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Qui Fort Myers, Florida, e non ci sono panda
Un giorno Emma List se n’è andata a giocare a pallacanestro alla Florida Gulf Coast, era il 2018, e al suo primissimo allenamento con la squadra, fece qualcosa che considerava banale e insignificante. Aveva la palla tra le mani, si sollevò da terra con un piccolo saltello e tirò a canestro da tre-forse quattro metri. Palla dentro. Ma il resto del gruppo si fermò e fece Ooooh. In coro. Karl Smesko, l’allenatore, soffiò nel fischietto e disse che no, non andava bene. List rimase confusa. Aveva messo la palla dentro. Prima di trasferirsi alla Florida Golf Curse sapeva che si trattava di una squadra dalla spiccata propensione al tiro da tre, non immaginava che quelli da due fossero proprio vietati.
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Slalom 5 gennaio 2023
Sports Illustrated racconta l’altra faccia della medaglia nell’America che sta riscoprendo il tiro dalla media distanza. In questa squadra universitaria non se parla affatto.
È tra le più prolifiche oltre l’arco ogni anno da 10 anni. O si segna in sottomano dentro l’area o si tira da fuori – come si vede dal grafico del 2022-23 qui sopra.
Sarah Hansen, la capocannoniera di tutti i tempi, 1.366 tiri a canestro dal 2010 al 2014, oggi insegna chimica in un liceo della Pennsylvania. Racconta alla rivista americana che in quei 1.366 ce ne saranno stati in tutto cinque dalla media distanza, si possono contare sulle dita di una mano, e quattro probabilmente erano tiri della disperazione mentre il cronometro dei 24 secondi stava scadendo.
Nel pezzo di Emma Baccellieri questa tendenza viene attribuita alle convinzioni rigide del coach Smesko. Ma rigide forse è ancora poco. I fatti peraltro lo premiano. La sua percentuale di vittorie in carriera è la terza tra gli allenatori in attività, alle spalle di Geno Auriemma e Kim Mulkey. È l’unica squadra universitaria femminile in assoluto a chiudere le sue stagioni con una media di meno di 30 canestri da due punti a partita. Da quando questo stile è diventato egemone, Smesko ha aggiunto ai suoi schemi la ferocia degli attacchi in transizione. Altri cambiamenti non sono in programma.
“La sua unicità – spiega Sports Illustrated – consiste nel modo in cui presenta le sue idee alle ragazze. In poche parole: Smesko sa spiegare cosa vuole. E in tante vogliono lavorare con lui. Ha costruito da zero un ecosistema. Ecco perché sta qui da così tanti anni e ha rifiutato il posto di capo allenatore alla USC nel 2017, dopo colloqui con Indiana, Illinois e Oregon State. Smesko sa che il suo stile sarebbe un azzardo in squadre più ambiziose. Questo è il basket con cui è cresciuto dal nulla, ed è il basket con cui è cresciuto come persona. Naturalmente – conclude Sports Illustrated – il fatto che il campus sia a mezz’ora dalla spiaggia aiuta a non andarsene”.