La stagione è ufficialmente partita e oggi torna in campo pure l’élite, almeno in campo femminile, con le prime top 10 al mondo in gara al torneo di Abu Dhabi: Sabalenka, Kenin, Katarina Pliskova e Svitolina. Così come tornano Cori Gauff e la spagnola Muguruza, nella partita forse più bella del giorno contro Kristina Mladenovic.
La lunga assenza dai tornei – non giocava da ottobre – ha confuso ieri la povera Anastasia Pavlyuchenkova, numero 38 al mondo, impegnata contro la tunisina Ons Jabeur. Dopo aver tenuto il servizio sul 6-5 nel primo set, stava andando di nuovo al servizio. Il giudice arbitro le ha fatto notare che il game era finito e mentre andava a sedersi al cambio campo la russa ha sgranato gli occhi: «Siamo ancora nel primo set? Sono completamente persa, mio Dio».
Tumaini Carayol sul Guardian ricorda stamattina che il torneo di Abu Dhabi è nato con una licenza per un solo anno. “La sua esistenza dichiarata – scrive – è semplicemente quella di consentire alle giocatrici di competere, di guadagnare e di allenarsi un po’ prima di volare in Australia per il primo Slam dell’anno, posticipato. Non c’è la folla per incitare chi gioca e il montepremi di 565 mila dollari è significativamente inferiore al milione e 434 mila che di questi tempi veniva distribuito a Brisbane l’anno scorso”.
Hanno già perso Martina Trevisan 6-3 6-3 ieri da Yulia Putintseva (28 al mondo) e la 22enne Lucrezia Stefanini, brava a qualificarsi in tabellone lei che è 394 al mondo: al primo turno è stata battuta poco fa per 6-1 6-3 da Elena Rybakina (19 al mondo).
Sempre ieri Jasmine Paolini è stata eliminata in due set da Leylah Fernandez, diciottenne canadese, numero 88 del mondo, campionessa juniores al Roland Garros del 2019, in finale ad Acapulco tra le grandi l’anno scorso. Alessandro Mastroluca su Supertennis racconta che “il suo gioco è maturato per innamoramento improvviso verso questo sport e volontà di famiglia. Quello di papà Jorge, emigrato da bambino dall’Ecuador al Canada, è però diverso dal piano di Richard Williams per le figlie Venus e Serena. Jorge non punta subito sul tennis. È un allenatore di calcio che non vuole imporre le sue passioni a Leylah e alla sua sorella maggiore Jodeci. Leylah, da bambina, segue il padre e dimostra anche un primo interesse per il calcio. Jorge, però, fa provare alle figlie ogni sport disponibile: pallavolo, nuoto, baseball, atletica. Ne vuole aggiungere un altro, almeno come passatempo ricreativo, e accompagna Leylah e Jodeci in un negozio di articoli sportivi, dove vengono attirate da un paio di racchette rosa con dei fiori stampati sopra. Per Leylah è una rivelazione”.
Oggi, scrive Mastroluca, il tennis di Fernandez è fatto “di anticipo e costanza, caratterizzato da un diritto affidabile e da una grande sveltezza di gambe nella copertura del campo, che le permette di stare con i piedi vicino alla riga di fondo. Può migliorare dal lato del rovescio, e ha dalla sua una non banale velocità di esecuzione, e certamente nella resa del servizio. Ma questa passa anche da un irrobustimento del fisico”.
Aspettiamo.
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