito su cui la McLaren trionfa nella sua storia, uno in più della Ferrari, ancora a zero a Baku. Sono arrivati i primi punti per Franco Colapinto e di nuovo a punti è andato Oliver Bearman: ci riuscì sulla Ferrari rimpiazzando Sainz, si è ripetuto sulla Haas.
Quanto basta perché L’Équipe definisca lo scenario sorprendente, figlio pure del corpo a corpo fra Carlos Sainz e Sergio Pérez al penultimo giro, quando se ne sono andati a sbattere contro il muro restando abbracciati con le ruote. “Volete sentirvi stupidi? Provate a prevedere cosa accadrà in Formula 1 quest’anno”, ha scritto Maxime Malet. “Non a indovinare il campione di fine stagione e nemmeno il più veloce tra un mese. Provate a indovinare cosa accadrà nei prossimi minuti durante un Gran Premio. Nemmeno piloti e capi team ormai ci riescono, i fatti contraddicono la stragrande maggioranza delle previsioni e delle proiezioni, a volte nel giro di pochi giri”.
Charles Leclerc ha pagato il prezzo di questa incertezza. Quando al 19esimo giro, subito dopo il cambio gomme, ha lasciato passare Oscar Piastri non si è preoccupato. Ha pensato a preservare le gomme, rimanere in zona DRS e tentare un attacco più tardi. Un’opportunità che non è mai arrivata per davvero, perché la Ferrari era troppo lenta in rettilineo, Prendere la scia di Piastri partendo da un distacco di 6 decimi non è mai stato sufficiente. È stato il fatale errore di calcolo che pesa sul giudizio della domenica di Maranello, andata a sbattere contro una lezione di guida difensiva firmata dal 23enne pilota australiano. Quanto alla lotta al vertice per il Mondiale, la scena è cambiata due o tre volte nel week-end, tra le aspettative della vigilia favorevoli alla McLaren, il 16esimo posto in griglia di Norris favorevole alla Red Bull, la rimonta di Lando che ha smangiucchiato altri 3 punti all’olandese, così che entrambi possano avvertire questo GP come un’occasione mancata.
TITOLI
▥ Luigi Perna, la Gazzetta: “Dalla Formula Verstappen, sinonimo di monotono dominio nel 2022 e nel 2023, si è passati alla Formula Show. Merito di un regolamento tecnico che ha portato finalmente a quell’equilibrio nelle prestazioni che i vertici della F.1 si auguravano da tempo. Era quello che serviva a Stefano Domenicali, il capo dei gran premi, per mettere la ciliegina su un “prodotto” che ha già raggiunto i massimi storici di audience e diffusione, da quando ne sono proprietari gli americani di Liberty Media, sbarcando con forza anche negli Usa”.
▥ Jacopo D’Orsi, La Stampa: “Ha stoffa, il ragazzino. Appena atterrato a Baku ha detto di sentirsi in ballo per il campionato e se n’è andato con la coppa in mano: mai dire mai”
Umberto Zapelloni, il Giornale. “La gomma posteriore sinistra della Ferrari ha incocciato l’anteriore destra della Red Bull e il botto è stato durissimo. Un incidente di gara, un concorso di colpe (Carlos si sposta verso il centro, Perez non fa nulla per evitarlo e lo spazio lo aveva tutto), che distrugge la bella rimonta di Sainz e un possibile doppio podio ferrarista che avrebbe avuto un bel peso nella Costruttori. Carlos si era lasciato ingolosire dalla possibilità di passare anche Leclerc e non ha badato al ritorno di Perez. Ma a rendere amaro il weekend Ferrari è soprattutto il non esser riusciti a trasformare la pole in vittoria. C’era davvero la possibilità di fare qualcosa di meglio”.
▥ Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Colapinto e Bearman vanno a punti al secondo Gp. La faccenda apre scenari felici pensando al talento del nostro baby Antonelli, prossimo esordiente con Mercedes, spalanca un baratro sul futuro di molti campioni conclamati, ormai a rischio disoccupazione. Costano milioni e la differenza non riescono a farla”.
▥ Giuseppe Antonio Perrelli, Repubblica: “Magari la Red Bull porterà aggiornamenti risolutivi a Austin, alla ripresa del campionato dopo la pausa di un mese che seguirà la gara di domenica prossima a Singapore. E probabilmente Verstappen conquisterà comunque il titolo piloti, complici le sbavature degli avversari. Però fa sempre impressione vedere l’attore protagonista ridotto a comparsa. E poi ci sono i sospetti, pane quotidiano della Formula Uno. Dopo la lunga querelle sulla flessibilità dell’ala anteriore di McLaren e Mercedes, che la Fia ha assolto alla fine degli esami richiesti dalla Red Bull, ecco la polemica sull’ala posteriore di Piastri. I video di Baku mostrano il flap dell’alettone della sua monoposto deformarsi sul lungo rettilineo della pista azera. È quello che succede normalmente azionando il sistema Drs, che permette di raggiungere velocità di punta più alte ma che l’australiano non poteva utilizzare, perché in testa alla gara. Nei suoi controlli la Federazione non ha mai riscontrato irregolarità nella McLaren. Un dettaglio che ovviamente non frena l’ira dei complottisti da tastiera”