Gli americani porteranno a Parigi 26 uomini, il numero massimo consentito, e 20 donne. Alt. Nessuna discriminazione. È che in campo femminile ci sono molte doppiette e molte atlete multi potenziali, qualificate su più stili, più gare, staffette comprese. Katie Ledecky ha una carta per 4 eventi ma non nuoterà i 200 tenendosi 400, 800 e 1.500. Per tre eventi si sono qualificate Kate Douglass [100 stile libero, 200 rana, 200 misti] e Regan Smith [100 e 200 dorso, 200 farfalla], per due Katie Grimes [400 misti, 1.500 stile libero, oltre le acque libere], Torri Huske [100 stile, 100 farfalla], Lilly King [100 e 200 rana].
Gli uomini doppiettisti sono Bobby Finke [800 e 1.500], Carson Foster [200 e 400 misti], Thomas Heilman [100 e 200 farfalla], Ryan Murphy [100 e 200 dorso], Caeleb Dressel [50 stile libero, 100 farfalla]. Una sola tripletta: Chris Giuliano [50, 100 e 200 stile libero]: non succedeva dai tempi di Matt Biondi nel 1988.
SIMONE MANUEL
— SportMedia (@SportNMedia) June 24, 2024
Nella serata finale dei Trials, Simone Manuel ha portato il suo ritorno al nuoto a un livello più alto, aggiungendo un evento individuale al suo programma olimpico a Parigi. Era già qualificata per il la staffetta 4×100 stile libero, la sua vittoria nei 50 le dà la possibilità di partecipare per la terza volta consecutiva alle Olimpiadi nello sprint breve. Ha nuotato il suo tempo più veloce degli ultimi cinque anni, vincendo in 24.13, 21 centesimi sotto il personale stagionale, ora è ottava nella lista mondiale del 2024. Gretchen Walsh e Torri Huske hanno nuotato in finale tempi più lenti che in semifinale. Stefano Arcobelli sul blog Questione di stile la definisce “la vittoria più significativa che arriva da Indianapolis dopo le storie di fratelli e sorelle (Walsh, Schakell), il gran ritorno di Dressel e Urlando, l’irruzione del diciassettenne Hidelman (il più giovane olimpico dal 2000 di Phelps e Peirsol) e la conferma di Kate Douglass, che per vincere i misti ha rinunciato ai 50 sl. Chissà come sarebbe andata con lei. La Manuel, che si allena con Bob Bowamn, dopo le semifinali era quarta aa 24″51 “
Sports Illustrated parla invece di rivalità. Ricorda che ai Mondiali dell’anno scorso gli USA sono finiti dietro l’Australia nel conteggio delle medaglie d’oro, ma questi Trials di Indianapolis – scrive Pat Ford – danno fiato alle trombe, Turchetti [cioè: lui non lo dice proprio così]
Osserva che “nuotare in uno stadio di football funziona in un modo spettacolare. Quasi tutti hanno adorato la novità. E cosa più importante ancora: l’America è una nazione che va ancora a una velocità incredibile. Gli USA hanno ritrovato gran parte della loro spavalderia e potrebbero tornare a capeggiare il medagliere“
LA RIVALITÀ CON L’AUSTRALIA
Oh, perché SI insiste su questo punto? Perché dopo i Mondiali del 2023 il gran capo coach Bob Bowman negò che gli USA non fossero primi. Contò le medaglie complessive e il bilancio era 38-25 sull’Australia, una ragioneria che scatenò la reazione di Cate Campbell. Definì gli americani dei perdenti lamentosi e patetici. «Arrivare in cima al mondo è una cosa dolcissima, ma è molto più dolce battere l’America. Nella prima serata di gara, non abbiamo mai dovuto sentire The Star-Spangled Banner. Non riesco a dire quanto mi abbia reso felice. Agli USA dico solo: smettetela di essere dei perdenti. Quando siamo uno accanto all’altro nell’area di riscaldamento, hanno questo campanaccio infernale che suonano, e quando una di noi esce dalla vasca di allenamento gridano USA, USA-A, e io non ho mai desiderato di più prendere a pugni qualcuno e rubare quel campanaccio».
Campbell avrebbe poi chiarito al Sydney Morning Herald che gli americani non hanno neppure ironia, perché lei stava facendo la spiritosa e manco se ne sono accorti. Invece si sono risentiti «Porteremo tutte un campanaccio» le rispose la velocista americana Abbey Weitzeil.
Ora, secondo un patriottico Sports Illustrated ci sono ragioni per credere che il contingente di 46 convocati – 26 uomini e 20 donne – “possa riportare gli USA a vincere medaglie d’oro in doppia cifra a Parigi e forse anche fino a 15”
È una squadra americana più grande d’età e più veloce. C’è una nuotatrice alla sua quarta Olimpiade [Katie Ledecky], sette alla terza e altre 15 alla seconda. Sette delle veterane hanno vinto delle medaglie d’oro. Chris Guiliano è la grande faccia nuova, il primo olimpionico di nuoto che viene dall’università di Notre Dame, All’estremità opposta ci sono le facce nuove. Otto adolescenti tra i convocati, inclusa la coppia fratello-sorella di Aaron e Alex Shackell, oltre alle sorelle Walsh. La metà di loro sono uomini, “mentre di solito – chiarisce SI – sono le donne che si fanno essere pronte prima”.