Le incertezze su Zhang e sulla proprietà dell’Inter

  Il teaser che Suning sta facendo girare tra gli investitori non sarebbe finalizzato solo alla ricerca di un socio o al rifinanziamento del debito. C’è una terza ipotesi, ed è la cessione dell’Inter. Lo scrive Andrea Ramazzotti stamattina sul Corriere dello sport-Stadio, aggiungendo una nuova pista alle indiscrezioni dei giorni scorsi del Sole 24 ore. In ambienti finanziari – leggiamo – è ricorrente la voce che la banca d’affari Rothschild abbia un mandato non solo per cercare nuovi azionisti che sostituiscano Lion Rock (il fondo ha il 31,05% delle quote), ma anche per vendere l’intero pacchetto azionario. Complicato dare una risposta su quale delle due opzioni sarà eventualmente “accolta” dal mercato, anche perché nel mondo del calcio quando si va alla ricerca di un socio di minoranza può capitare di trovare un acquirente per la maggioranza. E’ successo sia a Moratti sia a Thohir. I segnali che dalla Cina arrivano in viale della Liberazione sono chiari: non viene messa in dubbio la stabilità del progetto iniziato nel 2016 e la rassicurazione è che si sta lavorando “solo” per rifinanziare il debito. Quest’ultima operazione (ci sono due bond: uno da 300 milioni con Goldman Sachs e uno da 75 con JP Morgan) va conclusa entro la fine del 2021 nella speranza che i tassi d’interesse e il mercato diano una mano. Meglio ancora se a rifinanziare sarà un solo istituto. Le voci sul futuro della società in ambienti finanziari però circolano lo stesso e certo non danno una mano alla squadra.

 

    vite  L’autofiction di Zaniolo | L’ultima settimana vissuta in diretta social da Nicolò Zaniolo (la rottura con la fidanzatina di sempre, la relazione con Madalina Ghenea, la scoperta di essere padre di un figlio con la ex) ha spinto stamattina lo scrittore Gabriele Romagnoli a ragionare su Repubblica di vite e condotte, a riflettere su questi ragazzi che sono oggetto – parole sue – di una doppia, eccitante narrazione: dal lato professionale e da quello personale

Scrive allora Romagnoli: Era retorica la domanda sulla maglietta di Balotelli a Manchester “Why always me?” (perché sempre io?) quanto è paradossale l’affermazione di Zaniolo: «Vorrei tenere la mia vita privata lontana dai riflettori». Pochi come lui fanno autofiction attraverso i social. Ogni calciatore è ormai il personaggio di un romanzo a più mani: quelle del nucleo familiare, dei comunicatori della società per cui gioca, del media manager, dell’agente. Poi ci mette del suo: la disponibilità a entrare nella parte. Quando, sei mesi fa, venne annunciato che Zaniolo aveva affidato la sua immagine alla società di Fedez per «far crescere di pari passo il calciatore e il brand» era prevedibile una virata del linguaggio, una commistione dei generi, intervista a Walter Veltroni e paparazzata sui rotocalchi, un ampliamento della base a sostegno. Una sceneggiatura impazzita – conclude Romagnoli – cui manca l’elemento stabilizzante, più che per il brand, per il giovane uomo: il pallone”

la classifica Milan 34, Inter 33, Roma 27, Sassuolo 26, Napoli 25, Juventus 24, Atalanta 22, Lazio 21, Verona 20, Benevento 18, Sampdoria 17, Bologna Udinese 15, Cagliari Fiorentina 14, Parma 12, Spezia 11, Genoa 10, Crotone 9, Torino 8

    discussioni  Dove metto le braccia | Se la VAR è sotto attacco dopo quasi tre anni di servizio nel vecchio West delle aree di rigore, ecco che arriva lo sceriffo Pierluigi Collina a difenderla. In una intervista con Guido De Carolis per il Corriere della sera, stamattina definisce (prova a definire) i contorni dei due aspetti più controversi del video arbitraggio: la volontarietà del fallo di mani e la sua interpretazione, i centimetri sul fuorigioco. 

Collina dice: «Qualcuno sostiene che oggi non esiste più l’involontarietà ma non è vero. La vecchia regola diceva: il fallo di mano è un atto volontario. Ma già in passato venivano puniti contatti involontari. Euro 2016, colpo di testa di Chiellini contro il braccio alto di Boateng che salta con gli occhi chiusi: contatto involontario, ma rigore dato correttamente. Stessa cosa con Piqué in Russia-Spagna al Mondiale 2018. La volontarietà era ed è solo una delle fattispecie di punibilità, insieme ad altre non volontarie, ma colpose. Quante volte un giocatore colpisce volontariamente il pallone all’interno della propria area di rigore? Quasi mai. La stragrande maggioranza sono braccia in posizione non giustificata, dove non c’è la volontarietà, ma una responsabilità colposa». 

Qui allora Collina precisa che i difensori non devono proprio per forza saltare come birilli

«I giocatori – risponde – non devono muoversi come pinguini. Per contro non possono essere neppure degli alianti, altrimenti tutto è consentito. La valutazione spetta all’arbitro, la difficoltà è avere omogeneità di giudizio. Devono capire se un movimento è funzionale o meno al gesto compiuto. A volte un braccio a 30 centimetri dal corpo è naturale, altre potrebbe non esserlo. Spetta all’arbitro giudicarlo». Sul fuorigioco centimetrico o di un chiodo, come dicono in Spagna, chiarisce: «Se oggi si parla di qualche centimetro in futuro con lo sviluppo della tecnologia si potrà scendere ancora. La Goal Line Technology ha un margine di errore di 6 millimetri ed è vissuta positivamente, senza polemiche. Se lo stesso si otterrà per il fuorigioco andrà discusso se questo sia rilevante o no».

 

in tv domani ore 12.30 Sky Sport Serie A: Inter-Crotone | 15 Sky Sport 1: Cagliari-Napoli | 15 Sky Sport Serie A: Genoa-Lazio | 15 Sky Calcio: Atalanta-Sassuolo | 15 Sky Sport Serie A: Fiorentina-Bologna | 15 Sky Sport Serie A: Spezia-Verona | 15 DAZN e DAZN1: Roma-Sampdoria | 15 DAZN: Parma-Torino | 18 Sky Sport Serie A: Benevento-Milan | ore 20.30 DAZN e DAZN1: Juventus-Udinese

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