La ragazza con la rotula lussata che ha chiuso l’éra di Federica Pellegrini

I Mondiali di nuoto a Fukuoka

 

Dalla Carpi di Gregorio Paltrinieri alla Bologna di Lucio Dalla sono meno di 70 km. Così c’è poco da sorprendersi, se il ragazzo diventato un pesce si muove a proprio agio dentro quel verso che ritiene sia un’impresa eccezionale, dammi retta, essere normale. La normalità di Gregorio Paltrinieri è sfacciata quando parla, con un tono semplice e diretto, spontaneo, che nessuno sportivo italiano possiede; quando spiega cosa significa essere ultimo in una finale mondiale dopo averne nuotate altre nelle quali è stato primo; cosa significa cavarsela in mare, nelle acque libere, dove si può fare qualche trucchetto, e invece accettare il verdetto della piscina, accettare che dentro una corsia non si possa mentire. 

È arrivato ultimo negli 800 stile libero più veloci della storia. Anche questo sapeva, prima. Lo aveva previsto in una chiacchierata alla vigilia con Stefano Arcobelli sulla Gazzetta dello sport. I primi quattro all’arrivo sono diventati il terzo, il quarto, il settimo e il nono più veloce nella storia di questa gara, dal tunisino Ahmed Hafnaoui all’australiano Sam Short, dall’americano Bobby Finke all’irlandese Daniel Wiffen. Hafnaoui è stato l’unico a non battere un record. Quello africano e quello del suo paese sono detenuti ancora entrambi da Oussama Mellouli, tre secondi più veloce di lui ai Mondiali romani di 14 anni fa, con il  costume gommato. 

Short s’è preso l’iconico record oceanico di Grant Hackett (7:38.65) che resisteva dal 2005. Finke ha battuto il suo stesso primato americano di un anno fa. Wiffen ha tolto al pesce Gregor il record europeo del 2019. Nello stesso giorno in cui è caduto il record mondiale di Federica Pellegrini. 

Arianna Ravelli sul Corriere della sera ha scritto: Cadono gli dei e anche gli epigoni non si sentono tanto bene. In un quarto d’ora viene abbattuto il totem di Federica Pellegrini e va in scena un Greg mai visto. Non solo ultimo nella finale degli 800, ma arreso a metà gara. Come se le fatiche di una settimana, di una stagione, di una vita gli avessero presentato il conto tutte assieme nello stesso momento. Che la preparazione non fosse all’altezza lo sapeva, colpa di tanti malanni fisici. In queste condizioni affrontare le acque libere (da cui comunque è uscito con un oro in staffetta e un argento nella 5 km) e poi le piscine è troppo.

Così, stamattina pare proprio la scelta migliore, la sua rinuncia ai 1.500. 

 

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Slalom 21 agosto 2022

 

MAPPE

I record che si sommano in Africa

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Davanti al 7:37.00 di Hafnaoui rimangono solo quelli che hanno nuotato senza costumi in tessuto, il cinese Zhang Lin in 7:32.12 (2009) e Oussama Mellouli in 7:35.27. Hafnaoui era arrivato a Fukuoka con un personale di 7:45.54. Ai Giochi di Tokyo aveva vinto i 400 metri a sorpresa, qualcuno aveva fatto il sospettoso, era rimasto fuori dalla finale degli 800, nuotando in 7:49.14, decimo tempo. Una gara di stupore, due anni fa. Prima di tuffarsi dai blocchi per la finale, Ahmed aveva il 15esimo tempo dell’anno. Aveva dovuto migliorarsi di mezzo secondo per entrare in finale. Se fosse stato di altri 14 centesimi più lento in batteria, non avrebbe avuto la medaglia d’oro al collo. Onestamente chi pensava a lui? Non era una meteora. 

Il mezzofondo è una brutta bestia, come dimostra qui il risultato di Florian Wellbrock, straripante nelle acque libere e dopo puff. 

