Il Settebello va alle Olimpiadi – Il record del mondo di Zhanle Pan nei 100 sl – L’argento della staffetta azzurra

  I MONDIALI DELLE ACQUE

La prima nazionale italiana ai Giochi

 

  C’è una prima nazionale italiana finalmente qualificata per i Giochi, lo zero è cancellato e i primi fantasmi si sono smaterializzati. Aspettando basket e pallavolo, a Parigi avremo certamente il Settebello, la squadra che più gloria olimpica ha portato nella storia al nostro medagliere, tre ori, due argenti e tre bronzi.

Grazie a un gioco di incroci e combinazioni con i paesi già sicuri di un posto alle Olimpiadi, è bastato arrivare agli ottavi di finale dei Mondiali per veder assegnate le ultime quattro carte. Le hanno prese le favorite: tre pezzi della ex Jugoslavia [Croazia, Montenegro, Serbia] più l’Italia. 

Ma non è stato semplice. L’Italia doveva battere gli USA, un’avversaria molto competitiva nei tornei di seconda fascia [due finali in World League nel 2002 e 2023, bronzo in Coppa del mondo 2023], mai fra le prime cinque ai Mondiali negli ultimi quindici anni. È finita 13-12. Il Settebello è andato sotto 2-0 e poi 3-1. A 10 minuti dalla fine era ancora tutto in parità, sul 10-10. «Vincere senza soffrire non è positivo», ha detto alla fine il cittì Sandro Campagna. 

Ai suoi – ha scritto Giorgio Burreddu sul Corriere dello Sport-Stadio – ha fatto vedere filmati motivazionali e raccontato parole antiche, mitiche. Vale tutto pur di andare all’Olimpiade.

 

A Oa Sport l’Italia è apparsa molto tesa in alcune porzioni dell’incontro. Sportmediaset sottolinea che la vittoria è frutto di Francesco Di Fulvio che si è preso i compagni ancora una volta sulle spalle mettendo a segno tre reti così come Andrea Fondelli che ha così evitato che l’Italia vedesse sfumare nel finale la qualificazione complice un palo preso dagli Stati Uniti pochi secondi prima della fine.

Franco Carrella sulla Gazzetta parla di grande sofferenza contro un’avversaria piena di giocatori della serie A: Cupido dell’Ortigia, Irving del Brescia, Vavic del Savona, Hooper e Woodhead del Telimar. Brilla il talento di Ryder Dodd, 17 anni: ne sentiremo parlare ha scritto Carrella. 

I Mondiali si confermano pure a Doha un altro Europeo. Nei quarti non ci sono squadre di un altro continente, come mai ce ne sono state sul podio nella storia, dalla prima edizione del 1973. Martedì si riparte così: Spagna-Montenegro, Grecia-Italia, Serbia-Croazia, Ungheria-Francia. 

Il panorama internazionale si conferma una cerchia ristretta e immobile. Undici delle 12 qualificate per Parigi sono uguali ai Giochi di Tokyo: la sola differenza quasi non fa testo, si tratta della Francia ammessa come padrona di casa. Prende il posto del Kazakistan. 

 

  Oggi ci prova il Setterosa. I quarti di finale contro la Grecia sono la riedizione immediata della finale per il terzo posto agli Europei di un mese fa. Possono valere la qualificazione a Parigi anche per le ragazze, ma dipenderà anche dai risultati del Canada contro la Spagna [già ammessa] e dell’Ungheria contro l’Olanda. L’altro quarto di finale è Stati Uniti-Australia, tutt’e due con un posto ai Giochi. 

 

PARENTESI  Un confronto con l’hockey su prato

C’è solo un altro sport che ha già definito tutti i nomi delle qualificate alle Olimpiadi. Non siamo messi meglio a dinamismo, 10 squadre su 12 sono uguali a Tokyo 2021 tra gli uomini [Argentina, Australia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, India, Olanda, Nuova Zelanda, Sudafrica, Spagna], cambia il posto riservato ai padroni di casa [Francia e non Giappone], la novità è l’Irlanda al posto del Canada. Pure stavolta è fuori il Pakistan, tre ori e otto podi nella storia. Tra le donne invece son cambiate tre squadre su 12. Con le nove conferme [Argentina, Australia, Cina, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Olanda, Sudafrica, Spagna], avremo Belgio, Francia e USA al posto di India, Irlanda e Nuova Zelanda. 

