L’anteprima di Phoenix vs Oklahoma
Il centro della partita resta Devin Booker. Non solo perché è il leader dei Suns, ma perché in questo momento è anche il loro problema più chiaro: per restare vivi nella serie deve prendersi più peso, più tiri, più partita. Phoenix è arrivata ai playoff già oltre le attese, dopo una stagione piena di assenze e inciampi, passando dal play-in: prima la sconfitta con Portland, poi il colpo contro i Clippers. Ma contro Oklahoma City, fin qui, non si è vista nessuna sorpresa: 119-84 in gara 1, 120-107 in gara 2, con una resistenza un po’ più lunga ma senza mai dare davvero l’idea di spostare la serie.
La difficoltà era chiara già prima di cominciare: i Suns stanno giocando contro la miglior difesa della lega, e per rubare almeno una partita avrebbero bisogno che tutto funzioni. Invece è successo il contrario. Dillon Brooks e Jalen Green hanno tirato male in gara-1; in gara-2 Brooks ha reagito bene, con 30 punti e 6 rimbalzi tirando 12 su 23, ma Green ha continuato a forzare troppo, chiudendo con 21 punti e 8 su 23.
Il punto è proprio questo: Phoenix non può permettersi che Green e Brooks prendano più tiri di Booker. Booker sta provando a coinvolgere i compagni, a non caricarsi tutto addosso, ma a questo punto la distribuzione dei possessi va corretta. Se i Suns vogliono allungare la serie, devono partire da lì. Anche perché l’assenza di Grayson Allen, fermato da un problema al bicipite femorale e ancora inutilizzato in queste prime due partite, toglie proprio quello che servirebbe: tiro e ordine.
Dall’altra parte c’è una squadra che continua a sembrare costruita per durare.
Oklahoma City ha chiuso la regular season al primo posto nonostante infortuni e rotazioni da aggiustare, ed è ripartita nei playoff con la stessa faccia: difesa feroce, attacco sobrio, controllo quasi continuo. I Thunder concedono appena 107 punti ogni 100 possessi, miglior dato della lega, e lo hanno confermato subito: 84 punti concessi in gara 1, 107 in gara 2, senza mai lasciare ai Suns la sensazione di poterla davvero girare.
In gara 1 Shai Gilgeous-Alexander aveva tirato male; in gara 2 ha risposto da MVP, con 37 punti, 9 assist e 5 rimbalzi, tirando 13 su 25. Chet Holmgren ha aggiunto 19 punti con 8 su 12, e anche Jalen Williams era arrivato a 19 prima di fermarsi. Questa è l’unica crepa della vigilia per Oklahoma City: Williams salterà la partita per uno stiramento di primo grado all’inguine. Resta fuori per tutta la stagione anche Thomas Sorber. Ma i Thunder hanno profondità sufficiente per assorbire quasi tutto.
Un dato curioso resta: in regular season Phoenix aveva battuto Oklahoma City due volte su quattro, anche se una di quelle vittorie era arrivata a giochi già fatti. Nei playoff, però, il conto è già cambiato: 2-0 Thunder. Per i Suns Jordan Goodwin è in dubbio; Allen resta da valutare.
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