L’oro di Hafnaoui è il primo in piscina per il Nord Africa dai tempi di Mellouli. Se si esclude il Sudafrica, fa notare Swin Swam, si tratta del primo in assoluto per l’intero continente dal 2009, l’anno in cui Kirsty Coventry dello Zimbabwe vinse nei 200 dorso. Hafnaoui adesso guida un bel gruppo di nomi in ascesa. Youssef Ramadan, egiziano, ha battuto il record nazionale con 48.77 nei 100 stile libero. Studia alla Virginia Tech, è stato il campione NCAA nei 100 farfalla. Egiziani come lui sono Abdelrahman Sameh e Marwan Elkamash, nuovi primatisti nazionali nei 50 farfalla e negli 800 stile libero. I record si sono moltiplicati: due per il Camerun con Giorgio Nguichie Kamseu Kamogne nei 50 farfalla [29.93] e Hugo Nguiche nei 100 stile libero [1:03.00], uno per Capo Verde con Jayla Pina nei 100 rana [1:14.09], tre per la Guinea con Fode Amara Camara nei 50 farfalla [28.42] e nei 50 rana [33.42], con Mariama Toure nei 100 rana; uno per la Guinea-Bissau con Pedro Rogery nei 100 stile libero [1:18.28], uno per il Lesotho con Refiloe Chopo nei 50 farfalla [34.21], uno per la Namibia con  Xander Skinner nei 100 stile [50.00], uno per il Rwanda con Cedrick Niyibizi nella stessa gara [55.87], uno per iul Sudafrica nei 200 misti con Rebecca Meder [2:10.95], e ancora per il Sudan con Rana Saadeldin nei 50 dorso [36.32], per il Gambia con Aminata Burrow nei 100 rana [1:14.32], per l’Uganda con Tendo Mukalazi nei 100 stile [52.56], per lo Zambia con Mia Phiri nei 50 dorso [30.17], per lo Zimbabwe con Denilson Cyprianos nei 100 dorso [57.29]. 

Molti di questi crono non hanno una portata internazionale, ma raccontano che nei singoli paesi c’è una crescita. 

 

ORIZZONTI

L’éra di Federica Pellegrini

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Chi ha fatto i calcoli, dice che sono passati 5462 giorni. L’éra di Federica Pellegrini s’è chiusa per davvero ieri in Giappone, come lei s’aspettava. Ma la mano che ha tirato una riga sul suo record del mondo è stata diversa da quella attesa. Non Ariarne Titmus, da due anni un’ape intorno al miele; ma Mollie O’Callaghan, cuffia gialla, australiana anche lei, cinque settimane fa alle prese con una lussazione della rotula. O’Callaghan era stressata prima del suo arrivo a Fukuoka, si sta ancora riprendendo e sta tuttora facendo riabilitazione, scrive Tom Decent su The Age nel suo paese. L’oro nein 200 stile libero mancava all’Australia da 22 anni. 

Titmus era la favorita, detiene tre delle quattro gare più veloci nella storia di questa gara, quattro delle 10 sotto 1:54. Mollie O’Callaghan ha visto i suoi piedi fare la schiuma per tre quarti di gara, l’ha infilata solo nei metri finali, togliendo 13 centesimi al primato di Federica Pellegrini, 1:52.85, e nuotando un’ultima vasca da leggenda. Mentre Summer McIntosh alle loro spalle andava a prendersi il bronzo [1:53.65] con il il record jr, O’Callaghan ha chiuso con uno sbalorditivo 28.11, non solo la vasca finale più veloce di sempre, di qualsiasi altra donna in qualsiasi altra gara, ma perfino più veloce degli ultimi 50 metri nuotati da David Popovici nella finale dei 200 stile libero. Popovici è il campione del mondo 2022 e l’unico uomo a essere mai sceso sotto 1:43 con un sotume in tessuto. Un Mister Stupore che a Fukuoka finora ha deluso, ma quarto posto nei 200, ma è sorprendente – fa notare Swim Swam – ogni volta che vediamo una donna battere un uomo nella stessa gara

 

Dal suo profilo Instagram, 1 milione e 700 mila iscritti, Federica Pellegrini ha scoperto la pancia e sopra c’era scritto: “We’ll take it Back”, “Ce lo riprenderemo”. Dunque sì, è incinta come si diceva nei giorni scorsi. Dunque è pure una bambina. È strana a questo punto la risposta data a Repubblica ieri mattina, quando le chiedevano se fosse infastidita dalle voci sulla gravidanza: «Mi sembra insopportabile e assurdo». 