 

  NUOTO   

C’è già un record del mondo in piscina

 

  Quando la prima serata stava per finire, quasi di soppiatto è arrivato il primo record del mondo dei campionati. C’è un baby prodigio più baby e più prodigio del rumeno David Popovici. Il suo 46.86 nei 100 stile libero è stato abbassato a 46.80 da Zhanle Pan, cinese, 19 anni, partito in prima frazione nella staffetta. Luca Sacchi in diretta RAI ha detto che si sapeva della sua qualità, «ma nulla lasciava presagire un crono di questo spessore». 

L’epifania di Pan c’era stata agli ultimi Giochi Asiatici, quando Pan era sceso per la prima volta sotto i 47 secondi [46,97] e si era detto deluso. Perché puntava al record del mondo. Ora è suo, insieme al bonus di 30mila dollari previsto dalla federazione internazionale. Con simile spinta, la Cina è arrivata fino alla medaglia d’oro, «fantastica nei cambi» secondo Sacchi, capace di resistere al ritorno dei britannici e di Foster in quarta frazione. 

 

Ha resistito anche l’Italia – eccola qua la prima medaglia del Mondiale italiano, un argento come a Fukuoka l’estate scorsa e senza Thomas Ceccon in squadra. Dopo l’apertura di Miressi in 47.90, Lorenzo Zazzeri ha rimontato dalla terza alla seconda posizione [47.99], ha cambiato con Frigo assai nei pressi della Cina, prima che il margine si dilatasse fino a un secondo. Un anno fa il 3:12.08 di Doha sarebbe bastato buono al massimo per un sesto posto. Ma come si sente dire da chiunque passi al microfrono di Elisabetta Caporale, siamo in febbraio e la condizione è questa. Il record di Pan è divino, ma lo stesso 3:11.08 d’oro della Cina non sarebbe stato un crono da podio a Fukuoka. 

Nonostante  il 47.37 di  Duncan Scott gli inglesi sono finiti fuori dal podio, quarti per tre decimi dietro gli USA di di Matt King, Shaine Casas, Luke Hobson e Carson Foster – la squadra che aveva il miglior tempo della batteria. 

 

Nella staffetta femminile l’Italia è rimasta in corsa per una medaglia fino all’inizio della quarta frazione, quando la povera Costanza Cocconcelli è andata all’impatto con i meteoriti schierati dalle altre grandi nazioni. Ha ceduto tre metri e non li ha ripresi più. L’Italia ha chiuso al quinto posto una gara dominata dalla Polonia in avvio e riacchiappata dalle olandesi nel finale, ma con un crono che non sarebbe bastato neppure per battere il primato italiano. Le considerazioni di Enrico Spada su Oa Sport sono come sempre interessanti. Considera la base dello stile libero italiano buona, “ma manca quel quid – dice – che fa la differenza. Il quinto posto della staffetta ha un po’ questi crismi. C’è la constatazione che questo piazzamento rappresenti il migliore mai ottenuto dal quartetto della velocità delle donne nella storia nostrana a livello iridato. Tuttavia, questa è una rassegna anomala e con tante assenze. USA e Gran Bretagna non facevano parte dell’elenco e l’oro mondiale vinto dalla dall’Olanda in 3:36.61 è stato abbondantemente peggiore del record italiano che Erica Ferraioli, Silvia Di Pietro, Aglaia Pezzatto e Federica Pellegrini realizzarono alle Olimpiadi di Rio del 2026. Chiaro che per ambire all’eccellenza manchi non poco”.

