Domani torna la Coppa del mondo con il gigante maschile di Adelboden e la discesa libera femminile di Altenmarkt. In prova la più veloce è stata la tedesca Kira Weidle (Goggia ottava). Non risulta iscritta Mikaela Shiffrin, protagonista di uno scambio di accuse di spionaggio con il team di Petra Vlhova, guidato dall’allenatore italiano Livio Magoni.
Che cosa è stato scritto dopo lo slalom a Zagabria. Vlhova può essere forte e solida nello slalom, ma ci sono altre componenti nella sua sciata e nei suoi allenamenti che non sono paragonabili a quanto fa Shiffrin. Per questa ragione Livio Magoni spesso manda qualcuno a registrare le sessioni di allenamento di Shiffrin nel corso della stagione. Il team di Magoni non solo filma le manche di allenamento di Shiffrin, ma filma l’intero staff, osservando come lavora il miglior team di CdM. Magoni ha detto che guarda i video di Shiffrin quasi tutti i giorni … Si sente fortunato di poter aver accesso alla proprietà intellettuale degli altri team, visto che gli allenamenti nello sci non sono protetti dalla legge come in altri sport. «È importante guardare Mikaela perchè è la migliore del mondo. È importante per capire come portare piccoli miglioramenti nella sciata. Se sei intelligente, puoi imparare molto. Come gli sciatori pensano, ma anche come si muove il team intorno ad essi. Come responsabile è importante vedere come gli altri gestiscono le loro squadre. So che non è del tutto corretto, ma d’altra parte, è anche positivo che qualcuno faccia video agli altri atleti perché significa che vogliono imparare, e vogliono imparare dai migliori. A volte abbiamo problemi, ma è il nostro lavoro». | Moran Mackenzie, Skiracing
Le accuse di Shiffrin. «Quel che faccio con la mia sciata è come fosse una mia proprietà. È qualcosa che ho creato con i miei allenatori e con le persone con cui lavoro. È qualcosa che ho creato intellettualmente e fisicamente. È qualcosa che sono in grado di fare e nessuno mi ha spiegato come farlo». | Mikaela Shiffrin alla NBC
Il regolamento. Se negli sport di squadra è vietata la registrazione delle sessioni di allenamento, le sciatrici devono allenarsi in aree sciistiche liberamente accessibili. Nessuno può impedire a un privato di acquistare un biglietto e frequentare la stessa area. Per ora i regolamenti della Fis non proteggono la proprietà intellettuale. | Marisa Poli, la Gazzetta dello sport
Ieri la replica di Livio Magoni. «Sono stato attaccato pesantemente dal Team Shiffrin e si sono inventati questa cosa. Come se gli altri non filmassero mai nessuno. In più non c’è nessuna regola ufficiale riguardo alla possibilità di filmare gli atleti o altro. Quindi non è stato fatto nulla di quello che ho letto o che si dice. Solo cose che tutti fanno ogni giorno in pista. Mi piacerebbe vedere quante avversarie o team hanno visto le due manche di Petra a Zagabria. D’altra parte, americani sorrisi falsi, come diciamo noi. Anche in riunione oggi a Zauchensee tanti erano dalla mia parte (Francia, Norvegia, Germania, Canada, Svizzera, Svezia, e i paesi piccoli, tutti che si sono messi a ridere! Gli americani invece non mi ha nemmeno salutato, Italia non pervenuta! La giornalista americana a Zagabria ha estrapolato le sole frasi che servivano per inventare lo spionaggio industriale non corretto del team Vlhova e di Magoni. Ricordo per correttezza che io non ho mai inviato nessun allenatore in località diverse da quelle dove siamo per filmare altri team. Se la memoria non mi inganna regolarmente vengono filmate le prime 15 in partenza da tutti i team. Gli americani dovrebbero imparare a perdere come sappiamo perdere tutti. Ricordo a questo paese che non sono sempre loro i migliori. Mi sa che hanno preso un bel granchio e sono fuori strada. Noi abbiamo vinto dopo 18.000 curve di slalom, 14.000 di gigante finora e non certo per il video!». | Marco Di Marco, Sciare Magazine
Paragoni. «È come se Bayern Monaco, Juventus, Liverpool e Inter potessero allenarsi tutte sullo stesso campo. Secondo voi che farebbe un tecnico come Conte, guarderebbe solo i suoi o darebbe un’occhiata in giro?». | Magoni ad Alberto Dolfin, Corriere dello sport-Stadio
Tutti gli spioni dello sport
Il caso McLaren-Ferrari. Furto di documenti top secret, spie che tramano nell’ombra, perquisizioni, sostanze sospette. Sono passati dieci anni, è il 22 giugno del 2007 – il caso di spionaggio industriale che ha coinvolto Ferrari e Toyota s’è chiuso da tre mesi – quando esplode la nuova spy story. In proporzioni devastanti.
C’è di mezzo un’altra volta il Cavallino e un’altra volta come parte lesa, la questione comunque è più grave perché l’infedele non è un tecnico qualunque, è Nigel Stepney che fino al 2006 era capo meccanico. È dentro fino al collo, la Ferrari non ci mette molto a inchiodarlo: c’era polvere sospetta nel serbatoio della F2007 di Raikkonen in partenza per Monte Carlo, polvere che mischiata al carburante doveva bloccare il motore. La stessa polvere ce l’aveva Stepney nei pantaloni.
Ad ogni modo, l’accusa più grave è un’altra: appropriazione indebita di informazioni riservate, sfilate dagli archivi della Ferrari e passate alla McLaren tramite Mike Coughlan. Pure lui non è uno qualsiasi, è capo progettista a Woking dal 2003.
