

Il Girone B: Canada, Bosnia, Qatar e Svizzera

Il Canada si è qualificato come Paese ospitante. Arriva al Mondiale dopo essere già stato una delle storie più interessanti delle qualificazioni 2022, quando aveva chiuso in testa il girone Concacaf con una squadra giovane, costruita su energia e rapidità.
LA SUA STORIA. Il posto nel ranking mondiale è il #30. Il miglior risultato ai Mondiali resta la fase a gironi, raggiunta nel 1986 e nel 2022. Entrambe le partecipazioni si sono chiuse con tre sconfitte. Del 1986 si conserva soprattutto l’immagine di una squadra dura ma sovrastata dagli avversari europei; nel 2022 il Canada avrebbe meritato di battere il Belgio e sembrava poter ambire a un percorso diverso, prima che inesperienza e ingenuità lo facessero crollare contro Croazia e Marocco. Le aspettative sono alte, pur non avendo mai vinto una partita ai Mondiali. Dalla sconfitta con il Messico nella semifinale di Nations League del marzo 2025, la squadra ha perso una sola partita su 15, la striscia comprende anche vittorie contro Colombia, Ecuador, Ucraina e Stati Uniti.
IL CT. È Jesse Marsch, alla sua prima esperienza da commissario tecnico. Il suo compito è stato quello di spremere al massimo una rosa atletica ma ancora inesperta. Ha costruito il suo gruppo sul cambiamento culturale avviato da John Herdman, rendendo il Canada una squadra più aggressiva. Il Guardian giudica il suo primo ciclo in nazionale positivo, ma non semplice da assorbire all’inizio. “Dal momento in cui ho lavorato con questo gruppo nel primo raduno – dice lui – ho capito che mi sarei innamorato di questi ragazzi”. Il lavoro del ct non si è fermato alla squadra maggiore. Nei mesi liberi è andato a visitare i giocatori in giro per il mondo e ha passato molto tempo anche a incontrare protagonisti del calcio canadese, a livello locale e provinciale, per provare a costruire un processo unitario dello sviluppo del gioco.
LA STELLA. La stella resta Alphonso Davies. Ma il nome decisivo potrebbe essere quello di Jonathan David. Il Telegraph presenta Davies come uno dei terzini più esplosivi del calcio mondiale quando è al massimo, ma ricorda che arriva da un periodo difficile, con il crociato rotto nel marzo 2025 e altri problemi muscolari dopo il rientro. Il Canada avrà bisogno dei gol di Jonathan David non meno di quanto sarebbe stato necessario alla Juventus.
The Athletic considera David il giocatore chiave della nazionale in senso stretto. Per la prima volta il Canada porta al torneo un attaccante titolare di un grande club europeo. Il Guardian insiste invece su Davies, sottolineando che sotto Marsch il giocatore del Bayern ha reso in modo eccellente. Un altro stop, nella semifinale di Champions contro il Paris Saint-Germain, ha messo in dubbio la sua presenza all’esordio. Un altro nome atteso è Ismaël Koné, centrocampista trasformato, più disciplinato e tatticamente più solido dopo l’esperienza italiana al Sassuolo. Ali Ahmed è meno celebrato ma cruciale per il pressing e per l’equilibrio senza palla.
LO STILE. Il Canada gioca soprattutto con un 4-4-2. Pressing alto, transizioni rapide, poco possesso. Il Telegraph lega Marsch alla “filosofia Red Bull”: poca ampiezza, pressing e contropressing aggressivi, attacchi veloci in transizione. Ma pone un dubbio su quanto tempo abbia davvero avuto, in una nazionale, per rendere quel sistema credibile, e se il caldo estivo non obbligherà a fasi di possesso un po’ più prudenti.
The Athletic aggiunge che il Canada è al meglio quando accetta di non avere il pallone. Sottolinea la velocità degli esterni e il fatto che Marsch abbia ottenuto buone risposte da giocatori abituati a sistemi molto diversi nei club, riuscendo così a costruire una squadra che contrattacca spesso e con decisione.
Marsch ha detto: “Alcune squadre pressano per riprendersi il pallone, noi pressiamo per punire e pensiamo a segnare immediatamente quando lo recuperiamo”. Aggiunge che il lavoro fatto subito, nelle prime partite contro Olanda e Francia, è stato soprattutto difensivo, e che le nove partite su 13 senza subire gol, prima delle amichevoli pre-torneo, sono un dato ancora più pesante se si pensa che Bombito e Davies erano assenti per infortunio.
LA POLITICA. Marsch non è uno che tiene per sé le proprie opinioni. Nel febbraio 2025, prima delle finali di Nations League Concacaf, aveva mandato un messaggio diretto a Donald Trump: “Se ho un messaggio per il nostro presidente, è di smetterla con questa retorica ridicola sul Canada come 51° Stato. Da americano, mi vergogno dell’arroganza e della mancanza di rispetto che abbiamo mostrato verso uno dei nostri alleati più antichi, forti e leali.”
Poco dopo, il Canada batté gli Stati Uniti nella finale per il terzo posto e Marsch visse la partita in modo talmente emotivo da farsi espellere per proteste. Da allora ha provato a parlare meno apertamente di politica, ma è chiarissimo quanto conosca il valore simbolico che ha per il Canada battere gli Stati Uniti in qualunque sport. Il percorso geografico del girone, dalla costa est a quella ovest, permetterà ai tifosi di Toronto e Vancouver di seguire da vicino la squadra. La popolazione cosmopolita e multiculturale del Canada potrebbe aiutare l’atmosfera del torneo, oltre che dare alla nazionale un tipo di sostegno speciale, più largo del solo tifo tradizionale.
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