Giulia Zonca su la Stampa racconta stamattina: Come rigirare la caduta di un record in un’opportunità. Ci vuole Federica Pellegrini che saluta il primato più longevo del nuoto femminile e lo sfrutta per dire pubblicamente che è incinta. Nel giorno dispari si prende la scena e sembra quasi un copione scritto, Nessun tempo è eterno, questo stava per scadere, si era capito, poteva essere nostalgico salutarlo, invece Pellegrini ha trovato il modo di salire, per un attimo, a distanza, su quel podio frequentato con grande assiduità dal 2004 al 2019. Ci ha fatto una comparsata, si è affacciata per dire che lei e il marito aspettano una bambina. Nascerà con un messaggio nella bottiglia che la aspetta

Arianna Ravelli sul Corriere della sera considera e ricorda: E niente, una Divina è per sempre. Con lo stesso tempismo con cui ha fatto coincidere l’uscita di scena dal nuoto con il giorno della sua quinta finale olimpica e con la confessione di essere fidanzata con l’allenatore Matteo Giunta, Federica Pellegrini studia un’altra coincidenza perfetta, che nemmeno uno sceneggiatore avrebbe potuto pensare, ma una Divina, appunto, sì. E quindi mostra la pancia da tempo oggetto di attenzione da parte di giornali e siti di gossip alla ricerca di qualche rigonfiamento, e sotto la maglietta compare la scritta sulla pelle: «We’ll take it back», «Ce lo riprenderemo». Sottinteso naturalmente il record. Sottinteso noi due, una mamma e una figlia che già prima di nascere ha un destino scritto, per fortuna in un posto fuggevole come una storia di Instagram

 

  LE STELLINE DELL’ATTESA

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  quando |  oggi ore 13 in tv su Rai 2 e Sky

 

★★★★★  Lana Pudar nei 200 farfalla

Lana Pudar lasciò il nuoto a bocca aperta l’estate scorsa, quando portò alla Bosnia la prima medaglia europea della sua storia. La prima nel nuoto, e non solo. Il paese è sulla scena internazionale con la propria bandiera dal 1992, Olimpiadi di Barcellona, arrivò in pieno assedio di Sarajevo. Non ha ancora mai vinto una medaglia olimpica. È un lavoro per Lana a Parigi. Sotto la bandiera jugoslava, molti bosniaci hanno vinto l’oro con le Nazionali di calcio, di basket e di pallamano. Nel 1984 a Los Angeles fu campione il pugile Anton Josipović. Qualche mese prima, Sarajevo aveva ospitato l’edizione dei Giochi invernali. 

Da nazione indipendente, il massimo della gloria per la Bosnia consisteva in 6 successi ai Giochi del Mediterraneo, due proprio con Lana Pudar, uno con Arnela Odžaković nel karate, uno con Hamza Alić nel getto del peso, con Almedin Fetahović nella boxe, con la squadra di basket femminile nel 93. La Nazionale di calcio si è qualificata per i Mondiali del 2014 in Brasile. È il paese di Mario Stanić (che ha giocato per la Croazia), di Mile Mitić (visto nella Serbia), oltre che di Pjanic e Dzeko. I giocatori di basket più affermati sono Mirza Teletović, in NBA con i Brooklyn Nets, e Jusuf Nurkić, ai Denver Nuggets.

Alla fine: lei. Stamattina è la testa di serie numero 1 dei 200 farfalla femminili. Nella seconda semifinale ha rimontato Regan Smith, che aveva guidato per i primi 150 metri. Pudar ha fermato il cronometro a 2:06.60, appena più alto del record europeo junior nuotato a inizio estate. Non è la favorita. C’è anche Summer McIntosh da superare. Ma la corsa a un bronzo è possibile, per dare alla Bosnia la prima medaglia a un Mondiale. 

