l’emergenza sanitaria
Sambia è in rianimazione. Le paure dei calciatori
Il dibattito sullo sport in Francia
Junior Sambia, francese, ha 23 anni. Gioca da centrocampista nel Montpellier. Ha esordito in Serie A nel 2017. Ha una settantina di presenze. Si trova ricoverato in ospedale da lunedì con dei sintomi riconducibili al coronavirus. Dopo molta prudenza sia nel club sia nell’entourage del giocatore, ieri pomeriggio il Montpellier ha diffuso una nota per ufficializzare che un proprio calciatore è stato trasferito “in un ambiente specializzato per ricevere cure adeguate”. Secondo quanto scrive l’Équipe sarebbe in rianimazione. In Francia il dibattito sulla ripresa del campionato ha nel sindacato calciatori una voce contraria a una ripresa senza sufficienti garanzie di sicurezza sanitaria. Ladislao J. Moñino scrive su El País che anche in Spagna, “secondo fonti sindacali, i giocatori importanti dei grandi club hanno espresso il loro disagio per dover essere sottoposti a controlli preventivi e lunghi ritiri negli hotel. Le sigle sindacali sono consapevoli dell’opposizione di un gran numero di calciatori ad affrontare immediatamente i test”. Il quotidiano spagnolo parla di calcio a due velocità: la Liga che accelera, i calciatori che frenano.
Marco Tardelli ha dedicato la sua rubrica settimanale su la Stampa proprio ai calciatori: “Continuiamo a non ascoltare il parere dei calciatori, perché loro diranno e faranno ciò che il carrozzone deciderà. D’accordo: siete sani e forti ma forse, se tutto dovesse ripartire, e se il ministro Spadafora dovesse dare il benestare per concludere la stagione, dovreste ogni tanto ricordarvi che siete Voi le ruote che permettono al carrozzone di muoversi. C’è un imperativo che deve valere per tutti: siamo chiamati a comportamenti di cui non potremo pentirci perché, in questa storia, come le cronache ci rammentano ogni giorno, la posta in gioco è la vita stessa”. L’ex centrocampista della Juventus è candidato alla guida del sindacato calciatori in Italia.
Secondo l’Inail tutti gli atleti sono lavoratori a massimo rischio alla pari degli operatori sanitari, delle forze dell’ordine e dei dentisti in questa Fase 2. Lo scrive stamattina Bruno Bartolozzi su Corriere dello sport-Stadio pubblicando le tabelle dell’istituto. “La prima scala è quella dell’esposizione al contagio (al posto più in basso ci sono gli agricoltori e al più alto medici e infermieri), la seconda è quella della prossimità ad altri soggetti (lo studio dentistico è indicato tra i luoghi più pericolosi), mentre l’ultimo fattore tiene conto della presenza di terze persone nell’attività (aggregazioni sociali controllabili con più o meno difficoltà)”.
L’ansia per Sambia ora incrocia le polemiche per le frasi di mercoledì sera a Eurosport della ministra Roxana Maracineanu sulle priorità del Paese e sul ruolo di seconda linea che avrebbe lo sport in questo momento. L’Équipe stamattina scrive che un ministro dello sport non può pronunciare quelle parole. Ha parlato di Tour e Roland Garros che potrebbero saltare (“Non sarebbe la fine del mondo”) mentre il quotidiano francese li definisce “ecosistemi in pericolo”. Marc Ventouillac ha scritto un commento: “Lo sport agevola i legami tra noi e contribuisce all’educazione. Come la musica, il cinema o qualsiasi altra arte, lo sport è la vita stessa. Non è la massima priorità in questi mesi di pandemia, si capisce. Ma non è meno importante o prioritario del commercio, del turismo, di altri settori che si stanno arrestando e sono in uno stato di ansia per il futuro”.
Ieri Parigi ha rinunciato all’organizzazione degli Europei di atletica leggera, in programma tra il 25 e il 30 agosto. Sono stati cancellati di fronte a rischi che a medici e organizzatori sono parsi poco controllabili. La Diamond League ha congelato pure il meeting del 13 giugno nella città francese.