SETTE CILINDRI | Hanno perso Vasseur e il Budget Cap
di roberto liberale
① ARTEFICI Un dominatore mai visto
Oltre a quelli già stabiliti nel giorno della conquista aritmetica del titolo mondiale, a Max Verstappen restavano pochi record da battere in questo irripetibile 2023:
◉ Maggior numero di GP vinti in una stagione, record raggiunto con 19 vittorie.
◉ Percentuale più alta di GP vinti in una stagione, record raggiunto con l’86,4%.
◉ Maggior distacco tra primo e secondo in classifica piloti, record raggiunto con 290 punti tra lui e Perez.
◉ Terzo assoluto nella classifica GP vinti in carriera. Ora è a 54 vittorie.
◉ Conferma della migliore percentuale nella storia in termini di punti conquistati in una stagione rispetto al massimo disponibile, il 92,7%, con 575 su 620.
◉ Pilota con più giri in testa in una stagione, 1003 su 1325, il 75,7%. Battuto anche il record in termini percentuali detenuto da Jim Clark con il 71,5% dei giri totali.
Altro non si può aggiungere. Un dominio così in Formula Uno non c’era mai stato.

② OMBRE La mediocrità della prima Ferrari di Vasseur
La Ferrari ha fallito il sorpasso alla Mercedes. È rimasta terza in classifica costruttori. Sarebbe stato un colpo di coda insperato, la Ferrari è stata quarta in classifica per 13 Gran Premi, accelerando solo nell’ultima parte di stagione. Nel finale di campionato è venuto a mancare il contributo di Sainz, la miseria di 17 punti nelle ultime tre gare. La Ferrari non ha mai avuto entrambi i piloti sul podio in nessuno dei 22 Gran Premi, cosa riuscita invece alle altre scuderie arrivate nei primi quattro posti. Qualche episodio controverso non deve far dimenticare l’anonimato in cui la scuderia di Maranello è rimasta a lungo nell’arco della stagione. La penalizzazione di Pérez ad Abu Dhabi, che ha fatto guadagnare la terza posizione a Russell decisiva per la classifica costruttori, è stata oggetto di polemica televisiva, anche se francamente il secondo posto della Mercedes è stato meritato per la costanza nei risultati da parte della scuderia anglo-tedesca. Se a Maranello si aspettavano progressi immediati grazie a Vasseur, per ora non li hanno visti. La Rossa ha perso una posizione in classifica costruttori, mentre in classifica piloti Leclerc tre e Sainz due. Poi resta una vittoria contro le quattro del 2022 e nove podi contro venti. Vasseur ha ereditato un progetto e un team costruito da altri, ma dal 2024 toccherà a lui riportare la Ferrari a essere quanto meno la prima avversaria della Red Bull. E stavolta la responsabilità sarà interamente sua.
③ ORIZZONTI Perché Hamilton resta in Mercedes
Toto Wolff sembrava disinteressato al secondo posto in classifica costruttori. La stagione della Mercedes, abituata a ben altri risultati fino ad appena due anni fa, è andata meglio rispetto alle aspettative di inizio stagione. Nessuna vittoria, ma otto podi, e almeno una vettura a punti in ognuno dei 22 appuntamenti mondiali. Lewis Hamilton è terzo in classifica piloti, e ne abbiamo già scritto dopo Las Vegas. Russell è invece arretrato di quattro posizioni, ma quella della Mercedes si presenta già come una delle coppie più solide per il 2024. Siamo certi che dalle parti di Brackley un altro anno a digiuno di vittorie sarà poco tollerato. Hamilton resterà in Mercedes nonostante le lusinghe di Chris Horner e il sottile desiderio di rivincita di Lewis su Verstappen a parità di macchine. Ma, come ha dichiarato Hamilton, lui resterà in Mercedes perché è certo di guidare una monoposto vincente. Se lo dice lui, c’è da credergli.