 

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Il primo contingente delle Nazioni Unite con 1300 militari francesi e 400 automezzi era arrivato di mattina presto al porto di Fiume. Le violazioni al cessate il fuoco non si contavano più, a Kupres, a Livno, a Svica. Le unità paramilitari serbe di Zeljko Raznjatovic Arkan avevano preso il controllo di Bijeljina, a 20 km dalla frontiera con la Serbia e stavano arrestando chi ritenevano avesse fornito armi ai musulmani. Il consiglio di difesa della città di Sarajevo decise il 4 aprile del 1992 di mobilitare l’unità di difesa territoriale «per proteggersi dal caos e dall’anarchia». 

➔  CONTINUA QUI Slalom 24 aprile 2020

 

★★★★☆  Il riscatto di Popovici nei 100

Il grande deluso dei 200 cerca il riscatto nella gara regina. Tommaso Mecarozzi è già pronto a dire tre-quattro volte: i califfi della velocità. La rivista Nuoto nel frattempo ci prepara: Al termine della batterie di qualificazione dei 100 stile libero del mondiale di Fukuoka è salito a ventitré il numero di atleti che nel 2023 hanno nuotato al via i 100 stile libero in meno di 48 secondi, compreso l’azzurro Alessandro Miressi che con il 47.54 in prima frazione della staffetta veloce si porta al terzo posto della classifica mondiale stagionale di specialità con il primo tempo europeo, guida la classifica il cinese Pan Zhale (47.22) seguito dall”australiano Kyle Chalmers (47.44). Al mondiale di Budapest dello scorso anno si presentarono al via dei 100 stile libero 8 atleti con un tempo di iscrizione inferiore ai 48 secondi, a Fukuoka 17, più del doppio. Nel corso delle batterie 6 atleti hanno nuotato sotto il muro dei 48 secondi contro i 2 dell’edizione precedente che furono poi 10 in semifinale e solo 4 in finale.

Miressi però in finale non c’è. Stefano Arcobelli spiega sul suo blog Questione di stile: In una giornata tutt’altro che esaltante per il nuoto azzurro ai Mondiali di Fukuoka, ci dispiace che Alessandro Miressi non sia entrato in finale nella gara delle gare soprattutto perché dopo il 47″54 in prima frazione di staffetta tutto faceva presagire ad una prova individuale da protagonista. Sarà stato il passaggio forzato, la tensione di un’alta posta in palio, fatto è che uscire con un 48″21 lascia perplessi

 

★★★☆☆  Katie Ledecky nella batteria degli 800 e Manadou nei 100

Chi vorrà mettere la sveglia nella notte prossima, troverà nel menù una nuova gara per Katie Ledecky e una nuova sfida per Florent Manaudou. 

Giulia Zonca scrive su La Stampa ha scritto dell’americana: C’è un’evidente differenza tra il modo in cui le sue imprese vengono percepite e quello in cui si parlava (e giustamente tutt’ora si parla) di Phelps. Intorno a lui si è costruito, in ogni singola occasione, il set dello straordinario, per lei stradominare deve essere normale. Questo si dice, così la si descrive: la donna dai successi inevitabili.  lei è straordinaria solo che non c’è un cartellone che brilla con la scritta “amazing” ogni volta che sale sul blocco e non c’è uno sponsor che mette in palio un premio per un suo particolare record da vendere al marketing e non c’è una camera dedicata per la sua famiglia in tribuna. Spesso viaggia da sola, anche perché non ci sono marchi che offrono il tutto pagato ai parenti. La applaudono, la portano a esempio, la celebrano ma non la elevano a figura di riferimento per uno sport o per una nazione. Non è Phelps anche se, in vasca, fa gli stessi numeri. Verrebbe facile dire che succede perché è una donna e infatti è così

Stamattina invece L’Équipe ci porta alla scoperta del team costruito su misura per Florent Manaudou. Da febbraio il campione olimpico ha costruito attorno a sé un team personale per riuscire nella sua ultima grande sfida, una medaglia nei 50 stile libero in Giappone per preparare la missione dei Giochi di Parigi. Campo base: Antibes. Al centro della ditta, il britannico James Gibson, allenatore di riferimento. Ha deciso a gennaio, durante il ritiro della squadra francese a Tenerife. Non è stato facile annunciarlo a Coton, suo grande amico e allenatore.

  quando |  nella notte ore 3.30

 

