Oggi alle 14 la finale per il titolo Mondiale. Francia e Australia si giocano invece la medaglia di bronzo.
L’atteggiamento
Inconsapevoli. Spagna e Argentina non sapevano che fosse impossibile, perciò ce l’hanno fatta. Così scrive Faustino Sáez stamattina sullo spagnolo El País, alla vigilia della finali del Mondiale di basket. “Due squadre con un viaggio parallelo e uno spirito simile, destinate a priori a ripiegare le vele dopo il ritiro dei loro storici punti di riferimento, si sono ribellate a questa rotta già scritta per incontrarsi nella finale di un Mondiale segnato dalla resistenza, dentro e fuori dal parquet”.
In Argentina parlano di un torneo che non ha tenuto conto del luccichio delle stelle. Nessuno tra i sudamericani gioca in NBA. Mariano Dayan ha scritto sul quotidiano sportivo Olé che “tutto è ampiamente ripagato quando i cortocircuiti interni (che sempre esistono in qualunque convivenza) sono minimi e quello che rende sotto ogni aspetto è il gruppo. E che cos’è il gruppo? È altruismo, pensare al compagno, riporre il divismo nell’armadio. Se oggi si parla di grandi risultati, è perché in questi contesti eccellono di più i gesti collettivi che fortificano e sono sintomi di benessere”. Gabriele Galluccio su Libero invita a una riflessione-rimpianto. “E pensare che la Spagna ha rischiato di uscire contro l’Italia (-4 a 4 minuti dal termine), venendone fuori alla grande un po’ per demeriti azzurri e molto per meriti propri“. Secondo Walter Fuochi su Repubblica “la Spagna era, e resta, in una delle sue edizioni meno scintillanti: ha però imposto esperienza e cinismo di un’intramontabile vecchia guardia incardinata sull’asse Rubio-Gasol”
I leader
Ricky Rubio
“Il leader è quello che risponde quando le cose vanno nel peggiore dei modi. Quando c’è un momento complicato, fuori o dentro il campo, è colui il quale sa cosa fare, cosa dire e come dirlo. È quello che sa cosa manca e può dartelo. Ci sono momenti in cui servono le azioni e altri in cui serve una parola. Essere leader significa fare in modo che ciascuno si senta importante”.
A cosa pensa prima di andare a dormire?
“Penso a cosa ho fatto durante il giorno. Se fatto le cose per bene, sono felice e tranquillo con me stesso”.
Intervista di Faustino Sáez, El País
Luis Scola
“Io vivo come un conflitto di interessi, come un dilemma interno. Mi sento ancora molto più giocatore che consulente”, confessa. “Mi piace trasmettere la mia esperienza ai giovani e naturalmente lo faccio. Ma ne nego un po’. Perché quello che mi piace è, soprattutto, giocare, fare cose in campo. Posso continuare a farlo. Ecco perché, quando mi parli di portare valori nello spogliatoio, mi sento un po’ a disagio. Sono venuto qui per giocare e vincere, e ci siamo” racconta con la stessa fermezza che ha dimostrato in Cina. Un’avventura che aveva previsto con entusiasmo visionario.
Intervista di Faustino Sáez, El País
Come Rocky
Uno dei segreti della longevità di Luifa, così viene soprannominato, è Marcelo Lopez con cui ha lavorato a livello individuale per 14 settimane prima di iniziare gli allenamenti con l’Albiceleste. Intensità in palestra, certo, ma anche una dieta rigida a base di pesce, verdura e uova. (…) Una preparazione che Mario, ex cestista e padre di Luis, ha descritto così: «Uscivano a correre alle 6 del mattino con un freddo da morire. Hanno lavorato ore e ore, ripetendo molte volte gli esercizi. Come quando Rocky si preparava a sfidare Ivan Drago». Balvoa è il secondo cognome di Luis, e se arrivasse il secondo oro mondiale dell’Argentina a distanza di 69 anni dal primo, meriterebbe di essere celebrato davvero in un film. [Michele Gazzetti, Corriere della sera]
Le due scuole sportive
I mondiali vinti
Il conteggio complessivo dei titoli mondiali negli sport di squadra fra i due paesi è di 17-6 per la Spagna, che ha compresso tutti i suoi trionfi negli ultimi 21 anni: dalla pallanuoto campione nel 1998 in avanti. Questo il dettaglio sport per sport:
Calcio Uomini 1-2 | Argentina 1978, Argentina 1986. Spagna 2010
Basket Uomini 1-1 | Argentina 1950. Spagna 2006
Pallanuoto Uomini 2-0 | Spagna 1998. Spagna 2001
Pallanuoto Donne 1-0 | Spagna 2013
Pallamano Uomini 2-0 | Spagna 2005. Spagna 2013
Hockey prato Donne 0-2 | Argentina 2002. Argentina 2010
Coppa Davis 5-1 | Spagna 2000. Spagna 2004. Spagna 2008. Spagna 2009. Spagna 2011. Argentina 2016
Federation Cup 5-0 | Spagna 1991. Spagna 1993. Spagna 1994. Spagna 1995. Spagna 1998
Esiste anche un mondiale vinto quest’anno dall’Argentina nel softball maschile ma non lo abbiamo conteggiato perché non è disciplina olimpica.
Corse all’ippodromo e marce militari. Come l’Argentina vinse i Mondiali nel 1950
La nazionale aveva un medico, un ortopedico 3 quattro kinesiologi. Il professor Jorge Canavesi girava il paese a caccia di giocatori. Sei ore al giorno di allenamento in tre mesi di ritiro. Correndo all’ippodromo del quartiere Palermo. Tirando ripetutamente a canestro. La media di realizzazione salì da 35 a 48 ogni 50 tiri. Il tiro dalla media distanza, la marcatura pressante e il contropiede erano le chiavi per compensare la differenza media di 20 centimetri di altezza dalle avversarie. Negli ultimi 15 giorni, quando il ritiro si stava facendo insopportabile, giocavano partite scapoli contro ammogliati. Canavesi li svegliava con delle marce militari. Sul pullman ascoltavano la “Zamba de Vargas”, soprattutto nella versione di Atahualpa Yupanqui. Oppure “Lunita tucumana”. Lo Stato appoggiò la squadra come mai. Concesse licenze per lavorare e diplomi. In qualche caso impieghi nella pubblica amministrazione. La preparazione fu inedita. Il 3 novembre del 1950 l’Argentina vinse la finale contro gli USA per 64-40 e fu la prima squadra campione della storia. Lo raccontava Ezequiel Fernández Moores su La Nación del 7 settembre 2010