④ PROSPETTIVE La coppia del futuro
La McLaren chiude la stagione confermando il quarto posto in classifica costruttori, una posizione guadagnata rispetto al 2022. Il duello contro l’Alpine, sua storica rivale negli ultimi due campionati, è praticamente finito già a metà campionato, dal GP di Ungheria in poi. I punti della scuderia di Woking sono stati quasi il doppio della stagione scorsa, con il fiore all’occhiello dei nove podi conquistati, di cui ben sette da parte di Norris, contro l’unico del 2022. La coppia di piloti a disposizione di Andrea Stella e Zak Brown è forse la migliore in prospettiva futura. Oscar Piastri ha esordito con il nono posto in classifica mondiale, impreziosito dalla vittoria nella Sprint Race in Qatar e due podi da rookie. Viste le premesse, non è improbabile che la seconda scuderia più vincente nella storia della Formula Uno possa diventare la prima rivale della Red Bull nel 2024.
⑤ MEDUSE La débâcle dei motori Ferrari e del Budget Cap
Le altre sei scuderie hanno tutte chiuso una stagione non esaltante. I motivi sono diversi. Per esempio, la Aston Martin, a lungo principale rivale della Red Bull e seconda in classifica costruttori fino a fine maggio grazie anche ai sei podi di Alonso nei primi otto Gran Premi, ha finito invece in rottura prolungata. Da Silverstone in poi è sembrata un’altra macchina, e solo qualche magia di Fernando ha illuminato, grazie al quarto posto finale in classifica piloti, una seconda parte di campionato quasi anonima. Anche l’Alpine è andata sotto le aspettative, anche se ha conquistato due podi come nel 2021, dopo lo zero della scorsa stagione. Solo che nel 2021 uno dei podi fu la vittoria di Ocon in Ungheria. Quest’anno la scuderia francese si aspettava qualcosa di meglio rispetto al sesto posto finale. La rivoluzione al vertice, avvenuta durante la sosta estiva, non ha prodotto i miglioramenti sperati. L’Alpine sesta era e sesta è rimasta. La lotta tra gli ultimi è stata poi vinta dalla Williams, che si è migliorata di tre posizioni. Per la storica scuderia britannica un po’ di soldi in più e l’abbandono dell’ultima posizione che per quattro volte negli ultimi cinque campionati aveva depresso non poco il team. Ad appena tre punti di distanza dalla Williams c’è l’Alpha Tauri, ottava, che a sua volta sopravanza Alfa Romeo e Haas di pochissimo. Peggiori in campo proprio le due scuderie motorizzate Ferrari. Dopo un 2022 discreto, Alfa Romeo e Haas finiscono agli ultimi due posti, andando rispettivamente appena sei e cinque volte a punti. Un’autentica débâcle. Il gap tra le scuderie è notevolmente aumentato, nonostante il Budget Cap. La somma dei punti (81) delle scuderie dal settimo al decimo posto, è poco più della metà dei punti (120) della Alpine, sesta. Una Formula Uno più competitiva avrebbe bisogno di maggior equilibrio, e forse qualcosa va rivisto nella ripartizione dei guadagni.
⑥ CORIANDOLI Chi si è divertito
Il risultato finale è che il cannibalismo di Verstappen e della Red Bull ha lasciato ben poche soddisfazioni agli altri piloti, quasi tutti con il bicchiere mezzo vuoto, se non completamente vuoto: Pérez, che non è certo di rimanere in Red Bull; Hamilton, che non vince da 45 Gran Premi; Leclerc, che ha “bruciato” altre cinque pole positions; Norris, che è arrivato a 13 podi senza vittorie; Russell, che sognava di scavalcare Hamilton nelle gerarchie della Mercedes ed è rimasto indietro. Pochi piloti terminano la stagione sorridendo. Uno di questi è Alonso, che continua a divertirsi ed è salito otto volte sul podio, cosa che non gli accadeva dal 2013, raggiungendo così Prost al quarto posto nella storia a quota 106. Gli altri mezzi sorrisi sono di Carlos Sainz, per l’unica vittoria non Red Bull di stagione e di Piastri, che è stato uno dei migliori esordienti degli ultimi anni. Un sorrisino infine anche per Albon, artefice del settimo posto della Williams.
