Il ritorno in campo di Kim Clijsters

La tennista belga si era ritirata nel 2012 e ha annunciato il rientro per il 2020. Si era già fermata nel 2007 per una maternità, era tornata nel 2009 vincendo subito gli US Open con una wild card. È stata l’ultima mamma a vincere uno Slam. Vuole rifarlo a 36 anni. Sembra una sfida ai fantasmi di Serena, ferma a un titolo di distanza dal record di Margaret Smith Court e ancora in attesa di vincere una finale da quando è diventata mamma.
Gianni Clerici su Repubblica ha scritto: Chissà se quella che – con le intenzioni più gentili – avevo ribattezzato “la pastorotta”, per il suo aspetto tanto diverso da una normale tennista soprattutto per la sua muscolatura, che la faceva somigliare a una donna dei campi, è ritornata dopo aver preso visione del triumvirato Federer, Nadal e Djokovic, o dopo essersi ispirata alla finale maschile dello Us Open, e a Rafa Nadal che, di muscoli, non ne ha certo meno di lei

 

l’annuncio su twitter

 

Perché si ritirò la prima volta | Kim se n’era andata sbattendo la porta: delusa dal tennis (5 finali Slam perse su 6), ferita dal grande amore, il collega australiano Lleyton Hewitt, preoccupata per l’amatissimo papà, Leo, ex nazionale di calcio belga (morto di tumore a gennaio 2009). ”Avevo perso la motivazione. Ero arrivata a un’età che, combinata con gli infortuni, non mi faceva più concentrare al 100% sul tennis. Come donna, volevo sposarmi e fare una famiglia. E sono ben felice della scelta”. [Vincenzo Martucci, Gazzetta dello sport, 15 settembre 2009]
Perché si ritirò la seconda volta | «Sono stata felice grazie a voi». Come si può non volerle bene. C’è stato un periodo in cui non avevamo scelta: o ci piaceva lei, con le sue forme più femminili, più vulnerabile, o ci piaceva il rovescio celeste di Justine Henin, una macchina. (…) Kim smette a soli 29 anni perché tanti ormai appendono le scarpe al chiodo prima del limite. Scocciati, stufi, stremati, dentro e fuori, travolti dalla sottile voglia di liberarsi prima possibile dagli affanni dello sport agonistico. Che non è solo gloria, quattrini e visibilità, ma anche e forse soprattutto un infido trauma psicologico progressivo, stanze d’albergo, voli, cancellazioni, speranze, discese a rete, scambi interminabili, infortuni. [Enrico Sisti, Repubblica, 31 agosto 2012]

 

Le vittorie da mamma fra i due ritiri
Ci spiega i pro e i contro di essere allo stesso tempo tennista e mamma?
«Ci sono solo lati positivi! Quando mi preparavo a rientrare ero abbastanza insicura, non sapevo come me la sarei cavata nei due ruoli, ma tutto è andato per il meglio. Comunque non c’è trofeo che valga la gioia di essere mamma».
|
Ci racconti una sua giornata tipo da mamma-campionessa.
«Mi alzo attorno alle 7, preparo la colazione per Jada, la sveglio, vado ad allenarmi, rientro e passo un po’ di tempo con la bambina, poi preparo il pranzo, quindi mentre lei riposa io vado in palestra. Poi la sveglio dopo il sonnellino, preparo la cena per me, mio marito e Jada, la metto a letto verso le 7 e 30-8 di sera, e finalmente mi rilasso un po’ con Brian prima di andare a dormire».
intervista di stefano semeraro, la Stampa, 14 dicembre 2009

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.