 

 IL MONDIALE È TUTTO UN

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Il ritorno della Corea del sud nel mezzofondo

400 STILE LIBERO MASCHILI In effetti una sorpresa nel nome dell’Asia già aveva aperto la serata. Primo evento, prima sorpresa. Il 22enne coreano Kim Woomin si è tuffato dal blocco e senza sentir ragioni ha fatto la sua tipica gara, «aggressivo come sempre, ai limiti dell’incoscienza» [Luca Sacchi, RAI]. È passato in 52.71 ai 100 metri, ai 200 aveva luce fra i suoi pedi e le teste degli avversari, sulla linea virtuale del record del mondo. Aveva oltre un secondo di vantaggio prima delle ultime due vasche e i 100 metri finali sono stati rissa e schiuma. Quando Winnington e Märtens hanno cambiato la marcia, Kim ha continuato a tirare dritto. 

«Bella tattica – secondo Sacchi – dietro hanno impiegato troppo a trovare un piano-B. Kim ha messo paure infernali nelle braccia degli altri»

È la prima medaglia per la Corea del Sud nei 400 stile libero dai tempi di Park Tae-Hwan [2011]. Ha chiuso in 3:42.71. Un tempo da quarto posto un anno fa. 

 

 

La maturità di Angelina Köhler

100 FARFALLA FEMMINILI La prestazione tecnicamente più rilevante nelle gare individuali è arrivata nella prima semifinale, dove Angelina Köhler ha confermato la bella impressione fatta in batteria al mattino. Dopo aver rotto la barriera dei 57 secondi per la prima volta, ha battuto di nuvo il personale e il record di Germania scendendo a 56.11, un secondo più veloce di tutte le avversarie, un secondo più veloce del suo miglior tempo prima di venire a Doha. Avrebbe vinto l’oro anche l’estate scorsa a Fukuoka. A Elisabetta Caporale della RAI ha detto di sentirsi nella forma della vita e che la vasca in Qatar le pare velocissima. «Sta succedendo una cosa enorme, non riesco neppure a pensarci».  Una prova di personalità. La Germania ha portato in Qatar una squadra selezionatissima, sole nove persone, ma tutte almeno da finale. 

L’americana Curzan ha nuotato il secondo crono con 57.06. L’Australia ha due donne nella finale di domani: Brianna Throssell  e  Alexandria Perkins. 

 

 

Andrew contro i fantasmi

50 FARFALLA MASCHILI Chi vorrà la corona lasciata vacante da Thomas Ceccon dovrà fare i conti con Michael Andrew, americano, miglior tempo in semifinale con 22.94. È stato l’unico a scendere sotto i 23 secondi. Ma Sacchi in RAI era prudente perché – dice – «Andrew  ha sempre tantissimo da dare, ma litiga con i fantasmi nelle gare che contano». È uno sprinter puro. Sui 50 metri è competitivo in tutt’e quattro gli stili. Lo spagnolo Mario Molla Yanes ha spiazzato tutti vincendo la seconda semifinale con il terzo crono assoluto [23.17]. L’anno scorso con 23.05 si restava fuori dalla finale. La sorpresa è stata l’eliminazione di Nyls Korstanje, il migliore di tutti in batteria e nono appena in semifinale.

Finlay Cox ha battuto il record canadese [23.25]. In mattinata erano caduti quelli di Norvegia [Nicholas Lia 23.18] e Montenegro [Miloš Milenković 24.17]

 

 

Un oro per la Nuova Zelanda

400 STILE LIBERO FEMMINILI Il primo oro femminile è andato a Erika Fairweather della Nuova Zelanda. Ha ripetuto la stessa strategia di Kim tra gli uomini, gettandosi all’attacco dalle prime bracciate. Li Bingjie l’aveva presa negli ultimi 15 metri in batteria. In finale non ce l’ha fatta. In una gara priva di tre delle prime quattro a Fukuoka, Fairweather ha cercato di fare il suo personale per legittimare l’oro. Lo ha mancato ma è scesa sotto i 4 minuti. Il suo 3:59.44 è migliore del tempo nuotato per il bronzo a Fukuoka. Sono caduti il record tedesco con Isabel Gose [bronzo] e quello sudamericano con la brasiliana Maria Fernanda Costa. Fino a metà gara lei e la compagna Gabrielle Roncatto sono state in corsa per una medaglia.

