Marcell Jacobs ha fatto sapere che dopo il meeting di Rabat salterà pure il Golden Gala di Firenze. Fred Kerley non riesce a incrociarlo in pista dai Giochi di Tokyo, agosto 2021.
Dal giorno della finale olimpica, le cose tra loro sono andate così.
Gare sui 100 metri corse: 7 a 17.
Gare sotto i 10 secondi: 2 a 15.
Gare sotto i 9”90: 0 a 8
C’è qualcuno che ha voglia insieme a noi di chiedere a Federazione Italiana di Atletica Leggera e CONI se si stanno facendo delle domande sul modo in cui viene gestita la medaglia d’oro olimpica dei 100 metri?
Gli infortuni muscolari non sono sfortuna. Sono il segno di qualcosa che non va. Forse nei carichi di lavoro, nell’alimentazione, nello stile di vita, nel ritmo del sonno, nella postura, in qualcosa di sicuro. In Italia siamo riusciti a dire che se Kerley sfotte per le sue assenze, allora Kerley è uno sbruffone. Il suo 9.94 a Rabat è stato giudicato poco impressionante. Solo che Kerley aveva preso un aereo e veniva dal Giappone, dove sette giorni prima aveva corso in 9.88 e 9.91, batteria e finale.
In 9.94 Jacobs non ha mai più corso dopo Tokyo e non aveva mai corso prima. Kerley ha corso da 9.94 in giù per 18 volte in carriera. Però è stato poco impressionante, ma sì, Jacobs se lo fuma quando vuole. Appena possibile. Quando sarà. E quando sarà? Presto, prestissimo, ce lo dice da un anno. Ancora stamattina su Repubblica è stato protagonista di un’intervista tutta all’insegna di dirò e farò. Ha detto che il trash talking con Kerley gli piace, gli dà carica, come nella boxe riscalda l’attesa per la gara. Solo che poi i pugili sul ring ci vanno. Lo schema Jacobs si ripete da un po’. Dà un’intervista, dice che sta bene, sta benissimo, vedrete, poi non gareggia, si ritira, sente un dolore, ma non è un vero infortunio, eh, attenzione, prudenza, ecco, si ferma solo per prudenza. La frase chiave è: la sfida è solo rimandata.
Intanto quello che succede alla medaglia d’oro dei 100 metri, non lo sappiamo. Non lo sappiamo da quasi due anni. Adesso è anche cambiata la sua falcata, la frequenza dei suoi passi, per scendere da 9.80 a 9.70, dice il coach Camossi. Ma i 100 metri in 9.80, Jacobs li ha corsi solo per 9 secondi e 80 centesimi in 28 anni. Su una pista magica e speciale dove si rimbalzava, dove sono stati battuti 2 primati del mondo nella corsa e 4 primati olimpici, dove Jacobs rimbalzava più di altri con le sue scarpe adattissime. Ha cambiato anche quelle, non solo le frequenze dei passi. Per inseguire l’ossessione del 9.70.
Non c’è niente di male nell’aver comandato la Hit Parade solo un’estate e poi mai più. Se Jacobs corresse intorno ai 10 netti, con picchi da 9.95, sarebbe comunque il miglior italiano della storia. Una volta vince, una volta perde. Perché non accettare questa verità?
Che cosa si dice in giro
Andrea Buongiovanni sulla Gazzetta dello sport racconta che Jacobs, nel pomeriggio, “come sempre sotto gli occhi di coach Paolo Camossi, ha svolto un nuovo allenamento al Paolo Rosi capitolino, la sua “tana”, il primo con le scarpette chiodate dopo il “leggero blocco lombo-sacrale” che gli aveva già suggerito di evitare la gara marocchina di domenica. Qualche uscita dai blocchi ad alta intensità, alcuni allunghi. Le cure alle quali si è sottoposto a Monaco di Baviera con il dottor Hans-Wilhelm Müller-Wohlfahrt e i suoi collaboratori, hanno in parte sortito l’effetto sperato. Ma una “coda” del fastidio è rimasta. Una percezione del dolore c’è ancora. E si sa: una forma di sciatalgia, per quanto lieve possa essere, non si risolve in fretta. Marcell era pronto alla battaglia. Ma dopo le esperienze della scorsa stagione, le relative lezioni imparate e la prospettiva di settimane tanto impegnative (la prossima sarebbe atteso a Parigi per un’ altra tappa di Diamond League), che culmineranno con i Mondiali di Budapest della seconda metà di agosto, non vuole rischiare”.
La Gazzetta riferisce le parole di Marvin Bracy [«Marcell parla molto, per essere uno che non gareggia»] e appunto ribadisce che “a Rabat (vento a +0.1 m/s) nessuno ha particolarmente impressionato. Un Jacobs anche solo in forma normale e senza remore, avrebbe venduto cara la pelle. Serve ricordare che il suo ultimo 100, quindi la sua ultima uscita all’aperto, risale al 16 agosto scorso quando, proprio a Monaco di Baviera, conquistò l’oro europeo con 9”95? Sono trascorsi oltre nove mesi. Ma l’attesa non è ancora terminata“.
Nell’articolo si evidenzia correttamente che i numeri non sono a favore di Jacobs, però, nonostante le sue assenze ed esitazioni, ci sono ancora degli indizi che non sia completamente finito: l’anno scorso, ha vinto i mondiali dei 60 m con una progressione impressionante, battendo il recordman della specialità (Coleman) e un altro americano (Bracy); in semifinale agli europei sui 100m, non ricordo il tempo, ma ha frenato tantissimo negli ultimi passi e forse sarebbe potuto scendere sotto i 9.95. Poi rimane il fatto che anche dagli allenamenti avrà certi feedback e se è convinto dei propri mezzi, ci sarà un motivo (sperando che non sia quello di recitare bene una parte per non perdere gli sponsor, ma in quel caso bisognerebbe dare un Oscar anche a Camossi).
Un bluff totale. Che procedendo così, con dichiarazioni sbruffone cui seguono rinunce continue, finisce per offuscare e finanche infangare di sospetti il suo illustre breve passato. Sarebbe molto meglio per la sua immagine gareggiare e perdere con onore.
Un bidone completo, mai visto uno scappare di fronte ai più forti per 2 anni, e a parole invece li batte tutti, prenderei questo fenomeno come esempio per i ragazzi di come NON ci si comporta nello sport, e i dubbi che americani e inglesi avevano sollevato, ora sono molto più forti… Gareggia o vattene , Marcell
Jacobs, è un campione davvero sfortunato, nessuno come lui nella storia dello sport ha dimostrato tale combattivita’ è davvero un campione anche nella vita, ci sarà presto a dimostrare quale vero e potente campione è, Il mondo dello sport deve assolutamente dargli fiducia e le gioie immense che già ci ha dato non mancheranno. Forza amico, sei un esempio per tutti gli sportivi veri.
Jacobs? Il bluff del secolo,ci vorrebbero maggiori controlli per gli atleti italiani, molti sospetti sulla regolarità delle prestazioni e delle vittorie su tutti gli sport,io sono convinto che l’Italia come al solito gioca sporco.
Il tempo per giustificare Marcell Jacobs è fatalmente scaduto. Dopo le Olimpiadi non solo non si è confermato a livello mondiale, ma è andato incontro a figuracce barbine. Solo chi è cieco può sostenere che sia stato sfortunato. L’Atletica è più chiara dell’acqua che sgorga dalla sorgente.