L’ambizione olimpica e la mancanza di fondi
L’ambizione di vivere la prossima edizione dei Giochi olimpici senza auto sta facendo i conti con la realtà. I promotori di LA 2028 e i politici cittadini hanno definito obiettivi precisi in materia di trasporti per ridurre significativamente l’impatto sull’ambiente, ma la riduzione dei finanziamenti solleva preoccupazioni sulla fattibilità in meno di quattro anni. Parigi 2024 ha compiuto sforzi notevoli nel settore della ecosostenibilità, i responsabili di Los Angeles 2028 sono irremovibili nell’intenzione di estendere e ampliare quel percorso in termini di mobilità. Già nel mese di agosto hanno dichiarato che l’obiettivo era quello di presentare una città senza automobili durante le tre settimane dell’evento.
Parigi ha limitato le emissioni riservando corsie agli atleti e al personale legato ai Giochi, una soluzione in linea con il concetto di “città da 15 minuti” assai caro alla sindaca Anne Hidalgo e alla filosofia della prossimità urbana. Ma Los Angeles è un animale completamente diverso, ha scritto Inside the Games. Le autostrade affollate sono quasi parte del suo paesaggio urbano, la scena iniziale di La La Land è il poster perfetto.

La sindaca Karen Bass ha assicurato che la città avrebbe investito nel miglioramento dei trasporti e sta prendendo in considerazione formule come la promozione dell’uso dei mezzi pubblici o il telelavoro durante le finestra dei Giochi, seguendo l’esperienza legata alla pandemia di covid del 2020. Il piano richiede il prestito di più di 3.000 autobus da altre zone degli Stati Uniti.
Tutto questo accade mentre in più parti del mondo la sfida per il contrasto alle vecchie fonti di energia sta segnando il passo. Le infrastrutture di ricarica e il miglioramento delle stazioni della metropolitana vicine ai luoghi olimpici sono le massime priorità per la California, ma il LA Times riporta che l’elenco dei progetti concordati dal valore di 3,3 miliardi di dollari per la Los Angeles Metropolitan Transportation Authority è stato finanziato per ora solo al 5,2% e se altro denaro non dovesse arrivare, alcune delle idee di Bass potrebbero non vedere la luce entro il 2028.
Proprio come ha fatto Parigi con la Torre Eiffel e il Palazzo di Versailles, gli organizzatori di LA28 intendono costruire stadi temporanei in punti selezionati della città. L’esempio clou è il progetto da 12.000 posti per il beach volley sulla famosa sabbia di Santa Monica. Altre città sono candidate a ospitare degli eventi: Carson e Inglewood, Pasadena, Temecula, addirittura Oklahoma City. I pendolari da e per tali sedi pongono delle sfide extra. Tuttavia, l’ostacolo più grande al progetto di trasporto è certamente la fama dei leggendari ingorghi di Los Angeles. È stato previsto che i Giochi attireranno in città folle di turisti equivalenti a sette Super Bowl al giorno.
«Sarà nostra responsabilità spostare centinaia di migliaia di persone ogni giorno in modo rapido ed efficiente» promette Janice Hahn, presidente del consiglio di amministrazione di Metro e supervisore della contea di Los Angeles. «Abbiamo meno di quattro anni, formeremo abbastanza conducenti di autobus e prepareremo il nostro sistema».
LA28 ha iniziato a sentire le pressioni dei politici locali e i progettisti della metropolitana hanno iniziato a farsi sentire affinché il consiglio fornisse altri 10 milioni di dollari in anticipo.
Il vicedirettore dell’Institute of Transportation Studies dell’UCLA, Juan Matute, si sta facendo prendere dallo sconforto. In un convegno organizzato con politici, lobbisti, accademici e organizzatori dei Giochi, è giunto a una conclusione che ha definito scoraggiante, perché sia il comitato organizzatore olimpico che quello paralimpico – ha detto – «hanno perso sponsor e sono sottofinanziati, mentre devono cercare di convincere la città ad assumersi una quota maggiore dei costi di sicurezza».
Il cosiddetto elefante nella stanza si chiama Donald Trump. La volontà politica di sostenere un evento senza auto potrebbe cambiare radicalmente dopo le elezioni presidenziali del 5 novembre. L’insediamento del vecchio-nuovo presidente farà prima o poi chiarezza. Nel frattempo, a LA28 mancano ancora circa 1 miliardo di dollari in accordi di sponsorizzazione, secondo quanto riportato dai media locali. Il sistema metropolitano di Hollywoodland è molto più limitato e molto meno utilizzato dai pendolari rispetto alla solida rete metropolitana di Parigi e i funzionari di Los Angeles si sono incontrati con i loro predecessori francesi per elaborare una strategia di mobilità per il 2028 e per imparare dall’esperienza passata. Lezione numero uno? Senza soldi non si cantano messe.