 

 

Martinenghi qualificato per Parigi

100 RANA MASCHILI  Nicolò Martinenghi è uscito dall’acqua con la carta d’imbarco per Parigi [no, niente, è solo una di quelle immagini imparabili in casi come questi, non potrebbe essere vero, mica ha già il volo, e poi la carta d’imbarco si sarebbe bagnata]. Il suo 59.13 gli vale la qualificazione per i Giochi, sebbene sia stato il quarto crono delle semifinali. È la sesta cuffia italiana che va all’Olimpiade dopo Benedetta Pilato, Alberto Razzetti, Thomas Ceccon, Gregorio Paltrinieri, Alessandro Miressi. 

Ha vinto la sua batteria, ma i primi tre dell’altra sono andati tutti più veloci. Secondo Sacchi, Martinenghi ha nuotato morbido, mentre Viberti ò l’altro italiano – a sussulti. «Dovrà cercare una gara diversa in finale – ha detto – il passaggio a 28.10 è troppo tranquillo». Insomma: meno convincente rispetto al mattino.  

Peaty invece?

Eh, Adam Peaty è in finale con il miglior tempo [58.60], più veloce di Nic Fink e Arno Kamminga, quest’ultimo secondo Sacchi il migliore in acqua. «Peaty comincia ad assomigliare a quello che ha dominato la rana per 7-8 stagioni», si è sbilanciata la voce tecnica della RAI. Non è più un extraterrestre, ma è l’uomo da battere scrive Stefano Arcobelli per la Gazzetta. Martinenghi dovrà nuotare in corsia 6. Un posto in finale sotto bandiera neutrale per il bielorusso Ilya Shymanovich. 

 

 

Sara Franceschi eliminata

200 MISTI FEMMINILIUna delle gare dall’arretramento tecnico più vistoso. Per qualificarsi dalle batterie alle semifinali è bastato un tempo di tre secondi più lento rispetto a Fukuoka. Per andare dalle semifinali in finale di quasi due secondi più lento. Non ce l’ha fatta in ogni caso Sara Franceschi, che dovrebbe operarsi, convive col dolore a una spalla per non perdere la chance di andare alle Olimpiadi. Usa degli accorgimenti in virata per non sentir male, secondo Sacchi, ma il gesto le crea un disagio tecnico. Kate Douglass ha il miglior tempo. 

 

 

Due tredicenni e due quattordicenni ai Mondiali

Agli ultimi Europei in vasca corta avevamo avuto un primo assaggio della Generazione senza poliuretano, ragazze e ragazzi in acqua nati dopo la messa al bando dei costumoni. A Doha siamo già oltre. Nella lista delle iscrizioni ci sono quattro nomi nati nel 2010. Hanno compiuto 14 anni nel mese di gennaio l’albanese Arla Dermishi [la vedremo nei 50 e 100 stile libero] e Kim Seungwon dalla Corea del sud [nei 50 e nei 200 dorso]. Hanno ancora 13 anni Lois Eliora Irishura del Burundi [50 e 100 stile libero], Dhinidhi Desinghu dall’India [100 e 200 stile libero]

 

  IL PROGRAMMA DI LUN 12 FEB

ore 7.32 batterie 100 dorso femminili [con Francesca Pasquino]| 7.48 batterie 100 dorso maschili [con Michele Lamberti] | 8.04 batterie 100 rana femminili [con Arianna Castiglioni e Benedetta Pilato] | 8.21 batterie 200 stile libero maschili [con Matteo Ciampi e Marco De Tullio] | 8.46 batterie 1.500 femminili [con Simona Quadarella]

 

ore 17.02 finale 100 rana maschili [con Nicolò Martinenghi] | 17.02 finale 100 farfalla femminili | 17.17 semifinali 100 dorso maschili | 17.28 semifinali 100 rana femminili | 17.46 finale 50 farfalla maschili | 17.59 semifinali 100 dorso femminili | 18.11 semifinali 200 stile libero maschili | 18.23 finale 200 misti femminili 

 

in tv su Rai Sport

 

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