La Ferrari chiede l’intervento della Fia che a luglio archivia con un nulla di fatto. Martin Brundle dice: “Mi pare una caccia alle streghe”. Mosley più tardi svela: “Senza prove non eravamo in grado di condannare”.
Le prove, in qualche modo, alla fine arrivano quando giustizia e politica si mischiano con le questioni sportive: Alonso ha il dente avvelenato col team, si fa convincere a collaborare, porta materiale scottante. Email, sms.
La Fia allora ritratta, a settembre pronuncia il verdetto definitivo: 100 milioni di dollari di ammenda e cancellazione di tutti i punti. Praticamente il Consiglio Mondiale bastona la McLaren, risparmia Hamilton e Alonso. Anche se di fatto Hamilton non collabora mai, lui si professa innocente fino in fondo. Una batosta o un buffetto a seconda dei punti di vista. Mosley riconosce: “La McLaren andava espulsa”. Todt fa una sintesi con una metafora delle sue: “Abbiamo giocato una mano di poker contro avversari che sbirciano le carte”.
La McLaren nemmeno s’azzarda a presentare appello, Mosley scrive una lettera di scuse che la Fia accetta e gira alla Ferrari. | F1 web, 21 giugno 2017
Nella vela è un’abitudine. «Mi chiamo Jean-Antoine Bonnaveau. Ho 50 anni. Sono francese ma vivo a Valencia, in Spagna. Sono sposato con una figlia, militesente e, dal dicembre 2007, assunto nel design team del sindacato americano Oracle, dal quale percepisco uno stipendio mensile di 10 mila euro. È vero, ho fotografato il capannone di Alinghi e l’ho misurato per cercare di risalire alle dimensioni del nuovo multiscafo degli svizzeri. Non pensavo fosse un reato. E poi, scusate, in Coppa America non lo fanno tutti?…» (…) «Sì, ho scattato fotografie. Sì, ho misurato la distanza tra i lampioni e il capannone. Sì, ho identificato l’ufficio di Alinghi dove si prendono le decisioni e i membri del design team dalle loro uniformi. Sì, ho riferito tutto al mio superiore, Manolo Ruiz De Elvira (ex designer di Alinghi, tra l’altro, ndr), al quale ho inviato due rapporti. Sì, a un certo punto ho notato che qualcuno mi seguiva e mi filmava…». Era Brett Ellis, uno dei progettisti di Bertarelli. Che ha chiamato la polizia. «Ho solo cercato di ottenere informazioni, un’abitudine che fa parte della storia della Coppa America da oltre 150 anni ». Centocinquantotto, per la precisione. Il sergente del dipartimento regionale di Polizia giudiziaria di Montpellier, distaccamento di Nîmes, si è acceso una sigaretta e ha incrociato i piedi sul tavolo. Il tempo di aspirare la prima boccata, e già pensava ad altro. | Gaia Piccardi, Corriere della sera, 14 giugno 2009
In Premier League. È il 14 aprile 2014. Il Cardiff City, che gravita nelle zone basse della Premier League, denuncia il ds del Crystal Palace Iain Moody per aver ricevuto con due giorni d’anticipo la formazione che avrebbe giocato lo scontro salvezza contro il Palace. La partita termina 3 a 0 per la squadra del sud di Londra ma la querelle è appena iniziata. Moody, ex direttore sportivo del Cardiff passato l’inverno precedente al Crystal Palace dopo dissidi con il presidente, nega ogni coinvolgimento, così come la squadra rossoblu. Il mistero si infittisce ulteriormente quando un messaggio inviato per sbaglio da Moody a Dougie Freedman, allenatore del Bolton, cita la presunta spia dentro lo spogliatoio del Cardiff: il centrocampista islandese Aron Gunnersson. Ricevuto per caso il messaggio incriminato, Freedman lo inoltrata al tecnico del Cardiff, l’ex leggenda del Manchester United Ole Gunnar Solskjaer. L’ex Red Devil decide di non cambiare la formazione, andando incontro alla pesante sconfitta. La settimana successiva la Premier League inizia un’investigazione ufficiale, conclusasi nell’agosto 2014 con una multa per il Crystal Palace per violazione del regolamento e comportamento antisportivo, con due impiegati del Cardiff che vengono allontanati dal club, anche se il vero colpevole non si è mai scoperto. | Francesco Zanetti, Esquire, 29 aprile 2018
la classifica femminile Shiffrin 826, Vlhova 513, Brignone 451, Rebensburg 329, Gisin 301
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Come riparte la Coppa del mondo maschile
Due calcoli. Perché Paris in classifica può sperare. Certamente la più incerta dell’ultimo decennio, ma potremmo andare anche più indietro nella storia. Dopo 16 gare delle 44 totali previste, la Coppa del Mondo maschile non ha proprio un padrone, anzi rimane apertissima almeno a quattro atleti, ma con la possibilità che i velocisti austriaci in particolare (Mayer e Kriechmayr) rimangano ancora in corsa per un po’. Lo slalom di Madonna di Campiglio ha riportato davanti Alexis Pinturault, ma con la miseria di un punticino su Aleksander Aamodt Kilde e 4 su Henrik Kristoffersen, mentre Dominik Paris è a -21 e… potrebbe divertirsi. Sì, perché bisognerà ancora soffrire per gli uomini jet tra sabato e domenica ad Adelboden (gigante e slalom), dove Pinturault e Kristoffersen chiaramente allungheranno, poi sarà un duello sostanzialmente alla pari in termini di gare a partire da Wengen, con la media punti che continua ad abbassarsi. | Fabio Poncemi, Neve Italia
la classifica maschile Pinturault 475, Kilde 474, Kristoffersen 471, Paris 454, Mayer 362