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A quasi sette mesi dall’ultima partita giocata nei play-off contro Milwaukee, Brooklyn ha riavuto Kyrie Irving, nella partita della notte scorsa sul campo degli Indiana Pacers. Irving è tornato segnando 22 punti in 32 minuti, nella vittoria per 129-121. È partito in quintetto e s’è preso il primo tiro della serata (sbagliato). Steve Nash ha spiegato che era programmato. Non l’errore. Il suo tiro. «È stato un regalo di bentornato».
Carino e coccoloso con il compagno no-vax è stato pure Kevin Durant, che dopo 39 punti e 8 rimbalzi ha detto: «È stato fantastico, sembrava che giocasse con noi dall’inizio della stagione». Invece Irving si è unito alla squadra solo il 17 dicembre per gli allenamenti, dopo aver saltato le prime 35 partite della stagione. Per le leggi di contrasto al covid in vigore a New York City, non era autorizzato a entrare al Madison Square Garden. I Nets avevano inizialmente scelto di non schierarlo anche in trasferta, l’emergenza ha spinto a rivedere la posizione. Part-time? E sia.
«Vivo un giorno alla volta – ha detto Irving alla fine della partita – non voglio parlare di me e di chi riduce le regole a me. Conosco quali sono state le conseguenze della mia decisione e so ancora quali saranno».
Jerry Brewer sul Washington Post ha scritto che Irving è tornato, “pronto a interpretare il ruolo imbarazzante di all-star part-time. Il gioco è il gioco e la necessità vince su tutte le visioni idealistiche. L’iniziale posizione dei Nets era appropriata, persino ammirevole. La natura miope e competitiva dei team ha reso facile la previsione che prima o poi avremmo visto Kyrie part-time. Ora dovrà saltare due partite casalinghe prima di tornare a giocare lunedì a Portland e il mercoledì successivo a Chicago. Quindi non potrà giocare fino al prossimo lunedì a Cleveland, la prima di quattro partite in trasferta. Questo non è un modo per aumentare lo slancio della squadra mentre si avvicina la seconda metà della stagione. Ma a Brooklyn sono disposti a correre il rischio, perché questa fase della pandemia ha costretto ogni squadra a vivere partita per partita e ad affrontare il caos. Con contratti della durata anche di 10 giorni ormai così comuni per colmare i vuoti, il lusso di avere Irving part-time deve sembrare allettante. Ma come tutto ciò che riguarda Irving, la cosa è molto più complicata di così”.