★★☆☆☆  Le semifinali di pallanuoto

Quando l’Ungheria ha battuto gli Usa nei quarti di finale, abbiamo avuto la certezza di un 20esimo Mondiale su 20 con un podio tutto europeo. Alle Olimpiadi gli ori sono stati 27 su 28, con l’eccezione degli Stati Uniti, ormai lontanissima, era il 1904. Per la crescita di questo magnifico sport è un problema. Grecia-Serbia e Ungheria-Spagna: le medaglie se le giocano loro. Per la Grecia è un risultato quasi inatteso, prima della partenza il c.t. Vlachos aveva dovuto rinunciare alla stella Vlachopoulos.

  quando |  oggi ore 10 Grecia-Serbia e 11.30 Ungheria-Spagna

 

★☆☆☆☆ Il Setterosa per il bronzo

Il Setterosa ha preso una traversa a due secondi dalla fine e la sua ambizione di infilarsi in finale si è spenta là, 8-9 contro l’Olanda. Domani mattina all’alba gioca per il bronzo contro l’Australia. 

Waterpolo Development scrive: Chissà con un approccio più spavaldo come sarebbe andata a finire: la lezione che se ne trae è che continuando a coltivare coraggio e fiducia in sé stesse, elementi su cui Silipo e il suo staff stanno lavorando sin dal primo giorno della loro gestione, il Setterosa può compiere il passo decisivo per provare a raggiungere qualunque obiettivo si ponga, dalla qualificazione olimpica fino a un posto sul podio di Parigi. Anche perché alcune delle giocatrici più talentuose di questa nazionale – da Bettini al portiere Banchelli, fino a Giustini che vanta già un’esperienza internazionale più lunga – sono ancora all’alba della loro carriera internazionale. E che anche le altre possono dare ancora tanto: splendido l’esempio dato oggi da Giuditta Galardi, complessivamente la migliore in vasca per l’Italia, che ha giocato ognuno dei 13 minuti della sua partita come se fosse l’ultimo della sua carriera, facendo ammattire le marcatrici olandesi. La strada intrapresa è quella giusta, insistendo sul lavoro fisico e sull’abitudine all’uno contro uno Silipo ha portato le azzurre a credere di potersi confrontare alla pari anche con gigantesse come le olandesi, giocatrici dotate di esplosività, forza fisica e capacità balistiche superlative. La crescita del Setterosa proseguirà.       

  quando |  domani ore 6

 

 

La scacchiera di Fukuoka

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alfieri | Le subacquee di Marchand

È arrivato un secondo oro per Léon Marchand, nei 200 farfalla dopo i 400 misti. Per la gioia e la gloria di Francia, che gli dedica prime pagine e copertine, anche se c’è pure da loro il calciomercato, con Mbappé che – boh – non si sa. Marchand ha vinto il titolo nuotando in 1:52.43, record  francese migliorato di quasi un secondo, ora è il terzo uomo nella storia. In assenza del detentore del record mondiale e campione del mondo in carica Kristof Milak, ha battuto il polacco Krzysztof Chmielewski e il giapponese Tomoru Honda. Le fatiche non sono finite. Oggi attacca il podio dei 200 misti, dopo aver fatto il miglior tempo in semifinale [1:56.34]. È il campione uscente. Il primato francese è di 1:55.22. 

L’Équipe racconta di come ha costruito le sue prestazioni sulle qualità subacquee. Celine Nony scrive che la differenza la fanno la partenza, le virate e i suoi famosi flow. Fin da giovanissimo, a Marchand piaceva stare sott’acqua, fare ondulazioni. Allora erano meno notevoli, ma iniziarono a scoprire la sua bravura durante l’adolescenza, come sottolinea Nicolas Castel, che lo ha allenato a Tolosa. Anche per questo motivo è andato ad allenarsi con Bob Bowman, il mentore di Michael Phelps, famoso a sua volta per questi caratteristici calci a delfino.

Nella finale dei 200 farfalla di un anno fa Léon Marchand aveva nuotato in 1’53”37. Ebbene: 1’11”54 di parti nuotate e 41”83 di parti non nuotate. Stavolta ha nuotato in 1’52”43: con 1’11”54 di parti nuotate, esattamente come nel 2022, e 40”89 nelle parti non nuotate. È stato più veloce in subacquea, percorrendo 56,42 metri, su un massimo consentito di 60. 