⑦ POST-IT Quando li rivedremo
La prossima stagione vedrà al via quasi tutti gli stessi piloti di quest’anno, al netto del volante della Williams ancora in bilico e di possibili sorprese in casa Red Bull. I Gran Premi saranno 24, con il ritorno della Cina e di Imola, saltato quest’anno per l’alluvione. Si inizierà il 2 marzo, di nuovo in Bahrain, per terminare l’8 dicembre ad Abu Dhabi, un paio di settimane più tardi rispetto al 2023. Alcune date tradizionali sono state cambiate: in Giappone si correrà ad aprile e non più in autunno, mentre Baku fa il percorso inverso, passando da aprile a settembre. I circuiti cittadini, o meglio, quelli non permanenti, saranno Jedda, Melbourne, Miami, Montecarlo, Montreal, Baku, Singapore e Las Vegas, un terzo del totale.
Slalom concorda con Max Verstappen, che ha dichiarato in un’intervista al Telegraph che «le piste vere sono sempre quelle più divertenti su cui guidare. La gente può dire quello che vuole sui circuiti cittadini, ma alla fine dei conti, non sono quelli i posti più adatti a una vettura di Formula 1…». Ha poi aggiunto quanto sia importante che «i piloti parlino della necessità di mantenere vere le corse e che non sia solo una questione di spettacolo esterno». Parole condivisibili, arrivate da un campione che vive la Formula Uno sulla sua pelle e che per questo motivo andrebbe ascoltato, insieme agli altri che probabilmente pensano le stesse cose ma non le dicono.
CHE COSA SI DICE IN GIRO
Giorgio Ursicino, il Messaggero: “Non ci si può sorprendere per la guida dell’orange, è sempre stato più veloce della luce. E neanche della straordinaria abilità nel gestire le gare, sfruttando al massimo le gomme, arma letale nella F1 moderna. L’aspetto che più sorprende è fare tanti chilometri con bolidi così performanti, senza sbagliare neanche una virgola”
Fulvio Solms, Corriere dello Sport-Stadio: “Dimenticavamo di Verstappen, un po’ come i registi Tv che nella seconda metà dell’anno l’hanno sovente ignorato. Il suo peccato è stato rendere ordinario lo straordinario”
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Per acciuffare questa Red Bull, serviranno miracolose genialità”.
Stefano Mancini, la Stampa: “La Red Bull ha interrotto gli sviluppi prima delle altre squadre, che hanno così accumulato nuovo ritardo. Dallo stabilimento di Milton Keynes, in Inghilterra, filtrano voci che la RB20, la prossima creatura di Adrian Newey, sarà molto più veloce della RB19 dei record”.
Umberto Zapelloni, il Giornale: “La Red Bull non ha solo la miglior auto e un pilota che non sbaglia mai. La Red Bull ha tutto (o quasi) perfetto. Solo una Ferrari da 10 in pagella può batterla. E quella di quest’anno raggiunge a stento la sufficienza, anzi viaggia tra il cinque e il sei”.
Leo Turrini, Resto del Carlino: “La Ferrari fa calare il sipario su una stagione da dimenticare”.
Luigi Perna, la Gazzetta dello sport: “La lista delle occasioni perse quest’anno dalla Ferrari è lunga. È sufficiente ricordare la mancata partenza di Carlos Sainz in Qatar per una perdita dal serbatoio e il blocco elettronico di power unit e cambio costato l’uscita di pista di Leclerc in Brasile nel giro di ricognizione. Ma si potrebbe riavvolgere il filo cominciando dalla prima corsa in Bahrain per trovare innumerevoli episodi in cui la rossa ha lasciato punti per strada. L’affidabilità è stata uno dei problemi. La carenza di carico aerodinamico e di bilanciamento hanno afflitto la SF-23 portando a un degrado eccessivo degli pneumatici sulla maggior parte dei circuiti. E il “remote garage” di Maranello ha spesso fallito nel compito di coadiuvare gli uomini al muretto con le strategie migliori”
Diego De Ponti, Tuttosport: “Sul podio si coglie un velo di delusione nell’espressione che Leclerc fatica a mascherare. Logico che sia così per il monegasco che aspetta che venga primavera; tradotto vuol dire che aspetta di aver a disposizione un mezzo che gli permetta di lottare alla pari con la Red Bull di Max Verstappen”.
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