La persecuzione dei cani randagi prima del torneo

attese D’accordo, gli sforzi del paese sono stati monumentali e rapidi. Se ne parlava ieri qui. Ma intorno alla Coppa d’Africa del Marocco sta montando il caso del massacro dei cani randagi, uno sterminio denunciato dalle associazioni, nell’ambiguità della FIFA. Ne parlava nei giorni scorsi L’Equipe Magazine in un reportage dal paese dove domani comincia il torneo.
“Difficili da guardare senza audio, queste immagini diventano insostenibili quando le urla degli animali si mescolano ai pianti dei bambini. I cani vengono abbattuti a colpi d’arma da fuoco nelle strade marocchine, e queste uccisioni non lasciano solo tracce di sangue. «Ogni volta che mio figlio sente gli spari, entra in uno stato di isteria ed esce di casa per cercare di proteggere gli animali», scrive una madre, che si è rivolta alla International Animal Coalition (IAWPC) per tentare di fare pressione sulla FIFA”.
Tra cinque anni il Marocco organizzerà anche i Mondiali insieme con Spagna e Portogallo. «Perché il Marocco abbatte migliaia di cani randagi?» titolava la CNN a metà giugno, con testimonianze toccanti. Sei anni fa è stata firmata una convenzione fra il ministero dell’Interno, l’ordine nazionale dei veterinari, l’ufficio nazionale di sicurezza sanitaria degli alimenti e il ministero della Sanità per lanciare il metodo TNVR (Trap, Neuter, Vaccinate, Return — catturare, sterilizzare, vaccinare, rilasciare), una procedura da seguire per tenere sotto controllo la proliferazione del randagismo.
Un progetto rimasto lettera morta, nonostante i 22 milioni di euro che lo Stato marocchino avrebbe investito. Ouidad Elma, attrice franco-marocchina e ambasciatrice di PETA [People for the Ethical Treatment of Animals], dice: «Tutto questo avrebbe potuto trasformarsi in posti di lavoro concreti, in un accordo vantaggioso per tutti. Sei anni dopo, continuiamo ad assistere a un massacro a cielo aperto. Sentiamo spari in piena notte. Siamo in un western?».
La stima parla di diversi milioni di cani randagi sul territorio e molte denunce di morsi ogni settimana. «In prossimità e durante i grandi eventi, il massacro si intensifica», spiegano le associazioni. «Per la FIFA è un incubo. Il massacro dei cani e le sue conseguenze sulla popolazione sono ormai indissolubilmente legati a essa e al prossimo Mondiale.» I legami tra Gianni Infantino e il Marocco non sono da dimostrare. Nel marzo 2024, il presidente ella FIFA ha annunciato che il Paese ospiterà ogni anno la Coppa del mondo femminile Under-17 fino al 2029. Nel luglio 2025 ha anche inaugurato un ufficio a Rabat, il primo della FIFA in Nord Africa.
Ma il Paese vivrà al ritmo dei suoi Leoni per tutto il prossimo mese. La vittoria in Coppa Araba di giovedì a Doha ha dato di nuovo prova della passione popolare, portando migliaia di persone in strada a festeggiare. “Un presagio” lo chiama L’Equipe, che i calciatori convocati per la Coppa d’Africa hanno avvertito chiusi nel loro rifugio al complesso Mohamed VI di Salé, vicino all’aeroporto. “Un concerto di clacson che ha scandito il giovedì sera nonostante il freddo stagionale. Conoscono la follia dei tifosi. A Casablanca, era addirittura pericoloso aprirsi un varco tra auto dalle traiettorie irregolari e giovani spericolati sugli scooter, non proprio attenti al Codice della strada. Ai semafori, venditori ambulanti ne approfittavano per rifilare bandiere marocchine, segno premonitore dei giorni a venire”. Segue giro di pareri fra camerieri e impiegate. Si comincia domani: Marocco vs Isole Comore.