 

Un americano che emerge

 

Alle sue spalle si intravede Thomas Heiman, 16 anni. Nel dicembre del 2021 ha battuto 14 record in 11 giorni. Ha vinto 6 medaglie, 3 d’oro e 3 d’argento, ai Campionati jr Pan Pacific del 2022. Ora nuota più velocemente di quanto facesse Michael Phelps a 18 anni. Nella finale dei 200 farfalla ha toccato a 1:53.82, primato personale, quarto posto, record U16 e U18.

 

Come vede le cose Phelps

 

 ➣  L’Italia sta diventando una potenza del nuoto?

«Sta ai piani alti e di sicuro ha un campione, ho incontrato Thomas (Ceccon) dopo la 4×100».

 ➣  Lui ha detto che non si laverà più la mano dopo che lei gliela ha stretta.

«Mi sa che capiterà altre volte. L’ho visto nuotare i 100 dorso in semifinale e poi tuffarsi di nuovo nei 50 delfino che ha vinto. Quel tipo di sforzo ravvicinato che conosco bene, richiede del coraggio. Mi eccita vedere gente che si butta una gara dopo l’altra senza avere il tempo di recuperare. Se lo fai significa che hai una certa mentalità e il gusto per la sfida. Vuol dire che sposti il senso del limite. Per gli altri non si può fare e tu semplicemente sai come riuscirci. Ho vissuto di questo per la mia intera carriera».

 ➣  Lei ha vinto 23 ori alle Olimpiadi, 8 in una singola edizione: è speciale. Non si è sempre sentito così?

«No. Ho sempre avuto grandi ambizioni, la voglia di raggiungerle mi ha portato a lavorare ogni giorno per obiettivi che dichiaravo per renderli ancora più veri. Ma non era scienza missilistica, era allenamento: quando ero preparato succedeva tutto di conseguenza. Nell’unica occasione in cui sono arrivato senza aver lavorato come dovevo, ai Giochi di Londra 2012, è andata male».

 ➣  Male con quattro ori e due argenti.

«Male perché non ero io e non mi sono divertito. Non mi sono appassionato: non sono salito sul podio dei 400 misti e avevo il record del mondo e di tutto quello che è arrivato non mi sono goduto nulla».

 ➣  Ledecky qui probabilmente batterà anche il suo record di ori individuali ai Mondiali, al momento sono 15 per entrambi. Perché non è considerata quanto lei? 

«Ledecky è la più grande nuotatrice che ci sia mai stata sul pianeta, si è cimentata su qualsiasi distanza e lei lo fa per se stessa, perché ci sta bene. Non si guarda intorno, non racconta che cosa andrà a fare, nuota perché questo le interessa e forse non ha bisogno di pubblicità».

 ➣  Scusi, non sarà che non ha la sua popolarità nonostante gli stessi successi perché è una donna? «Non credo sia una questione di uomo o donna. È sempre complicato fare paragoni. La gente si chiedeva se fossi più o meno forte di Mark Spitz, uno che aveva fatto cose incredibili. Io non volevo essere il nuovo Spitz, volevo essere riconosciuto e ricordato come Phelps». 

 ➣  Ci è riuscito. Sta dicendo che Ledecky non si scrolla via il paragone con lei? 

«Sto dicendo che a lei non interessa. Fa quello che le piace e non si chiede se è più o meno famosa di me». 

 ➣  I blocchi Omega di ultima generazione contribuiscono ai cronometri che stiamo vedendo? 

«Se li sfrutti al meglio e scegli l’angolo giusto di partenza sono un trucco in più che io non avevo e danno immediatamente il tempo di reazione, un fattore sempre molto intrigante». 

di giulia zonca, La Stampa

 

torri | Kolesnikov, il grande assente

Non è ai Mondiali, ma Kliment Kolesnikov ha mandato un messaggio al mondo, dalla Coppa di Russia in corso a Kazan. Ha nuotato il secondo crono di sempre nei 100 dorso maschili in 51.82, record del suo paese, per la prima volta sotto la soglia dei 52, contro il 51.98 di Evgeny Rylov. Ora ha davanti solo il 51.60 di Thomas Ceccon. 

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