Inghilterra | Insomma: Cavani è razzista o no?
Il tema lingua e razzismo è gigantesco, continuano a discuterne molto in Inghilterra (già prima del caso dell’attaccante dello United) e in Spagna. Su El País di stamattina lo scrittore Álex Grijelmo, membro dell’accademia colombiana della lingua, scrive che “il calcio è la vita in una provetta. Razzismo, violenza, successo, fallimento, dolore, piacere, tutto ciò che accade nel mondo del pallone accade nel mondo. Con le stesse proporzioni”.
Ricorda allora il caso avvenuto in PSG-Basaksehir, con le squadre uscite dal campo, dopo che il quarto arbitro rumeno Sebastian Coltescu aveva usato la parola della sua lingua, negrul, per indicare l’ex calciatore Pierre Webo. Riassume Grijelmo: “L’assistente non voleva offendere, ma ha offeso (ci si poteva aspettare una maggiore attenzione da un arbitro internazionale); e l’offeso non dava ascolto alla spiegazione che non c’era intenzione di offendere (ci si poteva aspettare che un poliglotta come lui capisse di più)”.
Nel caso di Cavani, che ha salutato un amico su Instagram chiamandolo negrito, Grijelmo ricorda che “le voci negro e negrito hanno per l’accademie linguistica un chiaro senso affettivo, completamente privo di sfumature discriminatorie o razziste. Chiunque abbia sentito la salsa lo sa – scrive – mi negro e mi negra compaiono frequentemente in contesti amorevoli; anche molto affettuosi. Alcune parole offensive in una lingua non sono offensive in un’altra. Nella lotta contro i razzisti, piuttosto che combattere certe parole, bisogna combattere certe intenzioni. Il razzismo offende l’umanità, ma offende anche essere etichettato come razzista semplicemente per aver usato la parola nero in una lingua che non l’ha coniata con disprezzo. Il problema a volte è che la cultura dell’altro non viene presa in considerazione, così che la propria prevale: Non m’importa che nella tua cultura quella parola non sia offensiva. Lo è nella mia. Anche questa è una forma di supremazia”.
la classifica Liverpool e Manchester United 33, Everton Leicester e Tottenham 29, Manchester City, Aston Villa, Chelsea, Southampton e West Ham 26
3-0 ▻ Nel più puro stile Tottenham 20-21, il Leeds ha tenuto palla per il 65 percento del tempo, ha avuto due occasioni in una prima mezz’ora dominata e alla fine ha vinto Mourinho. I problemi vengono da un party natalizio con 18 persone al quale hanno preso parte Lamela, Reguilon e Lo Celso, in violazione delle norme di sicurezza anti-covid. Ieri la Gran Bretagna ha toccato 57.725 nuovi contagi, un nuovo picco, con 445 morti. Stefano Boldrini sulla Gazzetta sottolinea che “secondo le autorità sanitarie il peggio deve ancora arrivare. La variante inglese sta mandando in tilt gli ospedali e sta sconvolgendo il piano delle vaccinazioni nel Regno Unito: in questo contesto da incubo i calciatori, ancora una volta, fanno una pessima figura”.
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